Transgender incinta, gli odiatori: “Manipolazione mentale, progetto demoniaco”, il caso di Wyley Simpson

di Luca Mastinu |

Transgender incinta, gli odiatori: “Manipolazione mentale, progetto demoniaco”, il caso di Wyley Simpson Bufale.net

Anche i processi naturali, per molti utenti non avvezzi all’accettazione del prossimo, diventano “manipolazione mentale”. Così il caso di una transgender incinta di qualche anno fa diventa l’argomento del giorno nonostante il tempo trascorso e nonostante la già avvenuta gravidanza. I nostri lettori, a tal proposito, ci segnalano un post pubblicato da una signora che nel suo profilo manifesta una certa predisposizione alle fake news, al complottismo e al continuo riferimento a un “progetto demoniaco” da parte di entità non meglio specificate. Tuttavia, si riferisce alla storia di Wyley Simpson che andiamo ad approfondire in questo articolo.

ECCO L’ESEMPIO DI MANIPOLAZIONE MENTALE ESPLICITA PER RESETTARCI PSICOLOGICAMENTE E POI PASSARE ALLA ROBOTIZZAZIONE/SCHIAVITÙ DEL LORO PROGETTO DEMONIACO!!!

“Ed ora ditemi che tutto ciò è normale,
donna che si fa uomo ma si fa ingravidare, seno asportato, ormoni maschili periodici, femminilità rinnegata ma poi ……

Io non mi abituerò mai a questa roba, e ripeto roba.

Voi farete finta che sia normale per sembrare buoni ed emancipati, io no, io sono convintissimo che questo non sia affatto normale.

Massimo rispetto per l’amore senza distinzione di sesso ma un limite deve esserci per tutti, tutto ciò non ha nulla a che fare con l’omofobia ma con il buon senso e la tutela dei minori.

Io, una mamma così, non la vorrei e non la auguro a nessuno.”

Che ci sia dell’omofobia repressa è evidente, e proprio per questo al di là di ogni possibile fact-checking parliamo di complottismo. Questo post, che tra parentesi riporta l’autore del virgolettato in un maldestro tentativo di deresponsabilizzarsi da parte dell’autrice, vuole far intendere che un processo naturale che è proprio di una donna rimasta incinta prima della transizione sia in realtà un progetto demoniaco dal quale “loro” (chi?) vogliono ottenere una robotizzazione dell’umanità. Affermazione, questa, alla quale di sicuro non crede nemmeno la stessa autrice, ma che non è affatto divertente.

Il caso di Wyley Simpson

Nessuna manipolazione né robottizzazione, ovviamente. Questa è la storia di una volontà, quella di Wyley Simpson, di cambiare sesso. Gay.it in questo articolo dell’11 marzo 2019 precisava che si trattava di una transizione FtM, ovvero Female To Male, dunque da donna a uomo.

Wyley Simpson aveva 28 anni ed era nata donna. Decisa a diventare uomo aveva iniziato la transizione nel 2012 con una terapia normale. Durante questo processo aveva conosciuto Stephan Gaeth e i due si erano innamorati. Convinti che il processo escludesse la possibilità di una gravidanza, la coppia consumava rapporti sessuali senza contraccettivi. Nel frattempo Wyley e Stephan erano andati a vivere a San Antonio, in Texas, quando Wyley aveva scoperto di essere incinta. La transizione era quasi conclusa, per questo la coppia non aveva nascosto una certa sorpresa.

Durante il concepimento, infatti, Wyley aveva ancora la vagina e gli organi riproduttivi femminili. Nel 2019 è nato Rowan dopo che Wyley, come raccontava alle colonne di Health, si era ritrovata bersaglio di attacchi omofobi. Anche oggi, a distanza di anni, il caso di Wyley Simpson è considerato “manipolazione mentale”, mentre in realtà, nonostante le iniezioni di testosterone, prima di rimanere incinta era ancora dotata dell’apparato femminile necessario per mettere al mondo un bambino.

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