Migranti togolesi donano 510 euro per l’ospedale di Parma: “E’ tutto quello che hanno”

di Redazione Bufale |

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Migranti togolesi donano 510 euro per l’ospedale di Parma: “E’ tutto quello che hanno” Bufale.net

In un periodo caratterizzato soprattutto da brutte notizie per l’Italia, considerando l’enorme emergenza sanitaria che stiamo vivendo con il Coronavirus, fa piacere sottolineare quanto avvenuto a Parma, dove un gruppo di migranti togolesi ha donato 510 euro alla Fondazione Munus. Quest’ultima, per chi non lo sapesse, nelle ultime settimane ha dato il via ad una raccolta fondi per sostenere gli ospedali di Parma, Fidenza-Vaio e Borgotaro. Tutte le strutture appena citate stanno dando un apporto importante ai malati di Covid-19.

La conferma è arrivata direttamente dal sindaco di Parma, Pizzarotti, il quale in queste ore è stato al centro di una bufera mediatica per i buoni spesa apparentemente negati a coloro che non si professano antifascisti. A tal proposito, pochi minuti fa abbiamo riportato le sue precisazioni sulla vicenda. Tornando alla questione dei migranti che hanno effettuato una donazione più che apprezzabile, ci sono altri dettagli che vanno presi in esame per tutti coloro che ci hanno chiesto di approfondire la storia.

La lettera dei migranti togolesi pubblicata da Pizzarotti

Proprio il sindaco ha dato evidenza a questo bel gesto, pubblicando un post sui suoi canali social in cui si può notare la lettera che il gruppo di migranti togolesi gli ha inviato. Il testo inizia con un ringraziamento al nostro Paese: “Ciao nostro caro Paese Italia, Paese di pace, tu che ci hai salvato la vita, tu che ci hai accolto, tu che ci hai ospitato e adottato“. Un gesto importante, arrivato da persone che sicuramente non se la passano bene.

La donazione ammonta a 510 euro e, come sottolinea Pizzarotti, “è tutto quello che hanno, ma vale più di tutto l’oro del mondo“. Insomma, la donazione dei migranti togolesi finalmente consente agli italiani di aprire una parentesi positiva, nell’ambio di una situazione generale molto critica, anche per le strutture ospedaliere beneficiarie, a causa del Coronavirus.

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