Certificazione non a norma per mascherine FFP2 CE 2163: replica ufficiale dell’Ente

di Redazione Bufale |

mascherine FFP2 CE 2163
Certificazione non a norma per mascherine FFP2 CE 2163: replica ufficiale dell’Ente Bufale.net

Arriva in questi giorni la tanto attesa replica ufficiale da parte dell’Ente turco, accusato di aver distribuito una certificazione non a norma per diverse mascherine FFP2 CE 2163. Un elemento ulteriore da prendere in considerazione, anche qui in Italia, in attesa dell’esito delle indagini condotte dalle autorità preposte. Va detto che lo scorso fine settimana vi abbiamo già offerto un contributo importante sulla vicenda, analizzando ad esempio un metodo con il quale risalire a prodotti eventualmente non a norma.

Qual è il nuovo step da fare? Effettivamente, oggi 9 marzo possiamo prendere atto della comunicazione diffusa dall’ente turco finito nel mirino della critica. Grazie anche al contributo di AGI, infatti, ora sappiamo quale sia la teoria condotta dalla controparte, in merito alla vicenda della certificazione non a norma per mascherine FFP2 CE 2163. Dunque, proviamo a concentrarci maggiormente su un tema che per forza di cose coinvolge tanti italiani, soprattutto quelli propensi ad effettuare acquisti del genere online.

Replica ufficiale sulla certificazione non a norma per mascherine FFP2 CE 2163

Cosa dice l’ente turco sulla presunta certificazione non a norma per mascherine FFP2 CE 2163? Si parla fondamentalmente di affermazioni ritenute “prive di fondamento“, facendo chiaramente riferimento alle accuse che sono apparse all’interno di alcuni giornali italiani cartacei e digitali.

Per farvela breve, la difesa verte sul fatto che le voci relative alla certificazione non a norma per mascherine FFP2 CE 2163 sarebbero state diffuse da una specifica azienda commerciale, che a detta dell’ente avrebbe un netto conflitto di interessi. Tutto l’impianto accusatorio, dicono dalla Turchia, verte su test per i quali non è pervenuta alcuna evidenza, nonostante le richieste avanzate.

Insomma, la risposta ufficiale dell’ente punta sul fatto che i controlli “potrebbero non essere stati eseguiti da laboratori accreditati e con le corrette procedure“. Al momento, in attesa dell’esito delle indagini, giusto considerare anche la difesa d’ufficio sulla possibile certificazione non a norma riguardante le mascherine FFP2 CE 2163.

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