BUFALA Allarme Monossido di Diidrogeno, è pericoloso – bufale.net

di Shadow Ranger |

BUFALA Allarme Monossido di Diidrogeno, è pericoloso – bufale.net Bufale.net

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Abbiamo recentemente parlato del concetto di “Meme Asceso”, ovvero quando uno scherzo particolarmente divertente, a forza di essere ricondiviso, diventa una bufala.
Un esempio da manuale è la “Beffa del Monossido di Diidrogeno” (DHMO), notare il termine Beffa. La Beffa del Monossido di Diidrogeno ha origine negli ambienti dell’Università Santa Cruz di California, dove un gruppo di studenti universitari come “inner joke”, uno scherzo privato, decisero di chiamare la semplice acqua (H2O) “monossido di diidrogeno”, nomenclatura corretta ma desueta, per giocare sulla connotazione di “pericolo” data alla parola “monossido”.
Il passo successivo fu rendere altri universitari partecipi della burla: ricordate che negli anni ’90 Internet non era così ubiquitaria come ora: le connessioni erano lente, e costose, ed i Social inesistenti. Solo un pubblico ristretto poteva avere accesso ad Usenet, una via di mezzo tra un forum, una mailing list ed un social a tutt’oggi attivo, ma dolorosamente deficitario di utenti.
In questo scenario gli studenti diffusero mediante Usenet un appello a firma di una fantomatica coalizione per la lotta al Monossido di Diidrogeno, incartando in una forma umoristicamente seriosa  una raccolta completa delle loro migliori battute sui rischi della sostanza. Lo scopo era prendere in giro la “Chemofobia” del pubblico generalista, l’attitudine del bufalaro medio a compiere ripetutamente l’equazione “chimico=artificiale=cattivo”.
In tale forma lo scherzo del DHMO visse per diversi anni nella semi-oscurità, fino ad arrivare nelle mani di uno scolaretto 14enne di nome Nathan Zohner, nel 1997. Sette anni su Internet sono un tempo immane, e Usenet era diventata da costoso mezzo di comunicazione per universitari un divertente orpello e mezzo di comunicazione per chiunque, di ceto borghese, fosse in grado di permettersi una connessione Internet dial-up ed il costo di un paio di telefonate al giorno: pensatela, a questo punto, come una Facebook di solo testo, giusto meno (e meglio) frequentata della nostra.
Nathan Zohner si era iscritto ad una fiera delle scienze della sua scuola e, come molti suoi coetanei, cercava “ispirazione” per il suo progetto frugando su Internet. Trovò così questo appello, e decise di trasmutarlo in un progetto chiamato “Quanto siamo facili da ingannare?”. Troverete il resto della storia su Snopes, ma qui vi daremo gli elementi essenziali.
Nathan Zohner stampò uno degli innumerevoli appelli che rimbalzavano tra gli studenti ed i “nuovi” utenti di Usenet da ormai sette anni, rimosse i riferimenti alla bufala e decise di presentarlo, nei giorni precedenti alla Fiera delle Scienze locale, a tutti i suoi amichetti e coetanei, con risultati sconvolgenti:

Forty-three students favored banning it, six were undecided, and only one correctly recognized that ‘dihydrogen monoxide’ is actually plain old water. 
 
Quarantatré studenti si dichiararono a favore dell’abolizione del DHMO, sei si dichiararono indecisi e solo uno dichiarò correttamente che il monossido di diidrogeno era acqua

Sia pur con un lavoro non tecnicamente “farina del suo sacco” (lo scrivente si astiene dall’accusare Zohner di plagio: era un progettino scolastico di un quattordicenne, va invece lodato per l’iniziativa e l’uso creativo della rete), Zohner ottenne grandi risultati. Alcuni previsti, altri meno.
Lo studente vinse il primo premio, ed ottenne una certa attenzione dei media e del “mondo degli adulti”. Purtroppo il 1997 non era più il 1990, e la beffa del Monossido di Diidrogeno fu non solo resuscitata, ma resa virale, spostandosi da una rete ancora acerba ed oscura ai media.
Negli anni successivi la beffa arrivò tra i delegati dell’ONU, negli spettacoli del famoso duo comico di illusionisti Penn&Teller, nelle radio  e sui giornali: fino a che, nella moderna era del Web 2.0, il cerchio si chiuse e fu riammessa là dove era nata. Sulla Rete.
Ma una Rete molto diversa dalla classista ma selettiva Internet del 1900. L’Internet del 2000 è purtroppo composta da Acchiappaclic ed utenti privi di ogni senso critico.
I quarantatré ragazzini convinti del pericolo DHMO erano ora centinaia, migliaia di uomini adulti fatti e finiti, inclini a condividere prima di leggere.
Il resto della storia è cosa nota: ricordatelo, ogni volta che deciderete di pubblicare uno “scherzo divertente”. Neanche voi siete in grado di prevederne ogni esito.

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