Salvini annuncia che con 400 euro a testa di patrimoniale 2019 pagheremo la multa all’Europa

di Redazione |

Salvini

Sta girando non poco, oggi 30 maggio, la foto che ci mostra un presunto tweet da parte di Salvini, nel quale il Ministro degli Interni annuncia il pagamento di una quota pari a 400 euro a testa per rispondere alla multa giunta dall’Europa. Da giorni ci sono polemiche in Rete per il modo in cui il leader della Lega intende affrontare i problemi riguardanti i nostri conti, al punto che ora è trapelata una possibile patrimoniale 2019 che sicuramente farebbe storcere il naso agli italiani.

Considerando quanto sta girando l’immagine in questione, occorrono alcuni chiarimenti sul potenziale tweet di Salvini. In primis, cosa dice il testo? Proviamo ad analizzare la vicenda più da vicino, individuando il vero e proprio virgolettato che in queste ore viene associato allo stesso ministro:

3.5 miliardi di multa, spread a 290. L’Europa crede di farci paura. Non sa che con 9 milioni di italiani che credono in me, quella multa per noi è semplicemente ridicola. Con solo 400 euro a testa paghiamo tutto e li lasciamo pure la mancia per il caffè. Bacioni“.

Nella trascrizione del tweet fasullo (sì, fasullo, in quanto quella appena riportata è una bufala bella e buona) abbiamo volutamente omesso alcuni errori grossolani. Basta visitare il profilo Twitter dello stesso Salvini per comprendere che non sia mai stato pubblicato nulla del genere, al dì là di alcuni indizi che a prima lettura dovrebbero orientare tutti verso la bufala.

Occorre dunque ancora una volta una precisazione da parte nostra parlando di Salvini, dopo alcuni dettagli condivisi pochi giorni fa sul nostro sito per quanto riguarda la libreria emersa nel suo video subito dopo le elezioni europee. Trovate alcuni approfondimenti in merito tramite l’apposito articolo. Insomma, nessun timore su una patrimoniale 2019 con la quale potremmo ritrovarci a pagare 400 euro a testa. Fondamentale chiarire che la pagina che ha diffuso il falso tweet di Salvini su Facebook non sia nuova ad iniziative simili.

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