Reggio, 40 positivi dopo matrimonio: serie conseguenze per i non vaccinati

di Bufale.net Team |

Reggio, 40 positivi dopo matrimonio: serie conseguenze per i non vaccinati Bufale.net

40 positivi dopo matrimonio è la notizia che sta facendo il giro nelle bacheche novax. A torto, dato che è proprio quel genere di notizie che smentisce le loro teorie.

Il fatto ormai lo conoscono anche i sassi. In un locale a Reggio Calabria c’è una festa di matrimonio. Ovviamente agli eventi ci sono dei controlli, il Green Pass del resto è nato proprio per renderli agevoli.

Ma qualcosa nei controlli (enfasi: nei controlli. Non “nel Green Pass”) non ha funzionato, e ci sono state 40 positività. Tuttavia

riferisce il testimone, «chi aveva già fatto il vaccino ha avuto sintomi banalissimi, la sola positività e, in qualche caso, appena qualche linea di febbre». Quanto al fatto che tutti avessero green pass o il tampone, il testimone non ha dubbi: «Evidentemente vi è stato un problema con i controlli, perché il virus qualcuno l’ha dovuto comunque “portare” a questo matrimonio».

L’appello del primario: vaccinatevi

Inoltre abbiamo il parere del locale primario, che pur non riferendosi alla situazione nello specifico, descrivendo gli attuali ricoveri conferma la situazione data dalle testimonianze dirette

«Al momento vi è una persona ricoverata in condizioni gravissime in terapia intensiva. E si tratta di paziente non vaccinato. Esorto tutti a procedere alla vaccinazione: è importantissimo.

Basti pensare che i ricoverati in terapia intensiva, fino ad oggi, sono tutti non vaccinati. Nessuno di coloro che ha fatto il vaccino, pur contraendo il virus, è finito in terapia intensiva. Al momento, in malattie infettive a Reggio Calabria, contiamo 24 casi».

Sull’utilità della vaccinazione

Va detto infatti, e abbiamo severamente criticato anche la comunicazione istituzionale per non essere chiara in tal senso, che il vaccino riduce il rischio, ma non azzera il rischio.

Niente in natura azzera i rischi: i profilattici possono sfilarsi o lesionarsi. Una cintura di sicurezza abbatte di circa la metà il rischio di morte ed è davvero efficace solo quando accompagnata da airbag, ABS e il rispetto delle regole di circolazione. Gli incidenti ferroviari avvengono anche quando i dispositivi di sicurezza sono al loro posto.

Ma unendo i dispositivi di sicurezza alle buone pratiche, si ha una certa riduzione.

Dal focolaio a Reggio Calabria tra i 40 positivi i vaccinati sono usciti asintomatici e avviati verso una veloce guarigione.

Più rapida è la guarigione, minore è il tempo in cui puoi infettare. Meno sono occupate le terapie intensive, meno allarme sociale desta COVID19.

In un ipotetico stato di vaccinazione se non totale prossima all’80% non ci sarebbe più bisogno di restrizioni e lockdown perché avremmo di fronte una malattia ammansita nella sua forma asintomatica e i fragili messi in sicurezza, e ogni ondata si affievolirebbe fino all'”endemia”.

Ovvero una malattia presso la quale ci vacciniamo ogni anno come per l’influenza (o nel periodo consigliato), prendiamo precauzioni di tanto in tanto e le attività non chiudono.

Ogni singolo “contagio di massa” postvaccinazione porta a questo evidente risultato. In Israele la vaccinazione ha portato ad una sproporzione di un intero ordine di unità, laddove i non vaccinati hanno bisogno di cure specialistiche dieci volte in più dei vaccinati.

Sulla nave Amerigo Vespucci, in una situazione simile a quella dei 40 positivi a Reggio Calabria, il 6,25% di coloro in una comunità “promiscua”, senza possibilità di rispettare il distanziamento sociale ma solo di usare igiene e vaccini, ha contratto la malattia. Solo il 6,25%.

Nell’ULSS 9, Alessandro Ortombina, coordinatore dell’Unità diagnostica Covid 19 dell’Ulss Scaligera, ci conferma che

“persone vaccinate trovate infettate dal Covid 19 sono sette su 123 positivi, qualcuno aveva fatto una sola dose, altri avevano completato il ciclo da tempo, ma tutti, ripeto, senza sintomi, questi sono i dati esatti”

Quindi è falso affermare che il vaccino elimini in assoluto la possibilità del contagio, ma la riduce molto.

Le mascherine riducono un altro poco. Il distanziamento sociale le riduce un altro po’. Il Green Pass di suo non riduce niente, ma certifica che almeno uno di questi elementi sia lì al suo posto, quindi incentiva a usarli tutti assieme.

Il risultato? È evidente il suo vantaggio.

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