L’ultima teoria del complotto dichiara che Alex Pretti possedeva una pistola-cellulare segreta. Sappiamo in realtà che piuttosto “brandiva” un cellulare per riprendere le azioni degli agenti della “milizia anti-immigrazione” in modo da responsabilizzarli, mentre la sua vera pistola (in America è legale portare armi) era chiusa in una fondina, ma secondo una allucinata teoria del complotto avrebbe in realtà brandito un gadget segreto.

Una pistola pieghevole trasformabile in grado di diventare un cellulare.
Ora, perché qualcuno con un porto d’armi e il diritto legale di portare una fondina con sé dovrebbe brandire una assurdità del genere la teoria del complotto non lo spiega. Anche perché l’assurdità suddetta è esistita per davvero, ma è stata prodotta fino al 2022 e aveva un aspetto impossibile da confondere con uno smartphone moderno.
Era ispirata alle dimensioni del Samsung S7, ma senza una fotocamera visibile e non poteva sparare se non “estesa” in forma di pistola.
No, non è vero che Alex Pretti possedeva una pistola-cellulare segreta
Nell’immagine esibita nella teoria del controllo ovviamente il cellulare è presente ed ha forma di cellulare: se Pretti avesse avuto una Ideal Conceal Pocket Pistol non sarebbe bastato averla in mano ma avrebbe dovuto dispiegarla estendendo completamente l’impugnatura, in quanto la sicura è vincolata al meccanismo di apertura.

Inoltre l’oggetto in mano a Pretti non corrisponde all’Ideal Conceal, ed anche se le fosse abbiamo già visto come per qualcuno col porto d’armi sarebbe stato uno spreco di risorse e futilità imbarcarsi nella ricerca di un aggeggio così paradossale.
Inoltre è proprio il Governo degli USA a mettere una pietra tombale sulla bufala, con l’ammissione del Dipartimento della Sicurezza Federale di aver acquisito il cellulare di Pretti per sequestrarlo e prendere visione delle ultime registrazioni dell’infermiere.
Ovviamente una pistola non può contenere registrazioni.
Ci sono molte bufale e teorie del complotto nate sulle due più celebri vittime dell’ICE, Good e Pretti, allo scopo di influenzare la narrativa.