Clifford Walker nel KKK del 1924: “Costruirò un muro di acciaio contro gli immigrati”

Il Governatore della Georgia Clifford Walker disse, in una riunione del Ku Klux Klan del 1924, che avrebbe “costruito un muro di acciaio” contro gli immigrati.

L’8 gennaio 2019, il biografo presidenziale Jon Meacham ha twittato quello che ha descritto come una citazione del 1924 fatta dall’allora governatore Clifford Walker durante un discorso tenuto in un incontro del Ku Klux Klan:

La citazione si è diffusa su Internet, spogliata del suo contesto e in forma di meme, spingendo alcuni lettori a domandarsi se la citazione e la sua descrizione fossero reali.

La citazione è reale

Grazie a Snopes possiamo confermare che Walker fece questa dichiarazione nei confronti degli immigrati durante un incontro del KKK, in un discorso intitolato “Americanism Applied” e dato da Walker a una “Klonvocation” a Kansas City, nel Missouri, nel 1924. Può essere trovato in un libro intitolato Proceedings of the Second Klonvokation of the Knights of the Knights of the Ku Klux Klan.

I contenuti di quel libro sono stati caricati su Internet Archive, e abbiamo confermato la sua autenticità con la sezione delle collezioni speciali dell’Università della California presso la biblioteca di Davis, che ne possiede anche una copia.

Il tweet di Meacham faceva riferimento al prolungato shutdown del governo federale derivante dall’impasse sulla richiesta del presidente Donald Trump per uno stanziamento di bilancio di 5,7 miliardi di dollari per finanziare la costruzione di un muro lungo il confine tra Stati Uniti e Messico. Trump aveva dichiarato su Twitter che il suo muro desiderato sarebbe stato realizzato in acciaio:

Sebbene la dura retorica sull’immigrazione e le politiche abbiano preso di mira principalmente i migranti latini, i commenti di Walker dimostrano l’idea mutevole di quali gruppi di immigrati siano considerati favorevoli. La sua dichiarazione, nella sua interezza, affermava: «Costruirei un muro di acciaio, un muro alto come il Cielo, contro l’ammissione di uno solo di quei sudisti europei che non pensano o parlano la lingua della democrazia nel loro vite».

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