“Lodi, alunna disabile in classe: genitori tengono a casa i figli per protesta”, aggiornamento

di Luca Mastinu |

Sabato 2 novembre ci siamo occupati del caso di Cornegliano Laudense (Lodi) riportato dal quotidiano Il Giorno. In breve, alcuni titoli di alcuni quotidiani parlavano di una protesta messa in atto dai genitori dei compagni di classe di un’alunna disabile. Chi si era fermato al titolo, purtroppo, aveva inteso che a scatenare la protesta dei genitori – che per una dimostrazione coatta avevano scelto di non mandare i propri figli a scuola per un giorno – fosse la presenza in sé dell’alunna disabile, mentre con un po’ di approfondimento avevamo scoperto che a generare il malcontento erano stati alcuni atteggiamenti della bambina.

La bambina, infatti, è affetta da una disabilità psichica che la porta ad alcuni deficit comportamentali in classe con episodi di aggressività. Si denunciava, infatti, di un’occasione in cui la piccola aveva lanciato una brocca di vetro contro una compagna, un atteggiamento che aveva portato i genitori dei compagni a uno sciopero di un giorno per chiedere l’intervento dei responsabili della scuola.

Nelle ultime ore Il Fatto Quotidiano ha ascoltato Giovanni Barin di una onlus chiamata Genitori Tosti In Tutti I Posti, che ha riferito che è stata raggiunta un’intesa coi servizi. La bambina, infatti, non aveva una copertura completa in termini di insegnanti di sostegno e di assistenza, mentre ora tutte le misure sono state adottate e la bambina ha ottenuto tutta la copertura.

Nel frattempo, leggiamo su una nuova pubblicazione del Giorno, l’associazione LEDHA che si occupa i diritti delle persone con disabilità, ha riferito nella persona di Alessandro Manfredi che sarà garantita una copertura legale alla famiglia dell’alunna disabile a seguito dell’episodio sono arrivati numerosi attacchi social. In merito alla vicenda, infatti, LEDHA invita ad abbassare i toni:

Quando intervengono le famiglie si creano aspetti di incomprensione e intolleranza, poi degenerati sui social, francamente inaccettabili. La modalità dei manifesti usata dai docenti ha peggiorato la situazione. Sono comportamenti che nuocciono a tutti.

L’emergenza è dunque rientrata: nel periodo della protesta – metà ottobre – la bambina non aveva ancora copertura totale nei servizi di assistenza, problema risolto negli ultimi giorni.

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