Gli effetti indesiderati del vaccino Pfizer: l’allarmismo di un certo giornalismo

di Fabio Bezzan |

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Gli effetti indesiderati del vaccino Pfizer: l’allarmismo di un certo giornalismo Bufale.net

In questi giorni il quotidiano Il Primato Nazionale ha pubblicato un articolo con il titolo quanto mai allarmante: ‘Pfizer, l’Italia è al primo posto per reazioni allergiche gravi al vaccino. Tre volte l’Inghilterra‘. Indubbiamente, messa così, è una notizia preoccupante che getta discredito sui vaccini in un momento così delicato. Cerchiamo però di capire quali sarebbero queste reazioni al vaccino e vediamo di capire dove il quotidiano ha preso le fonti. Innanzitutto va chiarito che qualsiasi farmaco potrebbe dare forme allergiche o effetti indesiderati; anche una semplice Aspirina.

Il rischio di anafilassi tuttavia, nei casi più gravi shock anafilattico, lo si può correre anche con alcuni alimenti. La soia, ad esempio, è uno tra i maggiori alimenti causa di allergie. Ciononostante è giusto precisare — come riporta l’Agenzia Italiana del Farmaco —, che:

Eventuali reazioni temporali non sono necessariamente causate dal vaccino. Saranno eventuali esami a chiarire se le reazioni manifestate dopo essersi vaccinati sono arrecate dal vaccino o da coincidenze determinate da fattori precedenti o contemporanei alla somministrazione di questo.

Attualmente si fa un gran parlare di vaccini, visto che è l’unico mezzo per sconfiggere il Covid, per cui ogni persona vaccinata viene monitorata, com’è giusto che sia. Molte segnalazioni raccolte riguardo le cause indesiderate sono indubbiamente frutto di una maggior attenzione da parte dei sanitari i quali usano queste segnalazioni come strumento essenziale per comprendere il rapporto rischio-beneficio. Alcune rare reazioni sicuramente faranno più notizia di altre, amplificando in questo modo la preoccupazione rispetto al rischio reale. Questo importante aspetto però sembra non interessare Il Primato Nazionale, il quale preferisce buttare benzina sul fuoco invece di informare ciò che riporta l’Agenzia Italiana del Farmaco e il Ministero della Salute.

Veniamo quindi alla questione più interessante, cioè quali sarebbero queste reazioni “gravi” citate dal quotidiano. Da come si apprende dal The New England Journal of Medicine (NEJM), una tra le riviste mediche più prestigiose del mondo, le reazioni da vaccino — in questo specifico caso quelle dovute allo Pfizer — potrebbero manifestarsi con un leggero mal di testa, nausea e in alcuni casi poche linee di febbre. L’effetto indesiderato più comune sembra essere un leggero dolore o indolenzimento nella parte interessata dall’iniezione, di solito nelle 12-24 ore successive alla vaccinazione. Dei partecipanti agli studi, solo l’1% ha classificato il dolore come «forte». Può insorgere anche una lieve spossatezza, comunque ogni effetto dura mediamente un paio di giorni.

Negli Stati Uniti, dove la campagna vaccinale è iniziata prima e quindi dove le statistiche sono più attendibili, su 271 persone vaccinate solo 6 di queste hanno riscontrato degli effetti indesiderati quali febbre, brividi e indolenzimento. Il Primato Nazionale, che per quanto abbiamo potuto vedere ha riportato un articolo de Il Messaggero, nel cambiare titolo ha espressamente accennato a delle “allergie gravi” le quali, come abbiamo visto, al momento non ci sono state, almeno in Italia.

La rivista NEJM ricorda anche che è molto importante far sapere che queste reazioni allergiche sono rare. Attualmente la stima che si verifichi una anafilassi con il vaccino Pfizer è di circa 6 casi per 1 milione di dosi. Se pensiamo che i possibili effetti indesiderati che si possono avere con la penicillina sono stimati 1 su 5000, il vaccino Pfizer risulta molto sicuro.

Oltretutto il link a cui il Primato Nazionale fa riferimento riguarda la Banca dati Europea delle Segnalazioni di sospette reazioni avverse ai Vaccini, più precisamente alla pagina Clausola di esclusione della Responsabilità. Il primo punto cita testualmente che:

Le informazioni presenti su questo sito web non rappresentano una conferma di un potenziale nesso tra il medicinale e l’effetto o gli effetti osservati.

Perciò questo link non cita in alcun modo quanti casi ci sarebbero stati, ma avverte solo di come avvengono le segnalazioni e indica in che modo inviarle. C’è di più. Se andiamo sulla banca dati dei farmaci e cerchiamo il Comirnaty (BNT162b2) — il nome del vaccino della Pfizer — non appare nulla, per cui ci chiediamo come mai il Primato Nazionale abbia fatto riferimento al sito della Banca dati Europea delle Segnalazioni, quando di questo vaccino non c’è traccia nel database. Per quanto riguarda invece i casi riscontrati bisognerebbe sapere quanti ne comunichi ogni Paese. L’Inghilterra tuttavia a metà dicembre dichiarava 2 casi dopo sole 144 vaccinazioni.

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