Facebook “blasta” Donald Trump sui social – Biden nuovo presidente degli Stati Uniti

di Shadow Ranger |

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Biden nuovo presidente degli Stati Uniti: questa notizia la sapete. Con 290 grandi elettori conquistati e solo tre stati ancora da scrutinare, è matematicamente impossibile per Trump la rimonta che gli consentirebbe la vittoria.

Nonostante l'”aiuto” controproducente del Patriota Q, autentico boomerang che si è ritorto sulla campagna elettorale macchiandola col bukkake di umiliazioni che l’immaginario figuro patisce nella sua narrazione.  Nonostante un testa a testa durato giorni, alla fine il sipario cala sulla presidenza Trump.

E cala nel peggiore dei modi: con un Trump seriamente convinto di poter ancora fare qualcosa al riguardo.

Così, mentre l’intero mondo occidentale si congratula con Joe Biden nuovo presidente degli Stati Uniti, Trump continua ad assegnarsi la vittoria a mezzo Twitter.

Ottenendo solo di essere blastato dai social come diffusore di Fake News.

Sic Transit Gloria Mundi: colui che ha speso anni di campagna elettorale tuonando contro le “fake news del Mainstream”, chiude la sua carriera bacchettato dai social.

E non solo: laddove adesso i post del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump vengono solo annotati, una volta ufficialmente subentrato in carica Biden, con Trump tornato ad essere un privato cittadino si avvicina lo spettro del ban dai Social.

Come è accaduto al fedele Steve Bannon, bannato per dei commenti minacciosi verso il dottor Fauci.

A nulla serviranno le fantasie del Patriota Q, che sogna schede elettorali radioattive o piene di watermark per identificare i votanti Democratici e deportarli a Guantanamo annullando i loro voti in quanto falsi.

A nulla serviranno le accuse strumentali di pedofilia dei QAnon, e le infinite fake news su irregolarità elettorali inventate: le elezioni sono matematicamente chiuse, e la pioggia di ricorsi paventata da Trump dovrà arrivare fino alla Corte Suprema per sortire effetti. E farlo con prove che al momento Trump non ha.

Come ricorda Agi

Nell’analisi di Francesco Clementi, docente di diritto pubblico comparato all’Università di Perugia, è questa la ‘fotografia’ delle carte che Trump può ancora giocarsi per rimanere alla Casa Bianca. “L’argomento delle frodi e dei brogli può trovare fondamento solo se ci sono prove, che un giudice ritiene tali. E tali prove, eventualmente, vanno presentate innanzitutto di fronte ai tribunali degli Stati, i soli che possono consentire a Trump e ai suoi legali di ricorrere fino alle rispettive Corti supreme: così, se quelle Corti supreme gli sbarrano la strada non ci sono alternative, a meno che Trump e i suoi legali non si appellino – a quel punto, e solo a quel punto, cioè dopo aver esperito tutti i passi dell’iter legale all’interno dei sistemi giudiziari degli Stati – alla Corte Suprema federale. Quest’ultima, tuttavia, può decidere di non accettare il conflitto, rigettando la richiesta, ritenendola non fondata. Oppure, al contrario, avocare la questione a sè, accettando il conflitto. Al momento, tuttavia, stante il quadro che si va formando, ritengo questa ipotesi poco probabile”.

Quindi sì: i giochi sono finiti, e gli “scacchi a 4 dimensioni” paventati dal Patriota Q, l’astuto gioco di Trump per sconfiggere i Poteri Forti scoprendo i loro inganni ed arrestandoli tutti per ascendere, unico e incontrastato, al soglio della Vittoria Totale, è diventato una partita a rubamazzetto finita col Presidente Uscente in mutande pronto ad impegnarsi il Patriota Q per pagare la vittoria di Biden nuovo presidente degli Stati Uniti.

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