PRECISAZIONI Milano, adottano un “profugo”: sgozzati madre e figlio, gravi

di Luca Mastinu |

PRECISAZIONI Milano, adottano un “profugo”: sgozzati madre e figlio, gravi Bufale.net

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Ci segnalano questo articolo pubblicato il 24 Dicembre 2016 da Voxnews.info:

Un ventenne marocchino ha ferito a coltellate una donna di 68 anni e il figlio di 33 che da qualche tempo lo avevano ‘adottato’, ospitandolo in casa loro a Parabiago nel milanese.

Il migrante è stato arrestato dai carabinieri di Legnano (Milano), per tentato omicidio e lesioni gravissime.

La madre è stata ferita con il coltello e colpita alla testa con un tritacarne, il figlio, raggiunto da una quindicina di coltellate. Sono ricoverati in ospedale ma non sarebbero in pericolo di vita.

Secondo quanto riferito dai carabinieri la famiglia aveva offerto ospitalità per compassione al ragazzo, senza fissa dimora e disoccupato. L’aggressione sarebbe scaturita da abuso di droga da parte del ventenne.

Quando i carabinieri, chiamati dai vicini, sono saliti nell’appartamento della famiglia che lo ospitava, lo hanno trovato nascosto sotto il letto e nella sua stanza hanno trovato hashish ed eroina, oltre a tre coltelli, di cui uno sporco di sangue e il batticarne usato per aggredire madre e figlio.

Altre vittime – dal QI sotto la media, come tutti gli xenofili – della propaganda bergogliana.

La notizia è riportata dal Corriere, e non si parla di sgozzamento: «L’uomo, disoccupato e senza fissa dimora, ha aggredito la padrona di casa di 67 anni e il figlio convivente di 33, colpendo entrambi con un batticarne e il secondo anche con un coltello […] alla donna, che si trova a Castellanza, è stato riscontrato un trauma cranico alla regione frontale, mentre il figlio, condotto all’Ospedale di Legnano, è stato medicato per quindici ferite superficiali al capo e al torace, inferte col coltello». Sull’Ansa troviamo riscontro. Sul Giorno leggiamo inoltre che dopo l’aggressione la donna era uscita di casa col volto sanguinante, chiedendo soccorso.

La sessantottenne si trova in osservazione presso l’ospedale di Castellanza (Varese) «per un trauma cranico frontale dovuto al colpo sferrato con il pesta carne». Per quanto riguarda il figlio, leggiamo che «è stato invece ricoverato in osservazione all’ospedale di Legnano (Milano), per ferite da arma da taglio al torace e una ferita lacero contusa. Entrambi al momento non sarebbero in pericolo di vita».

Il marocchino è stato accompagnato nel carcere di Busto Arsizio (Varese), e deve rispondere di tentato omicidio e lesioni gravi.

Voxnews chiude indicando come xenofili coloro che compiono gesti simili a quello della famiglia di Parabiago, giudicandoli con un QI sotto la media e come vittime della propaganda bergogliana. Ciò si commenta da sé.

Perché vi parliamo di Precisazioni? L’autore dell’articolo parla di famiglia sgozzata. Per instillare un’accurata conoscenza dei vocaboli vi riportiamo il significato della parola “sgozzare” suggerita da Treccani:

sgozzare v. tr. [der. di gozzo, col pref. s-] (io sgózzo, ecc.). – 1. Uccidere un animale tagliandogli la gola, recidendo la carotide e la trachea; scannare: s. un agnello, un tacchino; i lupi hanno sgozzato due vitelli; per estens., riferito (come compl. oggetto) a persone, uccidere squarciando la gola con un coltello, un rasoio, un pugnale: è stato sgozzato nel sonno da un ignoto assassino. 2. fig. Fare condizioni da strozzino, nel dare denaro a prestito e nel vendere; prendere per la gola: non voglio farmi s. un’altra volta da quel vecchio usuraio; in quel negozio ti sgozzano.

Lo sgozzamento porta dunque alla morte della vittima, realtà che non corrisponde ai fatti riportati dalle testate ufficiali. Le lesioni riportate sono gravi, ma nessuna delle due persone colpite ha incontrato la morte. La vicenda è già cruda e grave, perché non vi è gradimento nel confermare un episodio di tanta follia e violenza. Non serve gettare benzina sul fuoco inventando dettagli che apportano ulteriore sdegno.

La notizia è dunque vera, ma le vittime sono ancora in vita. Episodi del genere vanno perseguiti e puniti, sempre.

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