ACCHIAPPACLICK Stuprata e uccisa da questi 4, i media censurano la notizia per non alimentare razzismo

di Luca Mastinu |

ACCHIAPPACLICK Stuprata e uccisa da questi 4, i media censurano la notizia per non alimentare razzismo Bufale.net

Nel riportare l’orribile caso di una ragazza stuprata e uccisa da 4 assassini, Tg Quotidiano e Voxnews riescono a scomodare altre storie e nuove emesi. Nel loro modo di scrivere è evidente l’allontanamento progressivo dalla tragedia a favore di una concentrazione sul sensazionalismo, nella formula “Noi lo scriviamo e siamo bravi, e siamo i soli”. I fatti e i riscontri, ovviamente, smentiscono la loro voglia di esclusiva.

Voxnews, per esempio, apre il pezzo in questo modo:

Hannah Cornelius è l’ennesima vittima del silenzioso genocidio che sta sterminando la popolazione bianca del Sudafrica, dopo lo smantellamento dell’Apartheid. Imposto dalle nazioni occidentali, le stesse che un giorno vivranno lo stesso dramma (che lo stanno già vivendo). La ragazza di 21 anni è stata rapita dalla solita banda di Neri, massacrata di botte, rapinata, stuprata e uccisa.

L’evidente pigrizia di autori e lettori di Voxnews e Tg Quotidiano si manifesta anche oggi, con la teoria cospirazionista del genocidio dei “bianchi” in Sud Africa a più riprese smentito sia da noi che da Snopes. In entrambi i casi non si nega l’esistenza di un preoccupante tasso di criminalità nell’Africa del Sud, ma i numeri non parlano di genocidio contro i bianchi. Omicidi e attacchi alle fattorie dei bianchi residenti in Sud Africa, infatti, hanno movente politico (dunque razzista) solo nel 2% dei casi.

In ogni caso, la tragica storia di Hannah Cornelius non è mai riportata come uno strascico del genocidio contro i bianchi perpetrato dai neri nell’Africa del Sud.

La tragica morte di Hannah Cornelius

Il 27 maggio 2017 Hanna Cornelius, 21 anni, stava accompagnando Cheslin Marsh, 22, sotto la sua abitazione di Città del Capo dopo una serata trascorsa insieme. Alle 3:30 circa del mattino la Volkswagen di Hannah, ferma e con i fari spenti, era stata raggiunta da quattro uomini e circondata. Il loro intento era quello di rubare lo skateboard di Cheslin.

Pochi minuti dopo, però, la situazione degenerò: uno dei 4 aguzzini puntò un cacciavite sul petto di Hannah, sporgendosi dall’esterno verso il finestrino del passeggero, mentre un altro puntava un coltello sulla schiena di Cheslin. «Stai seduto o la uccidiamo». Subito dopo, i quattro si impossessarono del telefono e del denaro del ragazzo, che venne messo nel portabagagli. Due degli assassini afferrarono Hannah e la tennero stretta nei sedili posteriori al centro, tra di loro. Da quel momento iniziò la folle corsa della morte, quando uno del branco si mise al volante e guidò fino a Stellenbosch, una località vicina a Città del Capo.

A Stellenbosch la banda acquistò della droga e fumò della crystal meth, per poi fermare il veicolo e far scendere Cheslin. Il ragazzo venne fatto sdraiare tra i cespugli con la testa poggiata su una roccia. Presero a colpirlo incessantemente sulla testa con dei mattoni. Cheslin perse i sensi e fu creduto morto. Il branco tornò alla macchina e trasportò Hannah in un’altra località a diverse miglia di distanza.

Venne trascinata fuori fino all’interno di un vigneto. Tre degli assassini la seviziarono e violentarono, per poi colpira violentemente con una grossa pietra e accoltellarla all’altezza del collo.

Cheslin riprese conoscenza nel pomeriggio, risvegliandosi in uno stato di totale panico e scoprendosi in una pozza di sangue. In stato confusionale andò a chiedere soccorso in un’abitazione che si trovava a poca distanza dal luogo in cui era stato abbandonato dagli assassini, che lo avevano creduto morto. In quel momento diede l’allarme.

Il corpo di Hannah venne trovato da tre operai che si recavano ad un pozzo, tra i cespugli.

Secondo il medico legale Deidre Abrahams, Hannah ricevette due colpi fortissimi con una grossa pietra, talmente pesante da frantumarle il cranio e spappolarle il cervello. Il suo corpo era stato trovato con pantaloni e intimo abbassati, dettaglio che già lasciava intuire l’esistenza di una violenza sessuale che, sempre secondo l’autopsia, era stata perpetrata prima della sua uccisione. I genitali di Hannah, infatti, riportavano lesioni tipiche di uno strupro.

L’arresto

La banda, ancora eccitata dalle droghe, proseguì durante il giorno in tentativi di rapina ai danni di almeno altre tre donne, fino a quando la macchina rubata venne intercettata e inseguita. Tre del branco vennero arrestati subito, e per il quarto si dovette aspettare qualche giorno.

Vernon Witbooi (33 anni), Geraldo Parsons (27), Nashville Julius (29), e Eben Van Nieberk  (28) vennero arrestati con l’accusa di stupro, rapina, omicidio e sequestro di persona. A incastrare definitivamente i quattro fu il DNA trovato in un preservativo rinvenuto sul luogo dell’omicidio grazie all’ausilio dei cani poliziotto, che si scoprì appartenere a Geraldo Parsons.

Le fonti italiane

A riportare la notizia sono almeno 6 testate italiane: Today, L’Unione Sarda, Il Messaggero, Il Secolo d’Italia, Il Gazzettino e Il Giornale. Se Tg Quotidiano e Voxnews vogliono essere un esempio per la stampa italiana, incappano nel medesimo errore delle testate che loro contestano: dicono che Hannah stava soccorrendo il suo amico in difficoltà, mentre i due erano già insieme durante l’attacco del branco.

La stampa italiana ha riportato il caso in questi giorni perché – come scrivono le fonti locali che nel corso dell’articolo vi abbiamo riportato – sta avendo luogo il processo, e soprattutto perché è stato reso pubblico il filmato delle ultime ore di Hannah, che troverete in chiusura al nostro articolo.

Ancora, se davvero la stampa italiana è un pessimo esempio di informazione, Voxnews e Tg Quotidiano avrebbero potuto riportare la vicenda – già gravissima e tremenda di suo – dall’inizio e far riferimento a più fonti, senza scadere nel complottismo del genocidio contro i bianchi, senza tornare sui media che hanno deciso di nascondere i crimini degli immigrati solo per alcune dichiarazioni rilasciate su un blog da una giornalista (ne avevamo parlato qui). Perché parliamo di immigrati? Perché Tg Quotidiano, fedele alla sua linea “editoriale”, scrive “Risorse” nell’etichetta dell’articolo. Vi rispondiamo, inoltre,  riportando le conclusioni di Tg Quotidiano:

Deve essere la nuova indicazione di Carta di Roma, quella di non indicare l’identità dei carnefici. Quando sono etnicamente ‘sbagliati’. Ovvero quasi sempre.

Quando si censurano le notizie in questo modo, distorcendole per fare un favore alla propaganda multirazziale, è come se si uccidesse la vittima una seconda volta.

Quello che accade in Sudafrica è un promemoria a quello che potrebbe accader da noi entro pochi decenni.

C’è da constatare che si rasenta il patologico. No, non solo quello degli autori. Palesemente, essendo la povera Hannah Cornelius una ragazza bianca, è stato scelto di riportare in copertina un collage tra la sua effige e quella dei 4 aguzzini, tutti neri. Titolando con: «Stuprata e uccisa da questi 4 – media censurano la notizia per non alimentare razzismo», i lettori non abituati a leggere il contenuto e confrontare le fonti potrebbero pensare che si tratti di un fatto di cronaca avvenuto in Italia, e così alimentare la propria opinione in merito agli stranieri.

Che stranieri non erano. Neri, sì, ma sudafricani come Hannah, e neri come Cheslin Marsh, il suo amico sopravvissuto al massacro.

Con il video che segue, il canale YouTube Multimedia Live ha ricostruito le tappe del calvario di Hannah:

 

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