Il video della ragazza tatuata che cerca lavoro in Italia è ragebait con AI

di Shadow Ranger |

bufala sindaco di lonigo
Il video della ragazza tatuata che cerca lavoro in Italia è ragebait con AI Bufale.net

Il video della ragazza tatuata che cerca lavoro in Italia è ragebait con AI: una tipologia di video che si basa sul creare contenuti infiammatori, divisivi, che solleticano il peggio del lettore in modo che egli dia il peggio di sé nei commenti sciamando sui social nella FOMO (fear of missing out, “paura di perdere l’occasione”) di “cantargliele su alla cattiva del momento”.

Il video della ragazza tatuata che cerca lavoro in Italia è ragebait con AI

Il video della ragazza tatuata che cerca lavoro in Italia è ragebait con AI

La cattiva del momento che non esiste. È un personaggio creato con Wan, sistema di generazione di video, apposta per far inca**are il pubblico sapendo che chi perde la calma non riesce a trattenersi prima dal commentare. E le pagine con più commmenti ricevono più visibilità e monetizzazione.

Il video della ragazza tatuata che cerca lavoro in Italia è ragebait con AI

Il video dura esattamente otto secondi: il tempo offerto mediamente dai sistemi di generazione video con AI nei pacchetti gratis (in modo da invogliare chi voglia creare video di maggiore lunghezza a pagare per ottenere lo sblocco di abbobnamenti evoluti).

Risultato dell'analisi di SightEngine

Risultato dell’analisi di SightEngine

La ragazza tatuata si allontana dal Colosseo, ma per quanto cammini lo stesso rimane alla stessa distanza dal suo mezzobusto e dalle sfocate figure sul fondo, e la sua voce, nonostante la narrazione parli di una ragazza “venuta a cercare lavoro in Italia” (quindi non italiana) è la voce senza inflessioni di un sistema di generazione con AI.

L’intelligenza ha fatto grandi passi avanti: rispetto alle prime generazioni di generazione audio/video la figura umana è priva di distorsioni evidenti, ma restano le anomalie sottili.

I vari sistemi di generazione offrono "Otto secondi di prova"

I vari sistemi di generazione offrono “Otto secondi di prova”

La tipologia di video è la stessa in cui ci siamo imbattuti col “video dell’agente di polizia che sequestra i soldi alla mendicante” o del video della “Agente dell’ICE che irretisce gli uomini veri sul suo OnlyFans”.

Sono video che discendono dalle storie ragebait, dove si presenta un personaggio negativo o comunque tetragono alle esigenze ed all’etica del “boomer in rete”, esibito come un feticcio di odio per raccogliere un linciaggio social.

Il gioco in questo caso è palese: viene creata una figura di donna, tatuata e pure straniera, il cui scopo è catturare i commenti. Che invariabilmente sono arrivati, e di quel genere crudele che se detto ad una persona reale sarebbe stato bullismo ma contro un lavoro in pelle (termine col quale venivano descritti i replicanti della saga di Blade Runner) è benzina sul fuoco dell’odio facile.

Raccolta di commenti di odio in uan grammatica incerta

Raccolta di commenti di odio in uan grammatica incerta

I commenti ovviamente non si sono fatti attendere, e la cosa che ferisce è che perlopiù ci siano donne che, in una lingua invero assai più sgrammaticata e lontana dall’italiano di quella parlata dalla straniera immaginaria, si esibiscono in una versione postmoderna della strofa di Bocca di Rosa di D’Andrè decidendo di dare alla sventura “buoni consigli perché non possono più dare il cattivo esempio”.

Così scopriamo l’esistenza di locuzioni come “fenomeno da barcone”, lapsus freudiano che nasconde una certa xenofobia di fondo, l’esistenza del verbo “compinare” ed una grammatica alternativa in cui la rabbia non lascia posto alla punteggiatura.

Ovviamente ai gestori di queste pagine avere nei commenti una torma di persone istigate alla bassezza e pronte a rigurgitare i loro peggiori istinti non importa: anzi, i loro click e le loro condivisioni sono moneta sonante nel mondo virtuale.

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