BUFALA A Bari arrivano 8000 tonnellate di grano ammuffito, puzza, è pieno di funghi tossici – bufale.net

di Shadow Ranger |

BUFALA A Bari arrivano 8000 tonnellate di grano ammuffito, puzza, è pieno di funghi tossici – bufale.net Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti di aver ricevuto un’inquietante notizia. Parrebbe che al porto di Bari siano arrivate

8.ooo tonnellate di grano ucraino pieno di funghi tossici per l’uomo, dall’odore e sapore di pesce marcio

Ma si sa, le vie dell’inferno sono lastricate di ottime intenzioni, e di questa notizia non troverete più traccia nella Rete, se non nei copincolla sopravvisuti da persone poco attente.

Perché anche il portale che l’aveva battuta alla fine ha dovuto rimuoverla.

I fatti hanno provato un’analisi “olfattiva” e sensibile erronea.

Trattavasi infatti, come ribadisce un comunicato Italmopa che, con permesso, ripubblichiamo in originale (scaricabile cliccando su questo link) ed in copia, ribattuto da Adnkronos e Immediato peraltro di un iniziale errore, rettificato con la rimozione e deindicizzazione, che dimostra che le bufale (volontarie o nate da errore che dir si voglia) sono come il plutonio o il Godzilla che tanto furoreggia in questi giorni nei cinema italiani: una volta estratte dalla scatola e messe in circolo, fermarle diventa impossibile e, anche rimuovendo e deindicizzando (cosa comunque saggia e doverosa che rende onore a chi ha errato per zelo e non per per dolo), sono destinate a lasciarsi dietro strascichi difficili da colmare

Italmopa – Associazione Industriali Mugnai d’Italia esprime la sua incredulità e il suo più profondo sconcerto di fronte all’ennesimo, assurdo attacco dell’Associazione GranoSalus nei riguardi delle importazioni di frumento duro.
In un recente articolo pubblicato sul proprio sito internet e sulla propria pagina facebook – e rilanciato su altre pagine web – GranoSalus ha dato notizia alla pubblica opinione e, quindi, alle Autorità e ai consumatori, della presenza, nel porto di Bari, di una nave contenente “8.ooo
tonnellate di grano ucraino pieno di funghi tossici per l’uomo, dall’odore e sapore di pesce marcio”.
Nello stesso articolo, l’Associazione auspicava “che il grano fosse solo ammuffito e non arricchito anche di metalli radioattivi”.
La nave, effettivamente presente nel porto di Bari, conteneva solo minerali argillosi i quali,
neanche con spericolato esercizio di fantasia, potrebbero essere scambiati con grano destinato alla produzione di semole e quindi di pasta.
“Siamo esterrefatti, increduli”, commenta Cosimo De Sortis, Presidente Italmopa, “una storia grottesca che avrebbe meritato solo un sorriso patetico nei riguardi degli autori dello scoop. Ed invece siamo profondamente preoccupati dal susseguirsi di aggressioni immotivate ed ingiustificabili e dalla crescente violenza verbale nei riguardi delle importazioni, peraltro indispensabili, di frumento duro. Alcune Associazioni di produttori agricoli hanno deliberatamente optato per un’irresponsabile politica di comunicazione volta ad infondere nelle Pubbliche Autorità e nei consumatori un sentimento di diffuso sospetto sul frumento di importazione. Una strategia che risponde a esclusivi interessi sindacali e di categoria abilmente camuffati dietro un presunto interesse generale del tutto inesistente”.
Italmopa ricorda, in particolare, che, solo poche settimana fa, in concomitanza con una
manifestazione di produttori cerealicoli nel porto di Bari, una nave di grano duro canadese era stata, dopo attività di controllo svolta dal personale del Comando Regione Carabinieri Forestale Puglia, oggetto di sequestro per presunto superamento dei valori di contaminanti fissati dalla vigente normativa comunitaria. Le analisi ufficiali hanno, invece, accertato la piena e totale conformità del frumento duro alle normative vigenti. Un danno economico, ma soprattutto di immagine per un comparto, quello molitorio, considerato, nel mondo, come espressione di eccellenza di Made in Italy agroalimentare per la sua impareggiabile capacità di individuare, selezionare e miscelare i migliori grani duri, a prescindere dalla loro origine.

Pubblichiamo quindi smentita, auspicando che gli strascichi di quella che i fatti hanno provato essere una fake news seguano nell’oblio la notizia originale.

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