Secondo Christine Lagarde gli anziani vivono troppo: bufala su economia mondiale penalizzata

di Redazione Bufale |

Christine Lagarde
Secondo Christine Lagarde gli anziani vivono troppo: bufala su economia mondiale penalizzata Bufale.net

Sta girando nuovamente in queste ore la bufala su Christine Lagarde, secondo cui gli anziani vivono troppo. Chi ci segue, infatti, sa bene che in passato abbiamo già affrontato la questione con un’analisi molto dettagliata a suo tempo. Una sorta di precisazione che oggi 21 marzo diventa nuovamente necessaria. Tanta disinformazione sull’argomento ed inutile indignazione sui social per parole che da quello che ci risulta non sono mai state pronunciate dalla diretta interessata.

Un chiarimento sulle frasi di Christine Lagarde: gli anziani vivono troppo?

La famosa frase che viene attribuita a Christine Lagarde è questa: “Gli anziani vivono troppo e questo è un danno per l’economia mondiale, dobbiamo fare qualcosa e ora“. Approfondendo la questione, si scopre ad esempio che alcune considerazioni in merito sono state fatte quasi dieci anni fa con l’analisi Global Financial Stability Report. Sostanzialmente, è un report pubblicato dal Fondo monetario internazionale nel 2012, con un focus su pagina 8 e 9.

Il focus evidenzia che le aspettative di vita media nel 2050 siano destinate a cambiare, al punto da allungarsi notevolmente. Allo stesso tempo, il costo dell’invecchiamento sarà più pesante, considerando che secondo l’analisi dovrebbe aumentare del 50% rispetto a quello che possiamo riscontrare in questi anni. Essendo a quel Christine Lagarde direttrice del Fondo monetario internazionale, queste parole vengono erroneamente attribuite a lei in automatico.

Solo analizzando i fatti più nello specifico, dunque, si scopre che la frase “gli anziani vivono troppo” non possa essere attribuita in modo diretto a Christine Lagarde, oltre al fatto che ad oggi non si registrano sue uscite pubbliche che vanno in questa direzione. Inutile dire che, sui social, queste parole siano state strumentalizzate, per poi diventare oggetto di vera e propria disinformazione. Fate dunque molta attenzione ai contenuti virali, quando non si trovano fonti autorevoli idonee per confermare determinate tesi.

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