Anche il Comune potrà sapere quanto hai sul conto corrente

di Shadow Ranger |

Anche il Comune potrà sapere quanto hai sul conto corrente Bufale.net

Ci segnalano i nostri contatti un articolo del portale La Legge per Tutti, relativo alla legge di bilancio prossima ventura.

Corretto, e se interveniamo è solo per smorzare gli inutili commenti contro l’illustre testata e contro strumenti legali che già esistono nel nostro ordinamento. E che si cerca solo di applicare correttamente alla fattispecie dell’evasione fiscale.

L’accertamento esecutivo

In passato, una volta accertato una pendenza con gli Enti Locali, come ricordato da Studio Cataldi, la procedura esecutiva non era automatica.

Ti veniva notificata l’avviso di accertamento, cui seguiva la notifica della cartella, cui seguiva l’ingiunzione.

Con evidente aggravio di tempi e e costi a carico delle amministrazioni locali, destinato a riflettersi anche sull’inadempiente che, al prezzo di avere “più tempo” prima che partisse l’esecuzione (per quel che gli riguarda: i pignoramenti) si trovava sul groppone il pagamento delle spese maturate per recuperare le somme da lui stesso dovute.

Inoltre, se la legge è costruita in modo da trattare il simile come simile, si era creato col tempo un divario tra gli atti prodotti da Agenzia delle Entrate, già titolo di loro dal 2011, e gli atti demandanti alla riscossione degli Enti Locali, ancora sottoposti a lungaggini giudiziarie.

Passo conseguente alla riorganizzazione ed alla razionalizzione della Riscossione è stato quindi l’allineamento della riscossione su tutti i livelli, dal locale al nazionale, al punto di minor burocrazia.

Una riscossione più celere significa anche più “obblighi” per il debitore, ma non la mancanza di tutele.

Come per ogni titolo, è consentito il ricorso, in questo caso alla Commissione Tributaria competente, come è consentita una richiesta di rateazione.

Il Comune potrà sapere quanto hai sul conto corrente

Questo titolo fa parte delle semplificazioni a scopo divulgativo: non puoi inserire un intero articolo in un titolo. Non sarebbe coerente né possibile.

L’Agenzia dell’Entrate ha da lunga pezza un’anagrafe dei conti corrente: un elenco (ben protetto secondo il vigente GDPR) di movimentazioni e saldi bancari.

Anagrafe che può essere, come abbiamo già visto consultata dai debitori dietro parere dell’autorità competente: per i privati ciò solitamente accade con una richiesta in Tribunale una volta accertata l’esistenza di un credito nei confronti di un soggetto.

Sarebbe stato illogico quindi negare agli Enti Locali quello che l’Amministrazione a livello Nazionale può fare, e anzi può fare anche il comune cittadino.

Esattamente come io, privato cittadino, se iniziassi una procedura esecutiva in danno di un mio creditore moroso potrei accedere all’Anagrafe Tributaria, chiedendo mediante il Tribunale dove rivolgermi per ottenere quanto mi spetta, anche gli enti locali possono fare lo stesso.

Naturalmente anche noi ora ci esprimiamo ad un livello semplice e atecnico, lasciando ai professionisti i meccanismi più intricati, ma il senso è questo.

Nessun abuso, nessuna sopresa: nel momento in cui avete aperto un conto in banca, avete già messo in conto che presso di esso siano possibili pignoramenti presso terzi.

Avete già messo in conto che Agenzia Entrate, Guardia di Finanza, Enti Locali e persino il debitore mediante istanza rettamente motivata possano essere messi a conoscenza dell’esistenza di beni aggredibili.

Non sarà certo il millantare ipotetici segreti a salvarvi dalle conseguenze dell’evasione e dell’omissione: tornando alla metafora fumettistica, per quanto Paperino possa scappare dai creditori, questi lo troveranno sempre.

 

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