Il soldato russo e sua madre: “Ho ucciso venti persone”, “Ma loro non erano umani”

di Bufale.net Team |

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Il soldato russo e sua madre: “Ho ucciso venti persone”, “Ma loro non erano umani” Bufale.net

Vi abbiamo sempre parlato del costante disegno di disumanizzazione che la propaganda del Cremlino ha inflitto al popolo Ucraino ancora prima di infliggergli le bombe e l’invasione.

Per il pubblico Russo, l’Ucraino è una specie di creatura infernale, la somma di tutto quello che il ceto medio impoverito teme. Gli Ucraini sono nazisti e fascisti per natura, ma anche improbabili terroristi omosessuali dediti al vizio più turpe, ebrei untori che, con espresso rimando a momenti turpi della propaganda, diffondono vizio e malattie per annientare la cultura Russa.

La mente corre letteralmente alla propaganda bellica nei conflitti mondiali, quella che descriveva l’ebreo come un ricco banchiere corrotto dal nasone adunco e l’americano come un bestiale soldato di colore pronto a stuprare le donne ariane.

Questo costante martellamento, specie nelle menti dei più giovani inviati al fronte, crea esattamente l’effetto che si ci si prefigge. La disumanizzazione che porta a vedere l’Ucraino come meno che umano.

Tutto diventa concesso: telefonare a casa alla tua moglie bella e giovane e con un figlio al collo per scherzare festante sulla possibilità di stuprare donne ucraine o telefonare a casa per raccontare a tua madre delle torture.

Il soldato russo e sua madre: “Ho ucciso venti persone”, “Ma loro non erano umani”

Troverete il testo integrale, troppo crudo per poterlo riportare per intero in questo portale, qui.

La telefonata si svolge tra un giovane e sua madre.

Il giovane soldato apre con una descrizione della “tortura delle 21 rose”, descrivendo come spellando e sbucciando le dita e il pene di ucraini catturati si possano ottenere sanguinolente composizioni “floreali”, per poi passare a spiegare alla madre come lui e gli altri soldati spezzino le gambe ai prigionieri, li percuotano, per descrivere poi la tortura di un vecchio civile.

E qui la banalità del male emerge in tutto il terrore. Il soldato, trasformato in una parodia vivente degli “stormtrooper” imperiali di Star Wars, definisce “feccia” l’anziano colpevole di aver scattato foto alle truppe ucraine.

Descrive di averlo insultato, umiliato, di averlo preso a bastonate fino a “fargli esplodere gli organi interni” per la colpa di non avegli mostrato paura.

Il tutto mentre la madre continua a rincuorare il figlio. Non le sue vittime: il figlio. Ripetendogli che anche lei probabilmente avrebbe fatto lo stesso, che è normale che suo figlio si comporti così.

“Ma loro non erano umani”.

Questa è la giustificazione.

“Madre, ho ucciso venti persone”, “Ma loro non erano umani”.

Perché a questo porta la propaganda. Vantarsi di aver fatto esplodere gli organi di un anziano mentre tua madre ti dice che è tutto normale. Che va bene. Era solo un Ucraino…

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