Scoperto scheletro di gigante umano in Thailandia

di Luca Mastinu |

Scoperto scheletro di gigante umano in Thailandia Bufale.net

Sa Defenza, un blog che nel disclaimer si bea di riportare i fatti che i media non dicono, scrive che in Thailandia sarebbe stato scoperto lo scheletro di un gigante probabilmente ucciso da un serpente.

Secondo gli autori, la scoperta sarebbe avvenuta nella grotta Khao Khanab Nam e la scoperta risale al novembre 2017, e le circostanze rasentano il fantasy più macchinoso: «Sembra che lo scheletro stesse combattendo con un grosso serpente cornuto sopraggiungendone poi la morte».

Raramente si sente parlare di scoperte come questa sui Media Main Stream (MSM). Quanta conoscenza e storia ci hanno nascosto? I giganti sono reali proprio come dice la Bibbia!

Avvertiamo in anticipo il pubblico che una campagna di disinformazione globale di massa ha iniziato a provare a screditare la validità e la legittimità di questa importante scoperta!

Puntualmente i blogger che non sono schiavi del sistema del mainstream sfoderano scoperte sensazionali: dallo scheletro del gigante Golia rinvenuto a Gerusalemme ogni tanto si spostano nella più comune Ostia – che in altri contesti si trasforma in Marcianise – fino a spostarsi in Sardegna. Insomma, una fantasia che nella maggior parte dei casi era una rielaborazione su foto ritoccate o, peggio ancora, una decontestualizzazione di immagini “rubate” da installazioni artistiche.

L’opera di Tu Wei-Cheng e del collettivo LuxuryLogico

Anche questa volta, senza rancore alcuno per gli autori del blog Sa Defenza, dobbiamo smentire l’esistenza di uno scheletro gigante rinvenuto in qualche parte del mondo. Le immagini mostrano un’installazione dell’artista Tu Wei-Cheng in occasione della Biennale di Thailandia che nel novembre 2018 ha avuto luogo a Krabi e per l’esposizione dell’artista, in effetti, è stata scelta la grotta di Khao Khanab Nam e la stessa organizzazione della Biennale ha postato le foto e il backstage dell’installazione sul canale social ufficiale.

Parliamo di bufala, quindi, perché non si tratta di una scoperta archeologica, bensì di un’installazione dell’artista Tu Wei-Cheng.

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