No, questa foto non è un falso del 2022 con un’attivista ebrea sull’Iran

di Shadow Ranger |

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No, questa foto non è un falso del 2022 con un’attivista ebrea sull’Iran Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti una condivisione per cui l’iconico scatto dell’attivista iraniana all’estero nota con l’handler X melianouss sarebbe un falso del 2022 con un’attivista ebrea sull’Iran.

No, questa foto non è un falso del 2022 con un'attivista ebrea sull'Iran

No, questa foto non è un falso del 2022 con un’attivista ebrea sull’Iran

Ovviamente si tratta di una fake news: la foto originale è di una attivista Iraniana all’estero, scattato il sette gennaio a Toronto, in Canada e pubblicata l’indomani.

Ovviamente non è uno scatto in Iran, né ha mai preteso di esserlo: Melianouss, al secolo Melika Barahimi è una rifugiata Iraniana in Canada.

No, questa foto non è un falso del 2022 con un’attivista ebrea sull’Iran

Melika Barahimi, 23 anni, ha posato in uno scatto compiendo due azioni severamente vietate dalla legge Iraniana: fumare (per le donne) e bruciare effigi dell’Ayatollah.

“Volevo che fosse condiviso tra la mia gente, perché volevo sapessero che sono ancora uno di loro anche se sono stata costretta a emigrare dopo che il regime mi ha condannato ad anni di carcere per aver criticato [l’ayatollah Ali] Khamenei, ma ora sono preoccupata che potrebbero minacciare la mia famiglia”

Ha dichiarato la Barahimi dopo che il suo scatto virale è diventato famoso attirando le attenzioni dei fanatici e simpatizzanti del Regime Iraniano di mezzo mondo che l’hanno presa di mira con insulti e minacce.

La Barahimi, di fede agnostica, ha anche ottenuto la solidarietà della comunità civile, e non rimpiange il suo gesto, motivato dal fatto di essere di fatto una perseguitata marcata a vista dal regime da quando, ancora diciassettenne, è stata arrestata e minacciata a colpi di taser e bastone per aver criticato il regime e la perdita della libertà di espressione, seguiti da anni di continue minacce e una nuova condanna del 2024 che l’ha spinta a fuggire in Canada, paese dove ha chiesto finalmente asilo politico.

La presunta “retrodatazione” delle foto deriva da un difetto noto di Google Lens, che riporta la data delle foto “minima” anche quando queste risultano nell’anteprima di alcuni siti.

Sostanzialmente se Google Lens indicizza un sito che ha notizie datate, ma una colonna “notizie recenti” con l’anteprima delle notizie presenti, il “caso del giorno” finirà nel motore di ricerca come retrodatato.

E basterebbe semplicemente aprire i vari portali di notizie per vedere che la foto di Melika Barahimi non è apparsa sui social prima dell’otto Gennaio.

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