Questo video di “cinesi che mangiano maiale in una moschea” ha una didascalia fuorviante
Ci segnalano i nostri contatti un video con “cinesi che mangiano maiale in una moschea” è più di quello che sembra, ed ha una didascalia decisamente fuoriviante.
La didascalia riporterebbe infatti “la Cina ha trasformato le moschee in bagni pubblici o posti dove si consumano alcool e maiale”. Omettendo un piccolo, ma essenziale dettaglio.

Questo video di “cinesi che mangiano maiale in una moschea” ha una didascalia fuorviante
Si tratta di luoghi nello Xinjang, testimonianze della persecuzione della minoranza turcofona Uiguri.
Questo video di “cinesi che mangiano maiale in una moschea” ha una didascalia fuorviante
Gli Uiguri sono una delle molteplici etnie che vivono in Cina. Citando Amnesty International
Negli anni ’90 disordini indipendentisti sono stati seguiti da un giro di vite contro gli Uiguri, intensificatosi dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. La repressione è ancora aumentata dopo i disordini del 2014, intensificandosi ulteriormente dal 2017 con l’introduzione del Regolamento sulla deradicalizzazione. Portare barbe considerate “anormali”, indossare il velo, pregare regolarmente, rispettare il digiuno o non bere alcolici sono comportamenti che possono essere considerati “estremisti”.
Dal 2017 sono pure emerse le prime notizie di campi di detenzione – o campi di “trasformazione attraverso l’educazione” secondo le autorità cinese – nei quali gli uiguri subiscono un processo di rieducazione volto a cancellare il loro senso di appartenenze all’etnia uigura inculcando la lingua e la cultura cinesi. Si stima che un milione di persone – uiguri e persone di altre minoranze etniche musulmane – siano detenuti in questi campi. Banali contatti con parenti all’estero tramite i social media possono sfociare nella detenzione: per questo la regione è sempre più isolata dal mondo esterno e centinaia di uiguri all’estero rimangono a chiedersi dove siano finiti parenti ed amici.
Nel novembre 2019 sono stati pubblicati i China Cables: una fuga di notizia di 400 pagine di documenti governativi che descrivono le politiche restrittive applicate da Pechino contro gli uiguri. Pechino ha definito il tutto come Fake news diffuse per denigrare la Cina.
Situazione nota all’Europarlamento, che nello stesso anno dei China Cables ha dichiarato che
Esistono solide informazioni secondo cui gli uiguri e altre minoranze etniche, principalmente musulmane, nella provincia dello Xinjiang sono soggetti a detenzioni arbitrarie, torture, a pesanti restrizioni delle pratiche religiose e a un’ampia sorveglianza digitalizzata, sottolinea il Parlamento. I deputati chiedono alle autorità cinesi di garantire ai giornalisti e agli osservatori internazionali un accesso libero alla Regione autonoma uigura dello Xinjiang per valutare la situazione nel territorio.
L’attiva distruzione e ridestinazione dei luoghi di culto tradizionali Uiguri fa parte del processo di “sostituzione etnica e culturale” con cui la “trasformazione attraverso l’educazione” cerca di accentrare etnie e culture minoritarie assimilandole al progetto culturale e sociale Cinese maggioritario.
Nonostante il governo Cinese abbia dichiarato che “sono state distrutte moschee obsolete” e “restaurate le altre” spesso testimonianze come quelle impropriamente riportate nel video riportano locali convertiti in attrazioni turistiche e testimonianze di “rieducati attraverso l’educazione” costretti a mangiare carne di maiale come parte di una rieducazione simbolica.
Omettere questa parte dell’informazione corrompe il senso stesso della notizia.
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