Coronavirus: il vaccino Americano mRNA-1273 alla fase di test clinico

di Shadow Ranger |

Coronavirus: il vaccino Americano mRNA-1273 alla fase di test clinico Bufale.net

Vi avevamo già detto una cosa annunciandovi l’inizio imminente della sperimentazione animale sul vaccino australiano contro SARS-CoV-2

In realtà molte nazioni sono già in corsa per creare un vaccino, ed ogni laboratorio ha scelto diverse metodologie: ma è fatale che tutti noi alla fine convergermo sulla soluzione che si dimostrerà più efficace e celere, e preghiamo con tutte le forze che gli step di ricerca successivi dimostrino la ricerca australiana efficace.

Molte nazioni ai blocchi di partenza, e alcune sono già a buon punto con la staffetta.

L’impresa Farmaceutica Statunitense Moderna si dichiara già pronta ad iniziare la sperimentazione umana al primo step ad Aprile.

Il che potrebbe significare, sottolineamo se tutto andrà bene, assicurare che la scadenza dei 12-18 mesi sia rispettata, se non portata nella fascia bassa della stessa.

In un mondo sempre più colpito dal panico anche poche settimane farebbero la differenza, figurarsi qualche mese. Saremmo di fronte ad una notizia che ci porta quello di cui abbiamo bisogno più che mai: la speranza.

Il primo step della sperimentazione umana prevede un ristretto numero di individui con relativo campione di controllo cui inoculare campioni del vaccino mRNA-1273 (dove mRNA è un gioco di parole tra “Moderna” e l’RNA).

Se nei volontari si avrà una reazione immunitaria idonea come preventivato, allora la sperimentazione potrà proseguire ed avremo confermato un promettente candidato nella corsa al Vaccino.

Vi risparmiamo i dettagli tecnici del Trial, che potrete comunque leggere qui, anticipandovi il trial.

Il test clinico

Un campione che potrà raggiungere le 45 persone (evidentemente compreso il campione di controllo) riceverà due iniezioni del vaccino, a distanza di 28 giorni circa.

La loro risposta immunitaria sarà monitorata nei dodici mesi successivi a intervalli regolari.

La teoria alla base, usando un linguaggio semplice e atecnico, si basa sull’indurre il sistema immunitario a riconoscere una spicola proteica particolare che il SARS-CoV-2 ha in comune coi suoi cugini più anziani ma non meno famosi, noti come SARS e MERS.

Cosa aspettarsi

Non possiamo, come per il caso del vaccino Australiano, che incrociare le dita. Ricordiamo che Moderna non è l’unico laboratorio al lavoro sul vaccino.

Gli sforzi del mondo sono orientati sull’obiettivo. Possiamo riuscirci.

 

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