Proteina Nagalase nei Vaccini e Crescita Tumorale

di Bufale.net Team |

Proteina Nagalase nei Vaccini e Crescita Tumorale Bufale.net

Proteina Nagalase nei Vaccini e Crescita Tumorale, rigorosamente con tutte le lettere maiuscole così si nota meglio è un esempio di quanto sia scarsa l’attenzione del condivisore di bufale.

E il viralizzatore lo sa. Eccome se lo sa: gli basta cambiare il titolo che ecco che gli stessi che hanno creduto alla prima iterazione, tornano alla carica. E non puoi neppure mostrargli la precedente smentita: siccome è il titolo diverso, come un’orda di zombies della rete continueranno a ripetere

Ma tu hai sbufalato l’articolo col titolo tale, io voglio quello col titolo così e cosà e se mi mandi quello vecchio significa che non hai l’antibuffala della buffala nuova che non è una buffala e tu sei la buffala

E credetemi, ci è successo. Tale è il livello socioculturale dell’abitante medio della Rete.

Una nuova, vecchia bufala

Della bufala del Nagalase ci eravamo occupati in un lungo brano del nostro esimio redattore Luca Mastinu.

Tra bufale e complotti, in un pezzo di quasi 1700 battiture il nostro redattore fu costretto a smentire sia l’esistenza del Nagalase nei Vaccini che un fantomatico complotto del solito Uomo Veramente Cattivo per sterminare decine di medici colpevoli di averlo scoperto.

"Vieni qui che ti vaccino io, a puntino!"
“Vieni qui che ti vaccino io, a puntino!”

Vi rimandiamo alla lettura completa di quell’articolo, tutte le 1700 battute che poi vi interrogo perché non potete richiederci lo stesso fact checking ogni volta che la notizia cambia titolo e foto.

Ma siccome siamo buoni, ecco che vi riportiamo la parte che conta, quella sul Nagalase

Non è presente nei vaccini

In primo luogo, dal mondo olistico e dal mondo complottista il Nagalase è definito “enzima del cancro”, e questo è un errore in quanto è stato dimostrato a più riprese che si tratta di un enzima presente sia nelle cellule sane che in quelle tumorali. È bene accettare, soprattutto, che il Nagalase non è presente in alcun vaccino, non lo è mai stato e mai lo sarà.

I macrofagi

Ora, snocciolare nozioni scientifiche dettagliate e complicate non gioverebbe la nostra scrittura né la vostra lettura, per cui tentiamo di semplificare per comprendere meglio di cosa parliamo quando si tratta di nagalase. Troviamo una spiegazione di facile comprensione su Sanità Informazione, e andiamo per ordine per fissare i significati e i concetti. In primo luogo dobbiamo conoscere il significato di macrofago: chiamasi “macrofago” un fagocita con la specifica funzione di inglobare e digerire altre cellule destinate alla morte. Possiamo semplificare ancora di più osando definire il macrofago una sorta di spazzino del nostro organismo.

Secondo uno studio (andremo ad approfondire), le cellule cancerose sarebbero in grado di inibire le funzioni dei macrofagi rilasciando l’enzima nagalase. Lo studio (ripetiamo: andremo ad approfondire) individuava nella proteina GcMAF un agente attivante dei macrofagi nei pazienti oncologici, dunque una nuova forza per combattere l’enzima nagalase e dunque restituire forza alle naturali difese immunitarie.

La messa in commercio di prodotti a base di GcMAF

Tutto partì, sostanzialmente, nel 2009 quando il dottor Nobuto Yamamoto (eccolo) pubblicò un articolo sul Journal of Medical Virology in cui sosteneva di poter usare la GcMAF sui pazienti affetti da HIV dopo aver teorizzato gli effetti della proteina anche su pazienti affetti da tumore alla prostata nel 2007.

Nel 2009 il “brevetto” di Yamamoto, catturata l’attenzione di alcuni interessati, fu acquistato da una casa farmaceutica israeliana e tale “cura” venne messa in commercio da tre aziende. Una di queste era la Immuno Biotech Ltd di David Noakes, che nel 2017 finì in tribunale in quanto accusato di vendere un farmaco che non era ancora stato riconosciuto dalla comunità scientifica.

La nuova veste dell’Imperatore

Se voi leggete in un articolo che c’è la Proteina Nagalase nei Vaccini, scritto volutamente con una sintassi semplificata in modo da poter inserire la parola “proteina nagalase” nel SEO e quindi primeggiare nei motori di ricerca (cosa di cui parleremo più in avanti), e siete tra quelle persone use a condividere sulla fiducia leggendo il titolo vi fate delle idee.

Ad esempio cominciate a pensare che esista qualcosa chiamato “proteina nagalase” che si trova nei vaccini.

Giusto? Corretto.

Peccato che tutto quello che troverete nell’articolo è questo:

Una PROTEINA chiamata Proteina Nagalase è stata riscontrata in alcuni bambini vaccinati quando non sarebbe dovuta essere presente! Ogni genitore desidera scegliere la cosa più giusta per il proprio figlio, tuttavia, su molteplici fronti, i genitori vengono bombardati con l’idea che i vaccini abbiano un ruolo cruciale nella salute dei bambini. Dalla prepotenza delle scuole pubbliche ai pediatri di fiducia il messaggio è sempre lo stesso: i vaccini sono l’unico e il solo modo di prevenire malattie mortali e proteggere il vostro piccolo, e voi stessi.

Benché molti abbiano probabilmente sentito parlare di ingredienti pericolosi utilizzati nei vaccini, spinti dalla paura e dalla fiducia nei “camici bianchi” i genitori continuano a far seguire ai propri bambini il programma vaccinale raccomandato e sempre più intenso.
I genitori, medici e detrattori dei vaccini che non vogliono allinearsi rischiano di suscitare scandalo sulla stampa, negli ambulatori e di fronte all’opinione pubblica. Alcuni di questi “informatori” vengono persino uccisi per preservare il business dei vaccini e della chemioterapia.

Seguito da un testo in cui si dichiara che il Nagalase è stato trovato in alcuni pazienti oncologici e l’ennesima reprise della storia dei medici morti di cui vi abbiamo parlato.

Nesssuno però può esibire prove che il Nagalase è contenuto nei vaccini, perché sa che questo non è possibile.

Si getta la polpetta avvelenata nel titolo e nella prima riga dell’articolo, lì dove è utile per il SEO, e poi riecco la solita storiella dei medici cattivi che iniettano medicine tossiche nei bambini.

Bufala che abbiamo affrontato anche questa più volte.

E quindi ora vi fermate di nuovo e leggete.

Ma ci arriva con quello che definiremo l’uso acchiappaclick del metodo induttivo.

Il Nagalase: violando il rapporto di causa ed effetto una bufala alla volta

La Proteina Nagalase è stata riscontrata in alte concentrazioni nei bambini con autismo. Poiché non è mai stata trovata nei neonati, essa deve essere stata introdotta in qualche modo nei corpi dei bambini in un momento successivo della loro vita.
La maggior parte dei medici trovati morti riteneva che essa venisse aggiunta intenzionalmente ai vaccini

Col solito “la maggior parte dei medici” messo a caso, dal valore scientifico di

Mi ha detto mio cugino, quello che però dopo è morto e quindi non può riferire

Analizziamo quindi con la logica l’enunciato proposto. Sappiamo dalla scienza che il Nagalase si trova sia nei sani che nei malati.

Sappiamo anche che il Nagalase non è contenuto nei vaccini.

Ma ci viene detto ora che se il Nagalase è stato trovato in alcuni bambini autistici, e siccome l’autismo lo causano i vaccini (altra nota bufala), quindi i bambini autistici sono sicuramente vaccinati, allora il Nagalase ce lo hanno messo i vaccini.

Da premesse assurde non può che nascere una conclusione altrettanto assurda.

Immaginiamo che un individuo lasci un bicchiere d’acqua nella ghiacciaia. L’individuo sa di aver lasciato acqua nella ghiaccia, ma il mattino dopo la apre e trova un bicchiere di ghiaccio.

Logica sarebbe semplicemente ipotizzare che, siccome naturalmente l’acqua a zero gradi diventa ghiaccio, il bicchiere d’acqua è diventato bicchiere di ghiaccio, come siccome il Nagalase può trovarsi sia in un corpo sano che in un corpo malato, trovarlo in un bambino non è gran cosa.

Ma se dovessimo applicare la stessa logica del Nagalase alla questione, dovremmo sentenziare che siccome gli Alieni del Pianeta Caracallo possono generare ghiaccio dai loro orifizi, la comparsa di un bicchiere di ghiaccio prova che di notte alcuni malintenzionati alieni del Pianeta Caracallo hanno deciso di rubare il prezioso bicchiere di Monossido di Diidrogeno per i loro scopi nefandi e, a sfregio, defecare del ghiaccio nel bicchiere come atto di sfida all’umanità.

Il SEO e la proteina Nagalase

Il SEO è la Search Engine Optimization: è un metodo per ottimizzare l’indicizzazione dei testi su Google.

Google, come tutti sanno, è sistema automatico: non esistono degli esseri umani che elencano le pagine Internet. Semplicemente non potrebbero, non ne hanno il tempo e le possibilità. Esistono dei rover, dei sistemi automatici che cercano parole chiave.

Quindi esiste un modo per “ottimizzare”, vale a dire spesso buggerare tali sistemi.

Un articolo scritto con una grammatica semplificata, ripetendo ancora ed ancora gli stessi concetti e le stesse parole spesso non è il frutto di una pessima scrittura: bensì di una ottimizzazione SEO portata agli eccessi.

Vedemmo un esempio con un articolo contro McDonalds dove l’autore si riduceva ad oscene contorsioni linguistiche per infilare in ogni frase le due parole hamburger McDonalds.

Se volessi fare un articolo sulle brugole, e volessi “ottimizzarlo per il SEO”, non dovrei quindi fare altro che scrivere una cosa del genere:

Brugole

Brugole. Oggi parleremo delle brugole. È assai importante parlare delle brugole. Le brugole fanno parte della nostra vita di tutti i giorni. Le brugole derivano da Egidio Brugola, un uomo famoso perché vendeva le brugole. La storia delle brugole comincia quando nel 1910 furono costruite le prime brugole, e da allora tutti usano le brugole se bisogna avvitare le viti a testa cava esagonale. Perché servono le brugole, in quanto non puoi avvitare tali viti coi cacciaviti. Devi usare le brugole.

Ripetere in continuazione la stessa parola, in questo caso Proteina Nagalase aiuta a soddisfare l’ottimizzazione SEO, mostrando dal lato redattore un messaggio non dissimile da questo

Ottimizzazione SEO di "Proteina Nagalase", una ricostruzione
Ottimizzazione SEO di “Proteina Nagalase”, una ricostruzione

Abbiamo prelevato questo testo da un ipotetico articolo di 1036 inzeppato della locuzione “Proteina Nagalase” e mettendo la stessa volutamente in testa all’articolo.

Ecco il risultato: un testo perfettamente ottimizzato e pronto a scalare i motori di ricerca, spingendo così la vecchia bufala dei medici morti per il complotto e riportandolo in vetta.

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