La “rana sul cibo” non significa che c’è il vaccino nei cibi, né il satanismo

di Bufale.net Team |

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La “rana sul cibo” non significa che c’è il vaccino nei cibi, né il satanismo Bufale.net

Ci segnalano i nostri commentatori un curioso caso di complottismo che riguarda un marchio cardine dell’ambientalismo, la Rainforest Alliance, una ONG il cui scopo è difendere la biodiversità e cercare uno sviluppo ecosostenibile.

La "rana sul cibo" non significa che c'è il vaccino nei cibi e il satanismo

La “rana sul cibo” non significa che c’è il vaccino nei cibi e il satanismo

Cosa che ovviamente la mette nel mirino dei noclima e altri negazionisti dei mutamenti climatici e la accosta alle bizzarre teorie del complotto contro l’ambientalismo che abbiamo più volte visto su questi schermi.

La “rana sul cibo” non significa che c’è il vaccino nei cibi, née il satanismo

Ovviamente abbiamo già letto in altri campi della bufala del “vaccino a tua insaputa”: l’unico modo per vaccinarsi è andare in un hub vaccinale o dal proprio medico e farsi iniettare il vaccino. Non puoi mangiarlo, non possono irrorarti di vaccino nelle scie chimiche (che neppure esistono) e non puoi vaccinarti “per procura” strofinandoti su un vaccinato.

Ergo, non è fisicamente possibile trovare il vaccino nel cibo, anche perché avremmo risolto tutti i problemi dedicati ai primi mesi della pandemia, quando non c’erano dosi di vaccino per tutti: sarebbe bastato cucinare gustose torte al vaccino ed organizzare party alimentari.

Parimenti insensato feticcio è il richiamo alle fake news sugli insetti che, ove fossero presenti, sarebbero segnalati tra gli ingredienti sotto pena di impossibilità di vendere nei principali mercati, USA ed Europeo compresi e di certo non infilati a random per far dispetto come la bufala inferisce. Del resto, di bufale sugli insetti ne abbiamo moltissime, vedi qui, qui, qui, qui e qui, e anche in cirillico e pubblicate su canali filorussi (a cementare la provenienza della maggior parte dei casi di disinformazione degli ultimi anni).

Completa il trittico l’accusa di satanismo buttata nel mix, anche questa già vista mille volte, a firma di un non meglio precisato “padre Gebhard”, indicato solo col cognome che per quanto sappiamo potrebbe essere Papa Vittore II, Santo Padre dal 1054 al 1057.

Cos’è la Rainforest Alliance

Innanzitutto non c’entra niente con Bill Gates, accusa tirata sempre in mezzo da persone che magari usano un PC compatibile con Windows per urlare che se Bill Gates crea qualcosa è satanico.

La Rainforest Alliance è un marchio dell’ecosostenibilità raccomandato dal WWF, che investe ingenti risorse e capitali non solo nella protezione della Foresta Pluviale Amazzonica, ma nella creazione e sviluppo di una cultura e di una economia ecosistenibile e che rispetti l’ambiente.

Ovviamente non è una società satanica che produce elementi malsani.

Alla base di molte teorie “notutto”, oltre che una plateale influenza filorussa spesso abbiamo visto anche un disprezzo colossale per l’ambiente. Teorie tra i complottisti prevedono combattere aspramente gli ambientalisti e negare ad oltranza il cambiamento climatico, proiettando il loro egosimo in bufale assurde per cui gli ambientalisti vorrebbero “costringerli” a passare all’auto elettrica a forza, mangiare insetti e ristrutturare le loro case, nascondendo un edonistico (e ci si consenta, poco religioso) desiderio di consumare senza fermarsi a riflettere.

Ovviamente chi fomenta il complottismo soffierà su quel fuoco: si crea più caos dalla mancanza di riflessione che dal fermarsi a ragionare.

Conclusione

Il “marchio della Rana” è il logo della Rainforest Alliance, ONLUS che promuove la tutela e lo sviluppo dell’ambiente a partire dalla Foresta Amazzonica, e niente di male vi è nel loro brand.

 

 

 

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