Ora Fratelli d’Italia rischia per la gogna dei cognomi stranieri nelle case popolari di Bologna

di Redazione Bufale |

Fratelli d'Italia
Ora Fratelli d’Italia rischia per la gogna dei cognomi stranieri nelle case popolari di Bologna Bufale.net

Potrebbe avere gravi conseguenze una recente iniziativa da parte di Fratelli d’Italia, in particolare quella di Marco Lisei e Galeazzo Bignami appartenenti al partito guidato da Giorgia Meloni, considerando il fatto che i due hanno deciso di recente di filmare e di diffondere in rete i nomi dei residenti di alcune case popolari a Bologna, collocate in via Albani 2. Entrambi sapevano cosa rischiavano, in riferimento sia al discorso della violazione della privacy, sia sul versante di “Odiare ti costa”, secondo quanto riportato a suo tempo sulle pagine di Bufale.

Gli ultimi sviluppi per gli esponenti di Fratelli d’Italia

La questione riguardante i due esponenti di Fratelli d’Italia, ed in particolare Bignami, è decisamente paradossale. Il motivo? Quest’ultimo afferma di essere un avvocato e durante il filmato incriminato ha sostenuto di essere consapevole dei potenziali problemi di privacy ai quali sarebbe potuto andare incontro, evidenziando tuttavia di fregarsene. Nel mostrare i cognomi stranieri nelle case popolari di Bologna, indignandosie sostenendo che tali alloggi spettassero in primis agli italiani ha affermato quanto segue:

“Ci diranno che stiamo violando la privacy, ma non ce ne frega assolutamente nulla, perché se stai in un alloggio popolare e c’è il tuo nome sul campanello bisogna che ti metta nell’ottica che poi qualcuno può andare a vedere”.

Come evidenzia Next Quotidiano, effettivamente oggi 11 novembre alcune novità importanti sono arrivate. In primis, Fratelli d’Italia (forse gli stessi responsabili del video gogna) hanno rimosso dai social il filmato in questione, forse prendendo atto di averla fatta grossa proprio dal punto di vista legale. In secondo luogo, la stessa fonte sottolinea come ci sia stato un esposto al Garante della Privacy, che ha preso atto dell’iniziativa dei due.

In particolare, i due di Fratelli d’Italia sono accusati di aver mostrato i palazzi, segnalandoli insieme ai suddetti cognomi stranieri con tanto di numero civico. Si ipotizzano potenziali ripercussioni legali e richieste di risarcimenti per la violazione degli articoli 6, 13 e 35 del regolamento europeo in materia dei dati personali.

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