Nelle case di Casalmaggiore Martignana e Canneto ci sono due neri: uno si corica in mezzo alla strada, l’altro assale gli automobilisti che si fermano

Sì, con un titolo così sembriamo far riferimento alla popolare scena di “Così è la vita” di Aldo Giovanni e Giacomo, quando il trio è costretto ai lavori forzati e Al racconta la barzelletta.

Insomma, ci ritroviamo di nuovo a chiedere di non condividere un appello senza che vi sia una fonte ad attestarlo, e constatiamo infatti che tale fonte non esiste.

La migliore soluzione per fermare un fenomeno criminoso non è la condivisione compulsiva sui social – non dovete obbedire al comando “condividete”, mai – ma la denuncia presso gli organi competenti e soprattutto in presenza di prove, altrimenti diventa allarme diffuso inutilmente che potrebbe essere anche perseguibile, come facciamo notare nella nostra guida utile sui profili legali della bufala (leggi la guida).

Il caso è lo stesso del furgone bianco o di due casi segnalati a Milano durante l’estate appena trascorsa. Non ci sono prove, dunque è inutile passare questo messaggio di bacheca in bacheca. Già vediamo persone contattare il 112 non appena vedono una persona distesa sull’asfalto, che magari in quel momento sta male o è solamente caduta, ma “mio cuggino maddetto ke poi vienono a rubbare e picchiare tutti”, e fidandosi di un messaggio senza fonte intasano i centralini delle forze dell’ordine.

No, non condividere è la cosa migliore, ma mai quanto denunciare.

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