Non si ammettono distrazioni con le nuove rimodulazioni Vodafone: conferme e polemiche

di Redazione |

Rimodulazioni Vodafone

Spuntano in queste ore conferme importanti a proposito di rimodulazioni Vodafone in arrivo nei prossimi mesi, che a conti fatti aprono nuovi scenari in ambito mobile secondo quanto raccolto oggi 15 febbraio. Come potrete notare dal nostro approfondimento, frutto anche del feedback che abbiamo raccolto tramite TOBI (per chi non lo sapesse, l’assistente virtuale della compagnia telefonica), non si tratta di un aumento della tariffa per alcune tra le offerte più popolari in circolazione (come riscontrato pochi giorni fa tramite un altro nostro punto della situazione), ma di una nuova politica della compagnia telefonica.

Senza girarci troppo intorno, le rimodulazioni Vodafone in questo caso colpiscono coloro che rinnovano la propria promozione tramite credito residuo, facendo sempre attenzione a farsi trovare con la somma sufficiente caricata sulla propria SIM quando arriva il giorno del pagamento. Il caso specifico riguarda infatti gli utenti che finiscono in una situazione di credito negativo, per la mancata copertura della somma sufficiente per effettuare il rinnovo. In quel caso, a partire dal 15 aprile potrete continuare a navigare.

Sulla carta si tratta di una buona notizia, in quanto il pubblico più sbadato non sarà costretto ad attendere la mezzanotte qualora dovesse essere effettuata la ricarica per compensare l’importo non raggiunto. Insomma, l’operatore rosso non vi lascerà a piedi e per le 48 ore successive vi concederà un’alternativa per essere connessi alla Rete, ma tale plus tra due mesi esatti avrà un costo. Ogni volta che vi ritroverete in questa situazione, infatti, come sottolinea Mondomobileweb dovrete aggiungere 0,99 al vostro debito con la compagnia telefonica.

Ecco perché più che di rimodulazioni Vodafone, occorre parlare di un costo supplementare per una situazione non così rara, che ovviamente non tocca coloro che pagano il rinnovo della propria offerta tramite il conto corrente. Il timore del pubblico, a questo punto, è che brand come Wind Tre, TIM e Iliad possano seguire il medesimo approccio di Vodafone.

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