Il green pass secondo il New York Times: la tesi del “laboratorio” è tutta del giornalismo italiano

di Luca Mastinu |

Il green pass secondo il New York Times: la tesi del “laboratorio” è tutta del giornalismo italiano Bufale.net

Un trafiletto fotografato da un’edizione cartacea e pubblicato sui social riporta che recentemente il New York Times e il Washington Post avrebbero paragonato l’Italia a un laboratorio per via dell’obbligo del green pass sul luogo di lavoro. Non è dato sapere da quale quotidiano italiano provenga l’estratto, né è riportato l’autore. Tra le fonti, troviamo un riferimento simile su L’Indipendente in un articolo pubblicato il 19 ottobre.

New York Times, serve altro?

L’altro ieri, dopo il New York Times, il Washington Post, altro giornale liberal degli Stati Uniti, definiva quelle italiane le misure più severe al mondo, spiegando che il nostro Paese “si è spinto in un nuovo territorio per le democrazie occidentali”. Secondo il quotidiano americano, l’Italia è un laboratorio che sta provando a capire “che livello di controllo la società sia disposta ad accettare”, “dividendola in in diversi livelli di libertà”. La testata USA probabilmente ha ragione: siamo un laboratorio. Tuttavia, noi non abbiamo intenzione di recitare la parte dei topolini su cui sperimentare.

Cosa dice il Washington Post

L’Indipendente, in un articolo del tutto simile al trafiletto che ci viene segnalato, titola“Washington Post: l’Italia è un laboratorio mondiale per la gestione della pandemia”.

Il lettore non avvezzo a leggere una frase all’interno del contesto originario, legge i vari estratti riportati da L’Indipendente e con un inconsapevole cherry-picking (qui la definizione) e si “spaventa” trovando una sua personale conferma alla teoria del grande complotto e la grande manipolazione. L’Indipendente scrive:

In tal senso l’Italia si è figurata, in questi mesi, come un enorme laboratorio politico, dove le conseguenze di azioni intentate da altri Paesi sono per la prima volta sperimentate sulla popolazione. “L’Italia si trova in una nuova fase, provare a capire che cosa significhi vivere con il virus, e che livello di controllo la società sia disposta ad accettare“. Le nuove regole introdotte a partire dal 15 ottobre hanno “diviso la società in diversi livelli di libertà”.

Laboratorio politico, controllo e livelli di libertà

Ora, che qualsiasi evento che riguardi l’Italia e il mondo diventi oggetto di una strategia politica è un fatto, perché è la politica ad avere il potere gestionale delle circostanze storiche. In termini di “livello di controllo”, tuttavia, invitiamo ad agganciare la frase precedente, in cui è ben presente il “virus”Il “livello di controllo” che la “società sia disposta ad accettare” è dunque riferito al virus SARS-CoV-2, in poche parole: “Bisogna vedere in quale modo la società italiana sia disposta a controllare il virus.

Ora, veniamo ai livelli di libertà, citazione che così riportata farebbe pensare a un reale controllo sulle libertà personali secondo una malcelata dittatura. Fortunatamente non è così – checché ne scrivano L’Indipendente e l’articolista anonimo del trafiletto fotografato. Torniamo sul Washington Post e cerchiamo la frase incriminata:

Mentre il governo italiano ha elaborato le nuove misure in nome della sicurezza, i mandati stanno anche iniziando a separare la società in diversi livelli di libertà, in un modo che poteva sembrare inverosimile un anno fa. La nuova società è quella in cui i vaccinati riprendono le loro vite e i non vaccinati affrontano una scelta: o vengono vaccinati, o rischiano di perdere il loro reddito.

Quindi:

I lavoratori senza Green Pass possono essere sospesi senza retribuzione. Mentre un Green Pass può essere ottenuto anche con un test del coronavirus negativo, i lavoratori che fanno questa scelta dovrebbero essere riesaminati ogni 48 ore, una scoraggiante impraticabilità.

La “libertà” messa in discussione è dunque quella dal virus e dal contagio, che dall’introduzione dei vaccini sono stati resi arginabili ma che vengono scoraggiati anche dall’applicazione delle misure di sicurezza che servono a negare al virus la possibilità di circolare tra le persone. Chi non è vaccinato né sia risultato negativo a un tampone – e dunque si trova sprovvisto del green pass – non si è affrancato dal virus, e dunque non è libero di svolgere regolare attività in quanto pericoloso per sé e per gli altri. Per questo il Washington Post parla di “livelli di libertà” come risposta necessaria alla lotta contro il virus.

Il Washington Post, inoltre, apre il suo pezzo affermando che l’Italia si è “spinta in un nuovo territorio della democrazia” con l’introduzione dell’obbligo del green pass, ma alcune righe più avanti ricorda che l’Italia è stata colpita da diverse ondate mortali che hanno bloccato l’economia” e per questo si è trovata costretta a mettere in atto “diverse misure che inizialmente sembravano ardite, ma poi hanno attirato imitatori.

Cosa dice il New York Times

Il New York Times ha pubblicato ben 4 articoli nel giorno 15 ottobre.

In tutte le pubblicazioni il NYT ha argomentato l’obbligo del green pass per i lavoratori e ha inserito alcuni slogan di protesta dei manifestanti no pass che nelle scorse settimane si sono riversati nelle piazze principali d’Italia. “Non sono un topo da laboratorio”, dice un manifestante, e della parola “laboratorio” – spesso usata come jolly anche nel periodo pre-vaccini – si è così appropriato l’anonimo articolista del trafiletto fotografato.

In nessuno di 4 articoli il New York Times parla dell’Italia come di un laboratorio, piuttosto si limita a documentare le proteste contro il green pass attraverso le parole degli attivisti, comprese le affermazioni di Davide Barillari che nel nostro archivio sono documentate.

Quindi?

Semplificando, proprio come nel trafiletto che ci segnalano, il New York Times e il Washington Post non hanno affatto parlato dell’Italia come di un laboratorio, né hanno ammesso la libertà negata ai non vaccinati e/o agli sprovvisti di green pass.

Pur riconoscendo l’Italia come il Paese con le misure più severe, il “livello di controllo” è riferito al virus, i “livelli di libertà” sono dovuti alla scelta dei cittadini rispetto al vaccino e al green pass e la parola “laboratorio” arriva dall’affermazione di un no-pass che l’articolista del trafiletto ha rigirato a favore del suo pensiero. In poche parole: Washington PostNew York Times non hanno certamente offerto un assist ai no-pass.

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