Pericoloso audio WhatsApp: “Scendiamo in strada”, su Telegram gruppi per uscire il 25 aprile

di Luca Mastinu |

Pericoloso audio WhatsApp: “Scendiamo in strada”, su Telegram gruppi per uscire il 25 aprile Bufale.net

Sta prendendo pericolosamente piede una catena innescata da un audio WhatsApp in cui si incita l’ascoltatore a uscire di casa per il 25 aprile. L’audio WhatsApp è diventato talmente virale che su Telegram stanno spuntando gruppi tematici sulle singole regioni. La voce di un uomo dice: “La gente si è rotta il ca**o, sono tutti pronti per uscire. Bisogna postare il più possibile, non abbiamo paura, è vero che ci localizzano anche i peli del cu*o ma tante forze dell’ordine si stanno appoggiando al popolo perché i media hanno comunicato che da settembre partiranno con le vaccinazioni dalle forze armate alle forze dell’ordine.

Il signore che ha registrato l’audio invita tutti a scendere per strada per ribellarsi “non solo contro la pandemia” ma “soprattutto contro il sistema di cose” che sarebbe servito solamente a “diffondere la paura”, tirando in ballo Donald Trump che avrebbe “mandato a ca*are Bill Gates e l’OMS.

Ancora: “I membri delle forze dell’ordine che hanno figli non vogliono vaccinare i loro figli”, dunque “dobbiamo scendere tutti in strada con le macchine e intasare le strade” perché “loro ci mandano la mer*a in televisione e noi gliela rimandiamo tramite il web” dunque “bisogna divulgare”, perché “Trump ha tolto gli stanziamenti all’OMS e dunque l’OMS non arriverà più in Italia.

La voce, in seguito, spara a zero contro i vaccini e continua a ripetere l’invito ad uscire in strada “come fanno in altre parti del mondo”.

In effetti esiste una lettera inviata dai sindacati militari e di polizia in cui vengono chiesti chiarimenti sulla notizia della sperimentazione del vaccino sull’uomo, un vaccino “messo a punto dall’azienda Advent-Irbm di Pomezia insieme con lo Jenner Institute della Oxford University” (Ansa). Troviamo a questo indirizzo il documento originale della lettera. Come riporta anche Il Gazzettino i due sindacati sottolineano che gli appartenenti dell’esercito e delle forze dell’ordine “non sono cavie da laboratorio”. A scatenare la reazione dei sindacati è stata una dichiarazione del CEO dell’Advent-Irbm di Pomezia riportata anche da Il Sole 24 Ore:

Non solo, se la sperimentazione clinica di fase 1 (che fornisce una prima valutazione della sicurezza e tollerabilità del medicinale) fosse superata con successo «si prevede di rendere utilizzabile il vaccino già a settembre – continua D.L. – per vaccinare personale sanitario e Forze dell’ordine in modalità di uso compassionevole».

Chi diffonde l’audio, quindi, ignora la definizione di “farmaci a uso compassionevole“, che troviamo sul sito del Ministero:

È previsto il ricorso al cosiddetto “uso compassionevole” (D.M. 7 settembre 2017)per un medicinale sottoposto a sperimentazione clinica, al di fuori della sperimentazione stessa, in pazienti affetti da malattie gravi o rare o che si trovino in pericolo di vita, quando, a giudizio del medico, non vi siano ulteriori valide alternative terapeutiche, o nel caso in cui il paziente non possa essere incluso in una sperimentazione clinica o, ai fini della continuità terapeutica, per pazienti già trattati con beneficio clinico nell’ambito di una sperimentazione clinica almeno di fase II conclusa.

Risulta ben chiaro, dunque, che non si tratta di prelevare decine di militari a campione e usarli come cavie. In ogni caso non esistono ancora i risultati della prima fase di sperimentazione, dunque chi dà per scontato che a settembre partiranno le sperimentazioni sui militari dice il falso.

L’audio WhatsApp che abbiamo preso in analisi è pericoloso per la sicurezza e soprattutto è pieno di contenuti complottisti e violenti, oltre ad essere un concentrato di bufale e disinformazione. Vi consigliamo di non condividere ricordandovi, infine, che chi viola il DPCM va incontro a una denuncia.

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