ALLARMISMO DISINFORMAZIONE 300 euro in più sulle pensioni e nessuno lo dice. Però bisogna fare richiesta. Ecco come… – bufale.net

di Shadow Ranger |

Ci risiamo. Attivo.tv, recentemente a noi noto per l’allarmismo sul salmone norvegese ed altre notizie non proprio verificate decide di toccare uno degli altri temi più facilmente viralizzabili.

È ora il turno delle pensioni:

Sei milioni di pensioni verrebbero ricalcolate richiedendo ‘diritti inespressi’: aumenti sull’assegno fino a 300 euro.

Cosa sono i diritti inespressi? Come verrà ricalcolata la pensione con i diritti inespressi? Queste sono le due domande più frequenti che negli ultimi giorni si stanno ponendo i cittadini. L’Inps definisce con tale termine i diritti, appunto, e le agevolazioni sugli assegni previdenziali che non scattano automaticamente. Questi diritti dunque bisognerebbe richiederli. Non chiedendoli si rinuncerebbe a una grande cifra dell’assegno pensionistico. Vediamo come funziona.

I diritti inespressi: come incidono sulla pensione

Sarebbero migliaia i pensionati che potrebbero godere dei cosiddetti diritti. Molti però sono ignari della procedura e non richiedere queste agevolazioni li fa rinunciare ad una buona parte dell’assegno pensionistico. In molti casi basterebbe fare una domanda, ovviamente su un apposito modulo, in cui si richiede un aumento della pensione. Con i diritti inespressi, l’assegno aumenterebbe di circa 300 euro. Stando a delle stime che sono emerse, ad averne diritto sarebbero ben 6 mila pensionati su 18 mila. Il periodo di retroattività sugli arretrati si estende a cinque anni. I diritti inespressi però riguardano tutte quelle Pensioni che sono sotto i 750 euro, Stando ai dati che sono emersi, andrebbe ricalcolata una pensione ogni tre. Sono tanti i pensionati che non sanno di avere diritto mensilmente a importi maggiori: somme non richieste ma che sono dovute e non vengono però versate dall’Inps a causa di errori, calcoli sbagliati o domande mai fatte.

Come ottenere il ricalcolo?

Per ottenere il nuovo conteggio dell’assegno vi basterà collegarvi al portale online INPS. Ossia basterà che vi colleghiate al sito www.inps.it e collegarsi alla vostra scheda personale con PIN. Dopodiché basterà accedere alla sezione ‘cedolino pensione e servizi collegati’. Qui troverete tutti i dettagli per fare la domanda sul ricalcolo. Chi non riesce autonomamente potrà chiedere maggiori informazioni ad un CAF o recarsi direttamente agli uffici INPS del proprio territorio. Ulteriori dettagli emergeranno.

Aiutateci a diffondere questo articolo affinché tutti sappiano.

Al contrario, bisognerebbe evitare la diffusione di appelli raffazzonati e messi su al volo giusto per catturare qualche click.

I diritti inespressi esistono, è vero.

Ma non nelle forme descritte dai viralizzatori: non vi è alcuna censura, segreto di stato o 300 euro in pensione per tutti

Come riporta il portale Investire Oggi, la verità è molto più semplice

Alcuni recenti titoli di giornali e siti di (dis)informazione nei giorni scorsi hanno fatto scoppiare la polemica sul caso dei diritti inespressi: “potresti avere diritto a 300 € in più sulla pensione” ma non saperlo perché nessuno te lo dice. Detto così sembra una sorta di bonus sulle pensioni minime concesso solo a chi ne fa domanda e non pubblicizzato a sufficienza in modo da contenere il numero di istanze e riservare le 300 euro integrative solo ad una stretta cerchia di beneficiari. Ma le cose stanno proprio così? Non sarebbe uno scenario irrealistico e così molti pensionati nel dubbio hanno preferito “vederci chiaro” di persona: sportelli Inps e patronato sono stati letteralmente presti d’assalto aumentando ancora di più la confusione sull’argomento. Vuoi sapere se veramente avresti diritto a questi 300 euro in più sulla pensione e, nel caso, come ottenerli? Leggi di seguito che cosa sono i diritti inespressi e impara a stare alla larga dai titoli allarmistici e attira click.

Quella dei diritti inespressi sulla pensione è una bufala?

Cosa guadagna chi diffonde in rete bufale o notizie volutamente allarmistiche? Qualche click (potenzialmente utile a scopo pubblicitario forse) ma in questa sede poco ci importa capire la ratio. Partiamo dagli effetti, ovvero il caos generato negli uffici e la disinformazione online tra i pensionati, per concentrarci sul contenuto della notizia: è vero o no che molti pensionati, su domanda, avrebbe diritto a 300 euro di integrazione dell’assegno?

I diritti inespressi esistono ma non sono un aumento generalizzato per tutte le pensioni e neanche un bonus o un’erogazione una tantum. Certi titoli finiscono per illudere una categoria già di per sé vulnerabile.

L’Inps in alcuni casi eroga trattamenti previdenziali e assistenziali (ad esempio assegni familiari, maggiorazioni sociali o integrazione al trattamento minimo) è vero ed è altrettanto vero che solo alcune di essere vengono erogate d’ufficio mentre in altri casi occorre presentare domanda. Questi ultimi sono appunto chiamati “diritti inespressi”: se non richiesti esplicitamente vanno persi. E non sono pochi i pensionati inconsapevoli che non li richiedono: riguarda soprattutto gli assegni inferiori ai mille euro. Secondo le stime su 18 milioni di pensionati, ben 6 milioni avrebbero diritto ad un ricalcolo sulla base dei diritti inespressi con conseguente aumento della pensione (certo non sempre di 300 euro intendiamoci).

E’ giusto quindi invitare i pensionati a verificare che l’assegno ricevuto sia corretto e includa tutti i possibili diritti (inespressi compresi) ma farlo in questo modo, presentandoli quasi come un bonus a scadenza, non fa che alimentare caos e disinformazione e non ne abbiamo veramente bisogno!

Uffici presi d’assalto dalle solite orde di indignados da tastiera che tutti conosciamo, paralisi del sistema e disinformazione generalizzata: questo è l’unico ricavo che otterrete condividendo appelli del genere.

E se se gli indignados convinti dei testi che stanno condividendo, sulle nostre bacheche al massimo riescono a ostacolare la sezione commenti finché un admin non provvede, potete figurarvi voi il grave danno che questi giorni patronati e sportelli informazione stanno subendo da parte di disinformati, più o meno incolpevoli, armati di stampe di dubbio valore e seriamente intenzionati ad ottenere emolumenti di cui non hanno compreso la natura.

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