“Dovete far arrivare centinaia di dimissioni di infermieri, poliziotti ed esercito se fanno l’obbligo vaccinale” – Complottisti che vogliono rovinarvi la vita

di Bufale.net Team |

“Dovete far arrivare centinaia di dimissioni di infermieri, poliziotti ed esercito se fanno l’obbligo vaccinale” – Complottisti che vogliono rovinarvi la vita Bufale.net

Ci segnalano un lungo audio, ben quattro minuti, dal titolo “Piano per spianarli”.

Un lungo appello, di minuti e minuti, di cui riportiamo la parte saliente

“Ascolta, ascoltami attentamente. Bisogna cominciare a trovare una soluzione… per tutti quanti. Soprattutto per gli infermieri e per i pubblici. Bisogna è importantissimo, devono esserci molti aderenti a questa iniziativa. Molti infermieri [brutale raffica di tosse]. Molti infermieri affermano che se obbligano il vaccino, molti sono disposti a licenziarsi. Questa cosa qui è l’unica arma, non bisogna cadere nella trappola della paura, della che… che… che.. dicono che obbligheranno i dipendenti pubblici ad obbligarsi perché verranno licenziati. Perfetto, è un boomerang, l’obbligo vaccinale… l’indomani dell’obbligo vaccinale per i dipendenti della sanità, il giorno dopo deve arrivare alla attenzione degli uffici del personale di tutte le aziende, di chi… dove c’è personale che non vuole vaccinarsi, basta che arrivano 100, 200 dimissioni per azienda sanitaria il sistema nazionale va in cresh (sic!). Lo stesso vale per polizia, carabinieri, per l’esercito e…. e… e….. e….. pubblica amminsitrazione. Gli uffici si bloccano! Devono stare molto attenti, a parte le possibili denunce per Mobbing… le cause che perdono, se licenziano loro sono obbligati per giusta causa a darti tutto e subito, è una farsa, io lavoro al personale e conosco, se ti licenziano per giusta causa devono darti tutto e subito, altrimenti entrano in frazione sindacale ed è un casino. Il fatto di obbligare, che devono obbligare che devono mettere l’obbligo diventa un boomerang se i sanitari sono intelligenti…”

Siamo nella solita grammatica complottista dell'”Armiamoci, e partite”. Una voce che legge un “comunicato”, comunicato che fornisce suggerimenti ai quali l’adepto obbedisce.

Ma, come sovente succede per ogni gruppo complottista, chi dovesse seguire quei consigli si troverebbe istantaneamente una vita rovinata, perderebbe il lavoro, si troverebbe nei guai con la legge e finirebbe se non in miseria in gravi ristrettezze economiche, o quantomeno privo di un lavoro.

La voce narrante sostanzialmente espone un piano che definisce perfetto.

Attendere l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari e le categorie a rischio e chiedere ad infermieri, poliziotti ed esercito di dimettersi in massa, convinti che “il sistema andrà in tilt” e che la Sanità pregherà per farli restare in quanto

“a parte le cause del Mobbing…. se licenziano loro per giusta causa, sono obbligati a darti tutto e subito, perché altrimenti entrano… in frazione sindacale (sic!) ed è un casino”

Spiacente, non andrà così.

A parte il fatto che la premessa, l’obbligo vaccinale erga omnes è ancora invalida, come abbiamo avuto già modo di trattare.

Al momento, nessun obbligo di legge non è previsto.

Sul concetto di licenziamento disciplinare per giusta causa e le dimissioni: conseguenze

Vi rimandiamo per una disamina completa del concetto ai nostri amici del portale “La Legge Per tutti”

Basti sapere in questa breve esposizione che il licenziamento disciplinare per giusta causa comporta il licenziamento in tronco, e senza preavviso.

Quindi si verificano due possibili scenari: chi, irretito da simili audio, decidesse di licenziarsi pace, perderebbe il lavoro, in questa economia dovrebbe cercarsi un nuovo posto di lavoro e, se dovesse davvero passare l’obbligo di vaccinazione per la sua categoria, probabilmente licenziarsi sarebbe la soluzione migliore.

Certo, le dimissioni volontarie comportano l’impossibilità di accedere ad emolumenti come il reddito di cittadinanza e la NASPI, e quindi, sostanzialmente riceverete un calcio nel sedere misto al nulla.

Se cercherete di invece di “farvi licenziare per giusta causa”, ancora qui, niente.

Come abbiamo detto il licenziamento disciplinare comporta il licenziamento in tronco, senza preavviso, e il diritto alla NASPI, la c.d. “Disoccupazione”.

Questo sì, spetterebbe comunque, ricorrendone comunque gli ulteriori requisiti.

E non sarebbe per niente “un casino”: vi rifiutate di vaccinarvi ove diventi obbligatorio, perdete il lavoro, vi mandano a casa con la NASPI ed avete 24 mesi al massimo per cercare un nuovo lavoro (e, naturalmente, un potere di acquisto ridotto).

Che, se lo rivoleste nel settore da cui vi siete appena fatti licenziare, vi imporrebbe di vaccinarsi e ben giocato, fine della partita, game over.

Comunque potresti ottenere il TFR, questo sì.

Se mi licenziano faccio denuncia per mobbing

Ora, il mobbing, come da definizione è “la sistematica persecuzione esercitata sul posto di lavoro da colleghi o superiori nei confronti di un individuo, consistente per lo più in piccoli atti quotidiani di emarginazione sociale, violenza psicologica o sabotaggio professionale, ma che può spingersi fino all’aggressione fisica” (dizionario Oxford).

Anche in questo caso troverete sul portale degli amici di “La Legge per Tutti” una definizione più accurata.

Che però si basa sulla presenza di emarginazione sociale, violenza psicologica e sanzioni illegittime.

Se, e sottolineo se, ci fosse un obbligo vaccinale di legge minacciare azione civile (e non penale) per mobbing postulerebbe una illegittima sanzione creata appositamente per creare violenza psicologica.

Analizziamo quindi l’ipotetico caso di Tizio che, avendo udito l’audio, decida di minacciare vertenza per Mobbing perché non gli viene consentito di violare una norma imperativa di diritto, ovvero l’ipotetica “legge che gli impone di vaccinarsi”.

Dal punto di vista penale, non si riesce a capire dove sarebbe la lesione psicofisica, dal sopruso all’aggressione, tale da giustificare il reato di lesioni.

Dal punto di vista civile sarebbe l’equivalente di minacciare vertenza per mobbing perché il tuo datore di lavoro ti impedisce di trafugare le spillatrici dalla scrivania, usare le siringhe per giocare a freccette con la sua foto e il telefono della struttura per telefonare in Cambogia.

Non ci sarebbe nulla di illegittimo nell’irrogare una sanzione a chi sta violando una legge e lo sta facendo su un luogo di lavoro mettendo a rischio l’attività stessa.

Sarebbe la definizione da manuale di “licenziamento per giusta causa”.

Il grande problema: le conseguenze dell’obbligo di legge e la deontologia

Stiamo però omettendo un enorme problema dato dalle presunte “centinaia di dimissioni di infermieri, poliziotti ed esercito se fanno l’obbligo vaccinale”: la presenza di un obbligo vaccinale.

Sappiamo già che al momento si dibatte già se considerare il rifiuto ingiustificato o meno alla vaccinazione una infrazione deontologica.

Ad esempio secondo la FNOMCeO la vaccinazione sia un diritto che un dovere deontologico:

Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), parlando con l’agenzia Dire, ha dichiarato: «Vaccinarsi per gli operatori sanitari, specie per coloro che sono più esposti al rischio di contrarre il virus, non è solo un interesse per la salute personale, ma anche un dovere deontologico per non diventare veicolo d’infezione»

Medici ed operatori sanitari devono vaccinarsi, e devono essere inseriti nelle categorie preferenziali perché sono coloro tra tutti più a stretto contatto con la malattia ed a rischio di contrarre forme gravi del morbo a prescindere dal loro stato di salute, se non altro per la continua esposizione.

Ma sono anche coloro che sono deontologicamente tenuti, nel rispetto della loro professione, a mantenere la salute pubblica e dei pazienti a loro affidati.

Come ai tempi della Legge Lorenzin, il Sole 24 Ore ci ricorda che l’apertura di un obbligo vaccinale potrebbe essere quantomeno discusso, se non erga omnes, per l’accesso a professioni similarmente a stretto contatto col pubblico, come l’insegnamento e il lavoro nelle forze di polizia, o il citato personale delle RSA.

Fino a questo momento l’obbligo di legge è fuori dal tavolo.

Ma nel caso passasse, un ipotetico operatore sanitario, infermiere, poliziotto, eccetera… che dovesse decidere di sottrarsi ad un obbligo di legge non avrebbe neppure bisogno di prendersi il disturbo di minacciare le sue dimissioni.

Sarebbe immediatamente licenziato e sanzionato, in tronco e con tutte le conseguenze civili e penali che una ipotetica e futura norma che prevede l’obbligo gli caricherebbe addosso.

Le conclusioni del caso

Vale quanto abbiamo già scritto più volte al riguardo, e che abbiamo definito “La Legge di Zapp Brannigan” applicata al complotto.

Cosa è successo a tutte quelle persone che hanno deciso di rifiutare l’obbligo di mascherina perché sobillate da vari video su Internet, decidendo di antagonizzare gli agenti e aggredire esercenti con arroganza?

Ne hanno pagato le conseguenze.

Cosa è successo a chi ha deciso di rifiutare di vaccinare i propri figli, cagionandone la morte o perdendo la potestà genitoriale? Cosa è stato di chi ha pensato che siccome “I Poteri Forti sono Pedosatanisti” fosse divertente andare a dare del pedofilo a questo o quel personaggio ritrovandosi denunce e guai sul groppo?

Ve lo diciamo noi: nessuno dei loro “consiglieri” li ha mai aiutati.

Non ci sono state “rappresentanze sindacali”, non ci sono stati eroici gruppi, non è arrivato nessun Patriota Q, nessuno di quelli che gli hanno mandato video ed audio li ha soccorsi.

Sono rimasti soli a piangere le conseguenze delle loro azioni, spesso anche gravi.

E vi diciamo: ne vale davvero la pena?

Anche se l’obbligo vaccinale per il personale medico e di soccorso non fosse un obbligo morale ancora prima che deontologico, ritrovarsi senza un lavoro e con un procedimento penale sulle spalle perché consigliati male non è un atto di autolesionismo?

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