Strane pillole nei KINDER B-Ready Nutella e Delice della Ferrero

di Bufale.net Team |

Strane pillole nei KINDER B-Ready Nutella e Delice della Ferrero Bufale.net

Sapete cos’è l’effetto emulazione? Ogni volta che un fenomeno diventa di moda, le imitazioni fioccano.

Se si riesce ad ottenere la viralità con una particolare storia, la stessa verrà ripetuta all’infinito.

Ricordate la storia dei profumi velenosi messi nella cassetta della lettera dagli Arabi?

Era una storia più vecchia di internet che, riesplosa nel 2017, venne riciclata in ogni possibile salsa fino ad arrivare ad un improvvido soggetto che accusò a mezzo WhatsApp la Lega del Filo d’Oro di inserire terribili veleni nelle lettere di ringraziamento per i donatori.

Così, quando ci siamo imbattuti nella bufala delle tortine Luppo piene di pillole paralizzanti, sapevamo già dove saremmo andati a finire.

Abbiamo speso settimane ad arginare gli allarmismi legati alle tortine Sölen, neppure commercializzate in Italia, per poi imbatterci in un video dove la solita vocina suadente e dall’accento simpatico e soave giurava di aver visto pillole velenose nelle tortine Balconi.

Ed ora, ci segnalano l’ennesima catena WhatsApp in cui il nostro personaggio ritrova le misteriose pillole nelle tortine B-Ready della Ferrero.

 

Strane pillole nei B-Ready Nutella della Ferrero
Strane pillole nei B-Ready Nutella della Ferrero

La bufala

Partiamo da un presupposto: evidentemente si tratta della stessa “notizia” già smentita da Sölen e Balconi.

Questa volta in danno di Ferrero, che stiamo avvisando nel momento in cui redigiamo questo appello.

Innanzitutto non troverete più questo link Instagram: proprio mentre ne riscontravamo il contenuto, è stato rimosso, non senza però lasciare le sue tracce nocive.

In secondo luogo, vi ricordiamo che è fisicamente impossibile estrarre una pillola verde come quella nel video, blu, rossa o gialla tutta intera da una merendina che viene cucinata ad oltre 180 gradi.

È più probabile che anonimi burloni o mani in cerca di viralità abbiano manomesso delle confezioni, che poi altre mani hanno aperto per il sollazzo e il giubilo del popolo della Rete recando gravi danni economici a diverse società.

È uno scherzo che, francamente, ha smesso di far ridere da un pezzo.

E non perché “Bufale scrive la buffala per difendere le multinazionali”: la Ferrero, sapete, non è una “ditta cattiva”.

È un posto, come anche la Balconi, dove uomini e donne lavorano.

Vi piacerebbe se qualcuno decidesse di dichiarare che il frutto del vostro lavoro è tossico, nocivo e dovrebbe esservi impedito di continuare a lavorare? No, non vi piacerebbe, e infatti se lo faceste sareste costretti ad affrontare la legge. Anche in tal senso, dunque sui pericoli legali di una bufala, vi avevamo offerto una guida. Potete ripassare da questo articolo.

Quindi, se per avventura (ma ne dubitiamo, date le stesse leggi della fisica) vi imbatteste in confezioni intonse e non manomesse di merendine di qualsiasi marca imbottite di pillole strane, dovreste avvisare le autorità, non Facebook.

Se vi imbatteste in confezioni evidentemente manomesse, dovreste avvisare le autorità ed i commercianti dove avete trovato le stesse, per rintracciare l’anonimo e crudele burlone.

Se invece per somma avventura decideste che fotografare pillole a caso potrebbe essere un eccellente metodo per raggiungere la viralità cambiate idea.

AGGIORNAMENTO: In data odierna ci segnalano un account Facebook che ha deciso di recuperare una copia del video rimosso e ricaricarla, con tanto di appello acchiappacondivisioni

"Condividete prima che lo tolgono"
“Condividete prima che lo tolgono”

A parte che in questo caso andrebbe usato il congiuntivo, vale la stessa regola già espressa in precedenza. Prendersi il disturbo di ricaricare un video da zero, incitando alla condivisione, esclude di fatto la buona fede.

Se vi imbattete in una delle quasi dodicimila condivisioni del titolo, dovete solo informare repentinamente la Ferrero, senza rendervi corresponsabili della grave diffamazione in loro danno.

Vi ricordiamo anche che secondo questa versione si parla di “stupefacenti nelle merendine”. Ora, vorremmo sapere da tutti i condivisori pervicaci che senso avrebbe inserire degli stupefacenti, ed inventare quindi un metodo che li renda a prova di cottura a 120 in merendine da 2 euro.

Quando, come purtroppo tutti sanno, gli stupefacenti costano molto di più ed un ipotetico modo per consentire a tali sostanze di resistere alla cottura a temperature elevatissime senza deteriorarsi, ammesso che sia possibile, sarebbe enormemente più oneroso.

Strane pillole nei KINDER B-Ready Nutella e Delice della Ferrero

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