Cirinnà (PD): “Il concetto di famiglia tradizionale è fascista. Rieducheremo noi i figli degli oscurantisti”

di Luca Mastinu |

Dopo la lunga seduta in Senato per le dimissioni del premier Giuseppe Conte le fake news si ripropongono nonostante le smentite dei diretti interessati, e quello di oggi è il caso di Monica Cirinnà. Alla senatrice dei Dem, in un meme, viene attribuita la frase: “Il concetto di famiglia tradizionale è fascista. Rieducheremo noi i figli degli oscurantisti”, con un inevitabile e oltremodo infantile riferimento ai fatti di Bibbiano.

Queste sono le stesse idee degli orchi di Bibbiano. Ci si chiede come possa sedere nel Parlamento Italiano una persona così squallida.

Il caso Bibbiano è decisamente l’argomento dell’estate 2019, un fatto di cronaca che fa rumore soprattutto per la disinformazione che ogni giorno infesta le nostre home. La stessa frase attribuita a Monica Cirinnà è stata strumentalizzata, inevitabilmente, da Giovanni Barbagallo, consigliere comunale di Giarre e fedele leghista – lo stesso che scambiò una rivolta in Sud Africa con una sommossa del Cara Di Mineo e che diffuse il video di un’aggressione perpetrata da immigrati ma che mostrava, in realtà, immagini girate negli Stati Uniti – che il 5 aprile 2019 ha pubblicato un video in cui si accusava la senatrice di considerare fascista la famiglia tradizionale.

Si perplime, ovviamente, dal momento in cui la risposta è interna al video pubblicato e condiviso compulsivamente dai suoi endorser, perché è sufficiente visionare il filmato per accorgersi che ciò che la Cirinnà affermava di fronte a Barbara Palombelli era ben diverso.

Il video era fuori sincrono, noi abbiamo tentato di aggiustarlo:

 

“Dio, Patria e Famiglia” è un motto fascista, ed è il motto su cui il grande Ettore Scola ha costruito il film “Una giornata particolare”.

I retroscena

La manifestazione dell’8 marzo, il DDL Pillon e il Congresso delle Famiglie

Come ricostruisce The Vision, Monica Cirinnà fu sommersa da deiezioni dopo la comparsa di una foto che la ritraeva mentre brandiva un cartello con la scritta: “Dio – Patria – Famiglia= Che vita de me**a”.

Per chiarire la sua posizione e per rispondere alle polemiche, Monica Cirinnà partecipò a Stasera Italia e spiegò, appunto, che la sua condanna era indirizzata allo slogan fascista che spesso, a marzo, ritornava in occasione del World Congress Of Families ma soprattutto sosteneva essere alla base del DDL Pillon. Come riportano gli archivi del sito movio.beniculturali.it, “Dio Patria Famiglia” era sì uno slogan fascista:

“Dio, Patria, Famiglia” in questo slogan fascista si racchiudono i fondamenti ritenuti alla base della morale di ogni uomo: Rispetto per Dio e per la religione cattolica, l’unica ritenuta degna di essere predicata, l’Amore per la Patria, per la quale si deve essere disposti a dare anche la vita e Società fondata su una famiglia numerosa.

Proprio per rispondere alle critiche e alle offese, Cirinnà minacciò querele contro chiunque avrebbe strumentalizzato il suo cartello:

Monica Cirinnà non sostiene che la famiglia tradizionale sia fascista

La senatrice intervenne anche con una lettera all’Avvenire specialmente per la parte sui “genitori oscurantisti” presente nel meme e che, cadendo in errore, le venne attribuita anche da parte di un docente. Cirinnà rispose così:

La frase da me realmente pronunciata, con la fisiologica passione propria di un comizio, è la seguente: «La scuola pubblica ti deve salvare se hai avuto la sfiga di nascere in una di quelle famiglie; se hai avuto la sfiga di nascere con genitori oscurantisti, almeno la scuola pubblica ti deve aiutare».

Nessuna minaccia di fare stragi e sequestri di innocenti da indottrinare all’anti-oscurantismo né alcuna proposta di erigere campi di rieducazione per figli di famiglie tradizionali. Soprattutto, Monica Cirinnà non considera “fascista” la famiglia tradizionale, bensì si riferisce allo slogan “Dio, Patria e Famiglia” che riconosce nel DDL Pillon e che ribadisce essere uno slogan del ventennio fascista. Per comprendere quanto dice è sufficiente guardare il video prima di condividerlo.

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