“Foto di famiglia degli anni ’20: non abbiamo imparato niente dalla storia, notare il gatto” – somiglianze tra Pleasanton (California) e l’Italia

di Shadow Ranger |

“Foto di famiglia degli anni ’20: non abbiamo imparato niente dalla storia, notare il gatto” – somiglianze tra Pleasanton (California) e l’Italia Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti una immagine virale relativa ad una foto di famiglia degli anni ’20, con tanto di gattino con mascherina.

Chi vi scrive è assai diffidente verso le catene di S. Antonio, e in questo caso pur certificando che la foto è vera, rileva anche che si è sprecata un’occasione eccellente per fare un po’ di cultura.

Foto di famiglia degli anni '20: non abbiamo imparato niente dalla storia, notare il gatto
Foto di famiglia degli anni ’20: non abbiamo imparato niente dalla storia, notare il gatto

La curiosa foto

La foto appare con la didascalia, nell’italiano assai semplificato delle clickbait (cosa che riteniamo possa aver tratto in inganno chi ha richiesto il nostro intervento) di

Foto che ci fa molto riflettere. Anni ’20. Anno 2020 (sic!!) Come non abbiamo Imparato nulla dalla storia. Grazie a chi l’ha trovata.
Foto di famiglia durante gli anni ’20 e l’influenza spagnola. Notare il gatto, please…

Effettivamente la foto è reale. Esiste. Anche il dettaglio del bizzarro gattino con mascherina corrisponde, e diversi account social, come Dapper Historian su Twitter hanno avuto momenti di viralità (in ogni senso) con la foto di famiglia degli anni ’20 con gattino

Ma quello che manca a tutti questi account è stato l’ultimo passo. Account meritevoli come Dapper Historian hanno acceso la scintilla della curiosità.

Ma tale scintilla non è diventata il fuoco della scoperta: avete girato la foto a noi fact checker, ed è finita lì.

Nel farlo avete perso la storia della foto

La storia della foto di famiglia degli anni ’20 con gattino

Parliamo di una foto raccolta dall’archivio fisico e digitalizzato per la conservazione online del Dublin Heritage Museum Californiano, il Museo per la conservazione del Retaggio degli Immigrati da Dublino.

La comunità Irlandese è sempre stata numerosa negli USA, come ci ricorda la storia, e in California le famiglie Murray, Dougherty, Kolb, Tehan, e Fallon, nonché altre famiglie in seconda battuta hanno provveduto a donare foto e reperti dei loro antenati perché la memoria delle loro vicissitudini non si disperdesse.

Questa foto in particolare è descritta come di Autore ignoto, ma datata 1920 circa, con la didascalia

FLU EPIDEMIC, 1920. By 1919, the influenza pandemic killed between 20 and 40 million people. So great was the fear of contracting this deadly virus that people as far away as Dublin took whatever precautions they could to protect themselves. Page 75, Images of America : Dublin, by Mike Lynch and the Dublin Heritage Center.

EPIDEMIA DI INFLUENZA, 1920. Entro il 1919 la pandemia influenzale [Spagnola, NdT] aveva ucciso tra i 20 e i 40 milioni di persone. La paura di contrarre il virus mortale fu tale che anche a Dublino le persone prendevano ogni precauzione possibile per proteggersi. Pagina 75, Immagini dall’America: Dublino, di Mike Lynch e il Dublin Heritage Center

Forse il buffo gattino è stato munito di mascherina dalla famigliola, che pure aveva trovato il momento di posare per uno scatto, per gioviale irriverenza e per cercare di strappare alla paura un sorriso, forse nel reale timore per la salute del loro compagno di avventure, ma la foto è reale.

Ulteriori attribuzioni e note storiche

Il Museo di Pleasanton, sempre in California, nel 2013 identificava la famiglia tra i Del Perugia, retrodatando la foto al 1918.

Nel farlo, aggiunge un interessante reperto storico: una lettera dove viene ricordato che nonostante Pleasanton nel 1918 fosse solo una piccola comunità rurale di 1100 anime, di cui solo 500 nell’area urbana, la presenza di uno snodo ferroviario la rendeva particolarmente vulnerabile all’influenza spagnola.

E mancando gli strumenti della moderna medicina, mentre noi “moderni” abbiamo la speranza di ottenere un vaccino entro la fine dell’anno, avendo alcuni vaccini in test superato il trial animale e iniziato i primi stage della sperimentazione umana, il Museo di Pleasanton ci ricorda che per la Spagnola non ci fu alcun vaccino se non negli anni ’40, venti anni dopo.

Il Pleasanton Times dovette pubblicare questa lettera, che vi offriremo in traduzione

Pleasanton Times, 31 Gennaio 1920

SCUOLE CHIUSE A CAUSA DELL’INFLUENZA
ASSENTI ALL’APPELLO CIRCA 150 STUDENTI LUNEDI’ MATTINA

SI PREGANO GLI SCOLARI DI RESTARE A CASA
LA GIOVANE FIGLIA DEL SIGNOR E DELLA SIGNORA A.B. SILVA MUORE DI POLMONITE

Il Dottor J. Hal Cope asserisce che l’influenza è diventata maggiormente prevalente di quanto sia mai stata all’inizio dell’epidemia, e dichiara che un certo numero di nuovi casi si è sviluppato dalla scorsa settimana.

Quando la scuola di grammatica locale si è riunita questo Lunedì per le lezioni settimanali, 145 scolari sono stati segnati assenti. Si suppone che molti di loro siano stati trattenuti a casa dai loro genitori per paura di essere esposti alla malattia dal contatto con gli altri ragazzini. Un consulto tra il preside e l’amministrazione si è espresso in favore della sospensione delle classi a tempo indeterminato. Gli scolari sono stati avvisati di tornare a casa ed evitare di uscire in strada o frequentare luoghi pubblici fino alla fine del periodo di contagio.

Charles Chicazola, proprietario del Cinema Lincoln, ha chiuso i battenti questa settimana, dichiarando di essere un convinto sostenitore del piano “Sicurezza al Primo Posto” e che non voleva essere responsabile dell’epidemia consentendo alle persone di assembrarsi nel suo cinema.

Se la situazione precipiterà al punto di richiedere la chiusura delle chiese o altri luoghi pubblici andrà visto. Il Consiglio degli Amministratori Cittadini si riunirà Lunedì sera, ed è assai probabile che saranno prese azioni al riguardo basate sui rapporti dell’Ufficiale Sanitario.

Prima morte confermata, accaduta ieri

La prima morte nei confini della città di Pleasanton è occorsa ieri mattina, quando Loretta Silva, giovane figlia dei signori A.B. Silva, è spirata a casa dei genitori sulla Seconda Strada.

La morte è stata dichiarata per polmonite, causata dall’influenza.

La defunta aveva compiuto 11 anni il 29 Dicembre scorso ed era una scolaretta di quinta elementare nella Scuola di Grammatica di Pleasanton. Era una bimba assai intelligente e la prediletta di tutti coloro che l’hanno conosciuta.  Le sopravvivono il padre e la madre, nonché il fratellino Lloyd.

Le esequie si terranno alle 11 di mattina oggi (Sabato) alla Chiesa Cattolica di Santa Agostina, seguite dalla sepoltura nel Cimitero di Santa Agostina

Questo vi ricorda niente?

Vediamo: abbiamo quindi una comunità scossa da una pandemia dove l’uscita non si vedeva a breve termine (noi confidiamo nel vaccino in un anno e mezzo, loro in decenni), dove un piano di sicurezza, che noi chiamiamo #iorestoacasa e loro “Sicurezza al Primo Posto” prevedeva la chiusura di cinema e luoghi di aggregazione, la sospensione delle attività scolastiche, il divieto di assembramento, il lockdown forzato con cittadini chiusi nelle loro case e l’uso di mascherine e rinforzo delle condizioni igieniche.

Ed abbiamo una comunità scossa dai primi decessi per polmonite dove, settimanalmente, le autorità locali raccolti i pareri della sanità locale irrogava e confermava nuovi e vecchi provvedimenti.

Vi ricorda qualcosa?

A dispetto da quanto detto dal meme, è esattamente quello che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta facendo in questi momenti difficili.

Esattamente, parola per parola, mossa per mossa, gattino con la mascherina escluso.

Altri consigli delle autorità locali e del resto degli USA, alcuni decisamente sorpassati, altri meno, prevedevano l’uso di estratti di canfora (pensate al Vicks Vaporub) per cercare di dare sollievo nei casi più lievi di congestione e il rispetto del distanziamento sociale, abolendo baci e abbracci e adottando l’uso di mascherine di garza.

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