DISINFORMAZIONE A Merano apre il ristorante dei profughi. Con i fondi del Ministero – bufale.net

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Il rapporto della controinformazione con l’informazione è davvero curioso. Quando la controinformazione accusa l’informazione di “nascondere grandi verità”, curiosamente le verità nascoste le prende dall’Informazione stessa.

Quando la controinformazione si propone di approfondire, il suo approfondimento assume le fattezze di uno specchio deformante che corrompe ed altera l’essenza della notizia inizialmente proposta.

Il Primato Nazionale ci presenta una notizia preoccupante, definendola un approfondimento

Merano, 10 ago – Non bastavano i cospicui fondi investiti per l’accoglienza dei cosiddetti migranti. Adesso il Ministero dell’Interno ha deciso di passare al livello superiore, ovvero alla creazione di posti di lavoro, sempre con i soldi dei cittadini italiani, per i profughi. Certo perché considerata la disoccupazione dilagante che a livello giovanile sfiora il 40%, il governo pensa bene di sistemare i nuovi arrivati dall’Africa.

Ecco allora che a Merano, in provincia di Bolzano, l’assessore Andrea Rossi ha promosso un progetto per la realizzazione di un ristorante gestito dai profughi. Un progetto che sta per vedere la luce proprio grazie ai fondi del Ministero che ha premiato i comuni giudicati “virtuosi” proprio per aver accolto richiedenti asilo. Attraverso un apposito fondo, il governo ha infatti devoluto 500 euro per ogni profugo ospitato nel territorio comunale. Alla giunta di Merano sono arrivati ben 57 mila euro, soldi da investire unicamente per “progetti di integrazione”. Non sia mai che possano finire sul serio nelle tasche di qualche italiano senza lavoro magari proprio per dargli la possibilità di aprire un’attività commerciale.

Con 15 mila euro, dei 57 donati dal Ministero dell’Interno, il Comune di Merano cofinanzia così, insieme alla Provincia e alla Raiffeisenkasse (la cassa centrale dell’Alto Adige), l’apertura da parte di una cooperativa sociale locale, di un ristorante di cucina africana. E chi lavorerà nel locale che verrà inaugurato a breve? Ovviamente i richiedenti asilo e altri immigrati “tradizionali”. Oltre al personale fisso ci saranno poi lavoratori a tempo determinato. Italiani? Neanche per sogno. Si tratterà di posti riservati a chi è in attesa del riconoscimento di rifugiato.

E gli altri 42 mila euro? Verranno investiti per progetti pensati ad hoc per i giovani. Buona idea, direte voi. Certo, peccato che anche in questo caso dovranno essere coinvolti e “resi protagonisti e attivi” non solo ragazzi italiani ma anche coloro che hanno origine straniera. Un impegno sul fronte del lavoro garantito agli immigrati che il comune di Merano promette di assumersi anche il prossimo anno, visto e considerato che il ministero ha confermato il fondo speciale per i Comuni anche per il 2018.

Abbiamo evidenziato in rosso delle reinterpretazioni dell’assunto apparso sulla stampa, che saranno evidenti quando, grazie al servizio PressReader, vi mosteremo una pagina del

Corriere dell’Alto Adige del 7 Giugno 2017

Lo Stato ha stanziato a favore del Comune di Merano un contributo di 57.000 euro perché la città ha ospitato richiedenti asilo sul proprio territorio. La somma verrà utilizzata per sostenere progetti di integrazione, come l’apertura di un ristorante di cucina africana che verrà gestito dalla cooperativa sociale Spirit.
«Fa bene fare del bene»: questo il primo commento del vicesindaco Andrea Rossi alla notizia che il Ministero degli interni ha riconosciuto a Merano una quota del fondo stanziato dal governo a favore dei Comuni virtuosi in tema di accoglienza dei profughi. Requisito fondamentale era l’aver ospitato richiedenti asilo sul proprio territorio tra ottobre e dicembre. In tale periodo i profughi accolti in riva al Passirio erano 140. «La cifra di 57.000 euro — sottolinea Rossi — servirà a impostare progetti e strategie intorno ai temi dell’integrazione. Il primo di questi sarà l’apertura di un ristorante di cucina africana. Il locale verrà gestito dalla coop sociale Spirit con il sostegno della Federazione Raiffeisen, e darà lavoro a personale di origine africana consentendo di impiegare, a rotazione, molti dei richiedenti asilo ospitati nella struttura presso la stazione. Un’opportunità di lavoro che diventa chance di integrazione».

Possiamo ora passare ad evidenziare i punti di alterazione:

  1. L’adesso in cui è ambientata la notizia, come per le televendite di pentole e materassi, è un eterno oggi che dura ormai da Giugno
  2. Non si parla di fondi aggiunti a quelli per l’emergenza come l’articolo capziosamente inferisce ma degli stessi fondi stanziati per l’emergenza, cui la stampa locale e nazionale, sebbene tacciata di connivenza e di mancata informazione, ha giustamente dato piena contezza
  3. Sfugge agli autori del testo, nonché agli Indinniati che popolano la sezione commenti, che i fondi per l’emergenza, ovviamente, vengono stanziati solo se vi è quell’emergenza. La chiosa sul “Usare quei soldi per gli Italiani” non ha senso: ci sono altri fondi per quello scopo, e se l’emergenza migranti non ci fosse semplicemente i soldi relativi non sarebbero mai stanziati, non paradossalmente ricreati per altro scopo
  4. Il lavoro sarà dato a rotazione ai richiedenti asilo: decidetevi dunque. Se vedete una foto a caso di un uomo di colore seduto, ci mandate del fact checking chiedendoci di asseverare che “li facciamo mangiare a sbafo”. Se invece viene creata un’iniziativa per farli lavorare, ci chiedete del fact checking in cui il lavoro viene percepito come una forte ingiustizia
  5. E gli altri fondi? Perché non vanno ai giovani? Usare per altri scopi fondi vincolati? Non è molto saggio. O legale.

Sostanzialmente, come si possa passare da “i fondi da Roma finanziano il ristorante solidale” a “apre il ristorante dei profughi.” è un mistero al quale non siamo certi di voler trovare risposta…