Bibbiano: “Il sistema è sano, nessuna anomalia al Tribunale dei Minori”

di Shadow Ranger |

Parlateci di Bibbiano è stato il triste refrain, sovente brandito come una clava, di una certa campagna elettorale, che ora dovrà confrontarsi con l’affermazione “Il sistema è sano”.

Sì, perché abbiamo già visto come per molti il “sistema Bibbiano” sia stato non un tema da affrontare, ma una clava da usare. Un hashtag, un avatar, un contenuto virtuale da tirar fuori solo quando la cronaca non offriva altri spunti per la viralità, e da ricacciare nel freezer dell’indignazione a comando.

Indubbiamente, il problema degli affidi pilotati esiste.

Non lo si può negare. Ci sono ancora processi in corso, ed al termine degli stessi sicuramente saranno individuati gli effettivi responsabili.

Le tante bufale

In questi mesi abbiamo visto cadere uno dopo l’altro i cavalli di battaglia dell’indignazione a comando. Nessuno ha fatto elettroshock su nessuno, non è mai esistita una lobby omosessuale per rubare bambini agli eterosessuali e non sono mai esistiti fantomatici psicologi abusivi senza licenza.

Molti provvedimenti cautelari sono stati spacciati per sentenze di merito, e poi anche revocati.

Adesso scopriamo che anche l’iceberg più grosso era solo un cubetto di ghiaccio.

Bibbiano: “Il sistema è sano, nessuna anomalia al Tribunale dei Minori” – ovvero non esiste un “Sistema Bibbiano”

Il Sistema Bibbiano, sostanzialmente, non esiste.

Tutto regolare, provvedimenti legittimi. È la verità dei giudici del Tribunale dei minori di Bologna sul cosiddetto “ Caso Bibbiano”. Su cento fascicoli esaminati non è stata riscontrata nessuna anomalia. C’è voluta tutta l’estate per passare allo scanner le richieste di provvedimenti per i minori della Val d’Enza.

Mesi utilizzati dai magistrati bolognesi per controllare la regolarità degli allontanamenti dei bambini dalle loro famiglie. Quelle richieste erano arrivate sul tavolo dei giudici negli ultimi due anni su input dei pm della procura minorile. Ora c’è stato uno studio minuzioso di cui si è parlato a margine di una riunione voluta dal presidente Giuseppe Spadaro per fare il punto della situazione dopo l’indagine “Angeli e Demoni”.

Il fantasioso macchinario dei Tribunali a Orologeria che rubano i bambini di concerto con gli assistenti sociali pare proprio non esserci.

Nonostante, fomentati dalle numerose bufale, disordini e violenze abbiano colpito gli assistenti sociali tutti, scopriamo oggi che, come riportato da Fanpage

Giuseppe Spadaro, presidente del Tribunale dei Minori di Bologna, ha convocato una riunione per fare il punto della situazione sull’inchiesta “Angeli e Demoni”. E’ emerso che tutti gli affidi sono stati regolari e che su 100 casi solo in 15 i giudici hanno accolto la richiesta di allontanamento dei minori dalle famiglie. Sette i ricorsi presentati, tutti respinti dalla sezione minori della Corte d’Appello.

e che inoltre

il 13 settembre Giuseppe Spadaro, presidente del Tribunale dei Minori di Bologna, ha convocato un vertice per fare il punto della situazione sull’inchiesta “Angeli e Demoni”. Alla riunione hanno partecipato i responsabili dei servizi sociali della province di Reggio Emilia, impegnati sui diversi fascicoli della Val d’Enza e secondo Spadaro quello che sarebbe emerso dopo mesi di indagini è che il sistema avrebbe dimostrato di essere, nel suo complesso, sano: “Voi servizi sociali – ha detto il giudice agli operatori presenti – svolgete un delicato e fondamentale ruolo nel nostro Paese di tutela dei minori, non mollate e continuate a lavorare con prudenza, professionalità e coraggio”.

Cosa implica ciò?

Non implica che non esistano più indagini e processi.

Ovviamente, a Bibbiano è successo qualcosa. Qualcosa di orribile, a cui i tribunali porranno rimedio.

Quello che decade oggi sono settimane e mesi di faziose ricostruzioni create apposta per diminuire la fiducia nell’opera della magistratura.

Crolla la costruzione di un “Sistema Bibbiano” che dovrebbe comprendere partiti, Tribunali e Assistenti Sociali.

Crolla la teoria secondo cui urlare e sbracciarsi sui social dia migliori risultati del duro lavoro di indagine.

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