BUFALA Immigrati distruggono auto dei Carabinieri – bufale.net

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Avrete anche voi visto in queste ore, distribuito dai soliti canali che ben conosciamo e che si occupano di questo genere di remunerativa, nonché nociva, viralità il filmato di cui parliamo in oggetto: dei ragazzi di colore, nel filmato esaminato, sembrano accanirsi con calci e pugni contro un’automobile a tutt’apparenza indistinguibile da una volante dei Carabinieri.

I commenti e la didascalia sembrano tutti concordi nell’identificare quei ragazzi di colore in “immigrati”, solleticando le corde della xenofobia e del “sentimento di pancia” allo scopo di fomentare condivisioni facili ed irose.

Ma sarà davvero vero?

Possiamo già dirvi di no: ce ne eravamo occupati brevemente ben due anni fa, ma i soliti condivisori di bufale di pochi scrupoli hanno deciso che era trascorso un tempo sufficiente per “dare una ripulita” al testo accompagnatorio e rimettere una vecchia bufala in circolo.

La pagina Una Vita da Social ha provato a fare quello che altri condivisori di questo filmato-appello non hanno voluto, o saputo fare: riscontrarlo per intero e trarre delle conclusioni. Che vi riportiamo, avendone personalmente verificato noi stessi la loro esattezza:

AVVISO:In queste ore sta girando sui social network un video amatoriale in cui vengono ripresi un gruppo di ragazzi di colore che distruggono una macchina dei carabinieri a suon di mazzate, pugni e calci. Nel video i cinque ragazzi vengono indicati come immigrati clandestini e il più delle volte ogni condivisione è accompagnata da frasi ovviamente poco gentili nei loro confronti, la maggior parte di natura xenofoba.Il punto è che guardando attentamente il video in questione ci si rende subito conto del fatto che sia un fake. Infatti, mentre gli “immigrati” continuano a spaccare l’automobile, si possono notare distintamente un microfono direzionale (il cosiddetto boom, o giraffa) e un assistente di set che regge un pannello di polistirolo bianco, solitamente usato per riflettere la luce del sole sui soggetti inquadrati. Si notano inoltre altre persone, anch’essi assistenti di set, che partecipano da osservatori lungo il limite scena.
Persino la finta macchina è facilmente riconoscibile dall’assenza di dettagli tipici delle pattuglie vere, come la scritta carabinieri sul cofano posteriore o il denominativo CC non presente sulla targa.
Il video dei presunti immigrati ribelli si è diffuso in poche ore, trovando terreno fertile tra tutti coloro che non vedono l’ora di denigrare l’immigrazione in ogni sua forma, istigando reazioni violente a tutto ciò che riguarda gli immigrati, nel bene e nel male.
I punti da analizzare sono due. Il primo riguarda appunto l’odio che ormai sempre più si sta diffondendo nelle varie città, e che il più delle volte non è giustificato in quanto la maggior parte delle azioni attribuite agli immigrati non vengono effettivamente commesse da loro, ma spesso inventate di sana pianta.Non arrabbiatevi, in realtà sono solo le riprese di un film.

Abbiamo riportato l’appello della pagina Una Vita da Social in modo integrale, evidenziando gli elementi che i condivisori avrebbero dovuto notare (e che noi avevamo messo in evidenza già nel 2014), anziché lanciarsi (come evidenziato dagli stessi estensori della fanpage), in strali spesso xenofobi e violenti.

La presenza di una giraffa, ovvero un microfono direzionale evidente, un assistente di set con un pannello riflettente ed un’automobile evidentemente artefatta e ricostruita, un vero e proprio “oggetto di scena” avrebbero dovuto rendere evidenti a tutti la natura simulata della scena.

A meno che di postulare che dei “violenti immigrati” si procurino attrezzature cinematografiche costose ed esprimano la loro “rabbia” portando con se una finta automobile di scena per spaccarla sul posto, la stessa logica ci dimostra in modo inequivocabile che qualcuno si sia impossessato di una ripresa amatoriale del dietro le quinte di una produzione cinematografica per poi spacciarla per un’aggressione vera e propria e capitalizzare sulla rabbia di condivisori spesso distratti e disattenti.

Nel ricordarvi le severe sanzioni a cui va incontro chi diffonde, anche sottoforma di mero commento, contenuti di stampo razzista e xenofobo, raccomandiamo pertanto ai lettori di prendere esempio dagli admin della pagina Una vita da Social e, dinanzi ad un contenuto controverso e circondato da commenti livorosi e violenti, di riscontrarlo personalmente, nel dubbio segnalandone la sua presenza a persone che ritenete più esperte di voi nel fact-checking, per poi, riscontrata la natura di bufala, interrompere la condivisione, chiedere al contatto che vi ha condiviso il commento di fare parimenti e rimuoverlo, e valutare di allertare l’autorità.