PRECISAZIONI Gli emigrati italiani sono il doppio degli stranieri che arrivano

di Nicola Ventura |

PRECISAZIONI Gli emigrati italiani sono il doppio degli stranieri che arrivano Bufale.net

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Ci è giunta una segnalazione su un vecchio articolo de LaStampa.it, datato 7 ottobre 2014, secondo il quale nel 2013 il numero degli emigrati italiani avrebbe superato nettamente quello degli stranieri giunti sul territorio nazionale durante lo stesso periodo. L’articolo in questione si è meritato ben 125 mila condivisioni, a dimostrazione di quanto i nostri connazionali siano sensibili all’argomento, ma a noi di Bufale.net piace capire quanto ci sia di vero anche riguardo a ciò che compare sui media mainstream.

Vale la pena riportare integralmente il passo che più ci interessa, tratto, appunto, dall’edizione on line del quotidiano torinese:

“Quasi 95mila nel 2013, poco meno di 80mila nell’anno precedente: non si ferma l’esodo degli italiani che vanno all’estero, un «esercito» le cui file si ingrossano di anno in anno in questo periodo di crisi economica. Infatti a partire sono soprattutto i giovani, alle prese in Italia con percentuali di disoccupazione da capogiro. A confermare questa generale percezione è il IX Rapporto Italiani nel Mondo 2014 della Fondazione Migrantes, presentato oggi a Roma. La cifra ha superato i flussi dei lavoratori stranieri immigrati in Italia, che sono ogni anno circa la metà di questa cifra, precisamente 43 mila nel 2010”.

Prima di tutto occorre chiarire di cosa parliamo, fornendo qualche definizione utile a comprendere un fenomeno tanto complesso come quello migratorio: facendo riferimento ai vari dossier sul tema diffusi dal ministero dell’Interno, è possibile destreggiarsi tra termini come immigrato, rifugiato, profugo e irregolare (spesso ritenuti sinonimi da politici e commentatori).

Per immigrato si intende una persona, generalmente proveniente da Paesi extraeuropei, che sia giunta in Italia per motivi di lavoro, di studio o familiari. Il rifugiato è colui che abbandona il proprio Paese perché perseguitato, o discriminato, per ragioni politiche, ideologiche, religiose, razziali. Il profugo è una persona costretta a fuggire dal proprio Stato di origine per eventi bellici, occupazione straniera, calamità naturali, violazioni permanenti dei diritti umani. Diverso ancora è il caso degli irregolari, immigrati clandestini che riescono a evitare l’esecuzione dei provvedimenti di espulsione e a in qualche caso a eludere i controlli di polizia ai valichi di frontiera.

Come calcolare in maniera sufficientemente affidabile la presenza di cittadini stranieri residenti in Italia? Secondo lo stesso ministero degli Interni, un contributo di grande importanza è stato fornito dal censimento del 9 ottobre 2011, data in cui venne scattata la “fotografia” della popolazione residente in tutte le sue sfaccettature. In base agli esiti del censimento, il 31 dicembre di ogni anno l’Istat effettua l’aggiornamento del dato sulla popolazione residente attraverso le anagrafi comunali: ciò avviene calcolando le iscrizioni per nascita, provenienza da altro comune, provenienza dall’estero o per acquisizione della cittadinanza italiana. A tale calcolo vengono sottratte le cancellazioni per morte, per trasferimento della residenza ad altro comune o all’estero.

Fatta questa debita premessa occorre quantificare il numero di persone immigrate attualmente presenti in Italia; analogo discorso andrà fatto per gli italiani residenti all’estero, secondo quanto risulta all’Aire (l’anagrafe degli italiani residenti all’estero) e poi compiere una stima sugli ingressi annuali di stranieri sul territorio nazionale e sugli espatri (anche in questo caso annuali).

Per fare tutto questo possiamo utilizzare e incrociare vari strumenti: i dati Istat, quelli del ministero degli Interni, i rapporti Caritas-Migrantes con questi ultimi molto citati dai media: non a caso l’articolo che ci è stato segnalato fa proprio riferimento al nono rapporto della fondazione Migrantes, quello del 2014.

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Questa semplice serie storica, pur essendo presa da Wikipedia, è affidabile perché riporta in maniera efficace dati Istat sulla presenza di cittadini stranieri il 1 gennaio di ogni anno. La progressione della presenza straniera in Italia è facilmente verificabile con un trend di crescita che sembra effettivamente risentire della grande crisi economica, in particolare per il periodo 2014-15.

Bisogna poi sottolineare come, compiendo una rapida ricerca su Google, il passo relativo ai “43 mila ingressi”, che sarebbero “circa la metà” degli italiani espatriati, si ritrovi identico in numerosi articoli diffusi sul web. Non parliamo di “blog” amatoriali, ma di siti come Repubblica.it, Huffington Post, Lettera43, Blitz Quotidiano naturalmente con titoli molto simili a quello de La Stampa.

Per evidenziare le righe copiate abbiamo usato due colori: il rosso, per quelle “copia-incollate” che si ritrovano su tutti i quotidiani sopracitati  e il blu per il passo relativo ai clandestini “non conteggiati nelle statistiche ufficiali” che ritroviamo su Repubblica.it, BlitzQuotidiano e Lettera43.it.

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Difficile capire “chi abbia copiato chi”; di sicuro l’Ansa si era limitata a dar conto del rapporto 2014 della fondazione Migrantes  senza aggiungere alcunché sugli espatriati italiani: noi ci limitiamo a evidenziare quelle poche righe sulle quali sono stati costruiti titoli che poi non sembrano corrispondere al contenuto degli articoli.

Tutto è partito da una segnalazione riguardante il pezzo de “La Stampa”: allargando la ricerca è venuto fuori che a sostegno della asserzione secondo la quale gli italiani espatriati sarebbero stati “il doppio” degli immigrati giunti sul nostro territorio tutte le testate sopracitate riportavano il dato dei “43 mila” immigrati per l’anno 2010, nonostante il rapporto Migrantes si riferisse al 2013-14.

Forse ci siamo persi qualche passaggio, ma di sicuro a emergere è uno sgradevole “copia-incolla” sui principali siti di informazione della rete: tre o quattro righe sul quale si sono imbastiti dei titoli da decine (in qualche caso centinaia) di migliaia di click.

Ci troviamo di fronte a qualcosa di simile al “grande giornale unico” dentro il quale finiva avviluppato Nanni Moretti nel film “Aprile”? Non osiamo dire tanto, ma forse sarebbe interessante avere qualche precisazione dai siti in questione.

Per onestà intellettuale dobbiamo anche dare conto di contributi comparsi su altre prestigiose testate italiane, come Corriere.it, che in un articolo del 7 luglio 2015, riferendosi al consueto rapporto annuale del centro studi Idos, parlava dei residenti italiani all’estero aumentati “di 155 mila unità contro i 92 mila nuovi residenti stranieri”: nel 2014, dice il Corriere, ci sarebbero stati per la prima volta più emigrati che immigrati (al contrario di Stampa, Repubblica e altri che fanno titoli sul 2013).

In realtà è molto difficile misurare con cifre precise fenomeni come quelli dell’emigrazione italiana e dell’immigrazione verso il nostro Paese: molti italiani decidono di non iscriversi all’Aire pur violando la legge e migliaia di stranieri risultano iscritti all’anagrafe ma non sono più presenti sul territorio perché nel frattempo hanno deciso di lasciare rapidamente il nostro Paese.

Volendo quindi fornire qualche sintetica nota sul fenomeno immigrazione in Italia potremmo dire che:

  1. Al 1° gennaio 2016 la popolazione in Italia è di 60 milioni 656 mila residenti (-139 mila unità). Gli stranieri sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l’8,3% della popolazione totale (dati Istat)
  2. E’ vero che aumenta l’emigrazione italiana verso l’estero e diminuisce l’immigrazione di cittadini stranieri verso l’Italia: è un effetto della crisi. I dati in questione possono essere facilmente ricavati dalle serie storiche Istat e dai rapporti della Fondazione Migrantes (in particolare quello del 2015).
  3. E’ vero che i numeri degli immigrati presenti in Italia e degli emigrati italiani all’estero praticamente coincidono (sono circa 5 milioni in entrambi in casi).
  4. Allo stato attuale non è possibile trovare alcuna conferma della “notizia” secondo la quale i migranti entrati in Italia nel 2013 sarebbero stati “la metà” degli italiani partiti: l’unico dato citato dagli organi di stampa menzionati (i “43 mila” di cui abbiamo più volte parlato) è stato copiato e incollato. 

 

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