Autentico il mappamondo bruciato a Milano in Piazza Duomo il 27 settembre, ma enormi dubbi sul C02

di Redazione Bufale |

Ha fatto rumore in queste ore la storia del mappamondo bruciato a Milano ieri 27 settembre, durante la manifestazione sul clima. Cosa è avvenuto realmente in Piazza Duomo? Quali sono le conclusioni alle quali possiamo giungere tramite il video che sta circolando questo sabato sui social? Alcune precisazioni vanno fatte, a margine di alcune fake news che hanno preso piede soprattutto su Facebook, come avrete notato dal nostro articolo di questa mattina. E a tal proposito bisogna partire da presupposto che la notizia sia vera.

Mappamondo bruciato a Milano in Piazza Duomo, cosa c’è da sapere?

Premessa l’autenticità della notizia e del video, occorre analizzare aspetti più specifici. Gli stessi organizzatori hanno ammesso che il rogo sia stato inquinante, creando dunque i presupposti per un paradosso in occasione della manifestazione sul clima a Milano. Tuttavia, va anche precisato che in Piazza Duomo sia andato in fiamme un mappamondo realizzato in cartapesta (lo conferma anche SkyTG 24), limitando moltissimo gli effetti per l’ambiente circostante. Anche il colore dei fumi (bianchi e non grigi), secondo alcuni esperti che abbiamo interpellato dovrebbe indicarci l’utilizzo di vernice ad acqua.

Mappamondo bruciato
Mappamondo bruciato

Quest’ultima, al pari della cartapesta, avrebbe quantomeno il merito di aver innalzato il suddetto fumo bianco. Per farci un’idea più precisa sulle differenze cromatiche dei fumi, anche in relazione al mappamondo bruciato a Milano ieri 27 settembre, vi rimandiamo ad un interessante approfondimento del sito Eco della città. Certo, il fumo bianco non è sempre indice di materiale non inquinante, ma nel caso del mappamondo gli esperti che abbiamo interpellato si sono esposti in questo senso.

Il motivo? Dall’analisi del video che trovate a fine articolo sul mappamondo bruciato a Milano, non emergono indizi chiari che inducano a pensare alla presenza di elementi dannosi come fosforo o altro. Insomma, anche questa vicenda va analizzata con attenzione, fermo restando che si tratti di una decisione “evitabile” da parte degli organizzatori della manifestazione sul clima.

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