Il ritorno della bufala “Indossare le mascherine è reato”: smettete di inventare reati a caso!

di Bufale.net Team |

Il ritorno della bufala “Indossare le mascherine è reato”: smettete di inventare reati a caso! Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un video dal titolo “Indossare le mascherine è reato”: video che ci rifiutiamo di linkare, mostrarvi, ricondividere se non per la screen necessaria a riconoscerlo.

Perché non è possibile, non potete ripeterci la bufala di “Indossare le mascherine è reato” perché ha cambiato forma.

Ne abbiamo parlato nel nostro precedente articolo titolato “Salve agente, non c’è nessuna legge che preveda l’obbligo di mettere una mascherina, ora la vado a denunciare”: il senso speciale dei Complottisti per la lite temeraria “, quando la “fonte” era una catena di S. Antonio. Ne abbiamo parlato nel nostro articolo titolato Non esiste alcuna legge che ti impone la mascherina – La bufala della “forza di autorità e forza di legge” “, articolo contenente una pseudodissertazione in legalese avariato.

Siamo arrivati in entrambi i casi a dichiarare che indossare la mascherina non è un reato, è anzi un reato disobbedire alle autorità per futili ragioni, ma niente, pare proprio che il popolo della Rete abbia la memoria di un pesce rosso.

Anzi, si comporti come gli originali abitanti di Manhattan, che secondo il mito hanno venduto la nota Isola per una cassa di perline e cianfrusaglie: basta rendere la forma luccicante e colorata ed ecco un triste teatrino che si ripete.

Il ritorno della bufala “Indossare le mascherine è reato”: il teatrino

Ogni volta che ci chiedete la stessa bufala ancora ed ancora, ci sale lo scoramento. Ed ogni volta l’arroganza di chi chiede raggiunge limiti incompatibili coi nostri migliori intenti. Ogni volta siamo subissati di dialoghi di tal fattura

“Ohi buffala, mi hanno mandato questo coso scritto! Buffala, non buffala? Booooo! Rispondi tu che sei buffala!”

“Mio buon uomo, ecco a lei la risposta al suo quesito. Questa catena di S. Antonio è evidentemente una bufala. Ecco una lunga dissertazione che la aiuterà”

“Ohi buffala, mi è arrivata questo testo con le parole scritte professionali!!! Sono professionali e eleganti! Buffala, non buffala? Boooooo! Rispondi!”

“Mio buon uomo, mi scusi, ma ancora a questo punto stiamo? Non si avvede che è lo stesso testo di prima?”

“Ma queste sono le parole professionali con la grafica professionale! Voi non la avete la grafica così professionale! Loro quindi sono persone migliori e più esperte di voi, non è che Buffale ha detto la buffala?”

“Ok, le faremo un secondo articolo…”

“Ohi buffala, ora mi è arrivato un video professionale di un uomo professionale che ci mette la faccia professionale!”

“…”

“Non rispondete eh? Tanto lo so che vi paka Soros quindi non siete professionali come l’uomo professionale!!! Voi lavorate nell’oscurità, kivvipaka?”

E niente, butteremmo via tutto, ma abbiamo intenzione di far nostro l’imperativo di Kipling. Quello che recita

Se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto
Distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui,
o guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
e piegarti a ricostruirle con strumenti usurati.

Se puoi fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
e rischiarlo in un unico lancio di una monetina,
e perdere, e ricominciare daccapo
senza mai fiatare una parola sulla tua perdita.

E quindi per la terza e speriamo ultima volta rifaremo tutto da zero. Ancora, ed ancora.

Il ritorno della bufala “Indossare le mascherine è reato”: smettete di inventare reati a caso!

Partiamo da un concetto base: esiste un espresso diretto di analogia nel diritto Penale.

Significa che il cittadino a casa non può inventarsi reati. Non può dire “Questa cosa mi pare assai simile ad un reato che c’è già, facciamo che è un reato pure questo.

Proprio perché il Codice Penale è la clausola di limite dell’Ordinamento, quella che interviene quando tutto ha fallito, puoi essere accusato solo di reati che esistono. Deve esserci un reato espressamente codificato che descriva esattamente quella azione in quella modalità, e non si può andare “a capirsi”.

Ciò posto, il TULPS citato in tutte le iterazioni prevede che il divieto di travisamento abbia un limite preciso e concreto, indicato con un divieto erga omnes

tranne nelle epoche e con l’osservanza delle condizioni che possono essere stabilite dall’autorità locale di pubblica sicurezza con apposito manifesto

E l’articolo 5 della legge 152/75 (la legge “Reale”, nata nel periodo delle contestazioni e del terrorismo) sanziona

qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo

Eh beh, miei piccoli condivisori di contenuti virali da tastiera, siamo in una caspita di Pandemia diffusa di una malattia elevatamente contagiosa per la quale non esistono ancora terapie efficaci e vaccini.

Già dicemmo che il velo islamico, nonché quello delle suore, sono un giustificato motivo.

Con riferimento al fatto che se il motivo religioso costituisce giustificato motivo, la cosa non esclude l’identificazione.

Se voglio identificare una suora o una donna islamica, e sono un agente di polizia, la prendo da parte e provvedo ai rilievi.

Se voglio identificare qualcuno in un periodo di pandemia, lo prendo da parte, io tengo la mascherina, provvedo ai rilievi e gliela faccio rimettere.

Non espongo nessuno al rischio concreto di beccarsi malattie a random.

Allora minacciate l’agente di denunciarlo! Allora fategli firmare un modulo di assunzione di responsabilità

Ironia della sorte: nessuna delle norme che il video con PDF consiglia di usare per minacciare l’agente di una ingiusta denuncia è applicabile al caso di specie.

L’elenco è lo stesso che abbiamo visto nei nostri testi precedenti. Lo stesso, identico, passato di mano in mano.

– Istigazione Art. 414 del cpp,
– Concorso di Reato”, vanno dal:
*Procurato Allarme Art.658 cpp.
*Truffa Aggravata Art. 640 cpp.
*Abuso di Autorità Art. 608 cpp.
*Violenza Privata Art. 610 cpp.
*Ed eventuali reati che si potranno in seguito ravvisare.

Magari te li forniscono il compianto Mosca, Marisa e Colombo.

Ma dapprima vorrei ricordare a voi che condividete queste catene, come sempre, è in una posizione di vantaggio di voi non godrete mai.

Infatti chi le crea resterà a casa, comodamente, mentre voi altri, usati come carne da cannone, sarete spinti ad attaccare briga con agenti in servizio per futili motivi, pagandone le conseguenze legali di rito, dalla resistenza a pubblico ufficiale all’inosservanza del provvedimento di pubblica autorità in poi.

E siamo sicuri che tutti gli “amici” che vi hanno passato questa catena incitandovi alla “disobbedienza civile”, nel momento del bisogno, vi lasceranno soli con le conseguenze delle vostre azioni. Come sempre avviene in questi casi.

Quello che non esiste, e non esisterà mai è il concetto di ordine scritto con assunzione di responsabilità. Quello che il mondo del complottismo ha ottenuto fondendo l’uso novaxx di imporre una autocertificazione di responsabilità ai medici con reminescenze prese da Law&Order: Dipartimento Catene di S. Antonio su Facebook e Whatsapp.

Denunciate anche le scuole, tanto i bambini sono solitamente paucisintomatici

Problema: ammettendo che sia vero, ma la cronaca dimostra che anche i bambini possono avere patologie pregresse, e quindi ammalarsi ed essere colpiti con forza tale da assicurare loro un trapasso doloroso e sgradevole, vedasi la fine del piccolo Daequan in Florida.

E la logica dimostra che contagiare un bambino e confidare nel fatto che sia paucisintomatico perché tornato a casa contagi il nonno cardiopatico e lo stronchi sul colpo non è esattamente qualcosa su cui vorremmo puntare.

La Convenzione di Oviedo citata a random?

Aggiungete alle letture consigliate il nostro articolo “Modulo per l’assunzione di responsabilità a presidi e medici – Oviedo applicato al complottismo “.

Ma leggeteli gli articoli che vi indichiamo. Tutti, e nessuno escluso.

Riassumendo

Come abbiamo detto più volte, ’azione penale è infatti libera: ma minacce di azioni penali contro esercenti e agenti che fanno rispettare l’obbligo di mascherina sono diventate un pericoloso tentativo di trolling giudiziario dei Negazionisti militanti, un triste tentativo di intimidire che invece si ritorcerà contro di loro.

Inoltre, aumentare la disinformazione in questo momento difficile è un supremo atto di egoismo.

Martellare l’attenzione sulle scuole significa, di fatto, creare un’onda montante di odio verso insegnanti e pubblici ufficiali che, giustamente, sono tenuti al rispetto delle norme.

E farlo con una dose enorme di egoismo: certo, magari tuo figlio, se forte e in salute (ma del resto, non puoi sapere di eventuali condizioni occulte che poi te lo porteranno via in caso di una malattia devastante come COVID19…) si ammala non gli succede niente.

Ma le persone fragili con cui verrà in contatto?

A te che ricondividi questi appelli, tronfio della salute di tuo figlio, in fondo della salute degli altri non importa.

E non dovrebbe importare neppure a noi: ma lo fa, ci importa.

Per questo, anche se ci invii con arroganza lo stesso testo cento volte, noi te lo rispiegheremo centoeuna.

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