Le autorità libiche smentiscono i 117 migranti dispersi nel Mediterraneo Centrale: “I dispersi sono 50”

di Luca Mastinu |

Un comunicato pubblicato il 19 gennaio dall’UNHCR titola: «L’UNHCR esprime sgomento alla notizia della morte di rifugiati e migranti nel Mediterraneo» e apre l’articolo con la frase: «L’UNHCR esprime profondo dolore per le notizie relative a circa 170 persone che sarebbero morte o disperse nel Mediterraneo a seguito di due differenti naufragi».

Il primo naufragio è avvenuto nel mare di Alborán, nel Mediterraneo Occidentale, e le ONG hanno riferito che sono morte di circa 53 persone. Il secondo naufragio, invece, è avvenuto nel Mediterraneo Centrale e tre sopravvissuti soccorsi a Lampedusa hanno riferito di essere partiti dalla Libia insieme ad altre 117 persone. In una riga, però, l’UNHCR scrive: «L’UNHCR non ha potuto verificare in modo indipendente il bilancio delle vittime per entrambi i naufragi». Specie nel secondo caso, infatti, i 117 migranti sono un dato riferito dai tre sopravvissuti portati a Lampedusa.

Tuttavia l’agenzia Nova ha interpellato il portavoce della Marina Militare Libica Ayoub Qassem il quale ha riferito, in una nota pubblicata il 21 gennaio, che il numero di migranti che risultano ancora dispersi al largo delle coste libiche equivale a meno di 50: «Abbiamo inviato una nostra motovedetta ad effettuare quel salvataggio, ma abbiamo trovato soltanto dei gommoni sgonfi lasciati da un elicottero italiano». Secondo Qassem, inoltre, la motovedetta libica non ha rinvenuto altri relitti né corpi, e secondo le autorità i dispersi in quel naufragio sono 50 e non 117.

Qassem, inoltre, ha spiegato che recentemente le imbarcazioni che trasportano i migranti illegali «partono con un numero limitato di passeggeri, ecco perché la storia dei 117 migranti dispersi non può essere vera».

In conclusione, la nota diffusa dall’Agenzia Nova riporta:

Ieri sera, inoltre, la Guardia costiera libica ha annunciato di aver salvato 141 migranti nelle acque del Mediterraneo. Con un video postato sul proprio profilo Facebook, la Guardia costiera libica ha reso noto che ad intervenire in questa operazione di salvataggio è stata la motovedetta “Fezzan”. Nel video si vedono i migranti, di diverse nazionalità africane, venire caricati a bordo della motovedetta e portati in un centro di raccolta per clandestini in via al Sikka, a Tripoli.

È dunque vero che le autorità libiche abbiano smentito il dato dei 117 migranti dispersi nel Mediterrano Centrale: l’UNHCR aveva riportato le dichiarazioni di tre sopravvissuti arrivati a Lampedusa, ma aveva anche riportato di non aver verificato il bilancio delle vittime del naufragio.

 

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