Il balzello di 500 euro per chi paga con carta di credito non esiste (al contrario)
Siamo abituati al titolo clickbait, ma l’articolo sul balzello di 500 euro per chi paga con carta di credito va oltre: prende una notizia e la inverte nel suo contrario.
La fonte? Il solito circuito che conosciamo, specializzato nel creare titoli che suscitano allarme, che in questo caso prende una notizia e la inverte nel suo contrario.
Il balzello di 500 euro per chi paga con carta di credito non esiste (al contrario)
La notizia reale parla dell’emendamento introdotto in sede di manovra finanziaria e firmato dal senatore Gelmetti che stabilisce come dal 1° gennaio 2026, verrà applicata un’imposta di bollo di 500 euro su ogni pagamento in contanti compreso tra 5.001 e 10.000 euro.
Emendamento che funge da contraltare per l’innalzamento delle soglie di pagamento in contante: soglie aumentate sì, ma col contrappeso dell’imposta di bollo sicché l’obiettivo di limitare l’evasione fiscale sia comunque raggiunto.

Il balzello di 500 euro per chi paga con carta di credito non esiste (al contrario)
“L’articolo” del noto circuito prende la notizia e la trasforma nell’esatto opposto, inventando dal nulla un “nuovo balzello” che “potrebbe pesare in particolare su professionisti, piccoli esercenti e cittadini che hanno fatto della carta il loro metodo di pagamento principale.”
L’articolo insiste, inventandosi una nuova ratio legis basata sul razionalizzare i costi legati alla gestione dei pagamenti elettronici.
Se nella vita reale vi è un emendamento che limita l’uso del contante esteso dalla finanziara, l’articolo erroneamente lo trasla al pagamento elettronico.
Erroneamente o volutamente: il sospetto è che si voglia blandire il pubblico dei nopos, fieri araldi del ritorno al solo contante, ammandendo loro una fake news che gli piaccia tanto da volerla viralizzare più forte della verità.
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