6 bufale su Facebook, Twitter e i Social – bufale.net

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Sebbene i Social Media siano uno strumento recentemente molto discusso ed apprezzato ed una importante strategia per gli esperti di mercato, molti tradizionalisti si sono allontanati dallo sviluppo di una vera e propria strategia di mercato basata su piattaforma di social media per la propria impresa o maschio a causa di alcuni stereotipi che piagano la reputazione dei social media, specialmente relativi ai meccanismi con cui possono influenzare clienti e vendite potenziali.

Questi miti sui social media possono non solo ostacolare la reputazione del tuo marchio, ma anche danneggiare le sue quote di mercato potenziali e danneggiare il tuo mercato di riferimento. Ecco sei miti comuni che abbiamo affrontato:

1. I social media sono solo per ragazzini ed adolescenti

Sebbene le piattaforme social come Facebook abbiano tratto i loro esordi da adolescenti e giovani adulti, sono presto diventate un mercato globale di utenti impegnati. La crescita maggiore nel numero di utenti dei social si riscontra tra i 45 ed i 54 anni di età, ed infatti il 55% degli Americani di età compresa tra i 45 ed i 54 anni ha un profilo social che usa con assiduità. I marchi che operano con l’idea che il loro pubblico di riferimento non usa i social stanno perdendo molti utenti nel loro bacino demografico. I social sono uno strumento ubiquitario di comunicazione, divertimento e condivisione per tutte le età

2. Devi essere su ogni piattaforma social

Un altro errore comune che viene fatto parlando di social è che per avere successo bisogna piazzare il proprio marchio su ogni piattaforma possibile. In realtà si può scegliere dove si vuole avere la massima efficacia in base al proprio mercato di riferimento ed i social da loro usati. Un marchio potrà focalizzarsi su piattaforme visivamente ricce come Facebook, Instagram e Pinterest, o attirare utenti con informazioni rapide come quelle su Twitter. È bene scegliere le migliori piattaforme per raggiungere il proprio uditorio e chiunque si desideri aggiornare con contenuti recenti.

3. Il numero non significa niente sui social

Per un venditore, i numeri sono tutto quello che importa in una campagna commerciale. Ciò è vero anche per chi attualmente si serve fortemente dei social media come parte della propria strategia di mercato. Con strumenti di analisi come quelli forniti da Facebook, Twitter, Pinterest ed altri software di terze parti, è più facile che mai valutare il significato per il marchio dei likes ricevuti.

4. Non esistono “troppi post”

Un altro errore comune in tema social è che gli aggiornamenti devono essere costanti per raggiungere e motivare la base utenti. In realtà l’opposto è vero. Pensate ai social dall’ottica di un utente: se la pubblicità gli invade la navigazione, questi abbandonerà la pagina, proverà disprezzo per il marchio e sarà scoraggiato da ogni futuro acquisto. Una buona regola è tenere l’utenza aggiornata, ma senza soffocarla, con 1-2 post al giorno.

5. Si può solo postare materiale promozionale o legato al marchio

I social media si basano sulla comunicazione coi fans, non sul vendergli qualcosa. I fans vogliono sicuramente sapere tutto delle vendite, delle promozioni e delle offerte, ma non tutti i messaggi devono essere basati su appelli all’acquisto. Tramite i social media si può raccontare una storia e collegarsi coi fan ed i clienti a livello personale. Si può provare a postare qualcosa che faccia parlare, discutere o connettere i fans con la pagina.

6. I social media sono solo un canale di comunicazione unilaterale

I social media non si basano solo su di te. I manager tradizionali hanno usato i social media solo come canale di comunicazione unilaterale, postando per comunicare il loro messaggio. Ma i social media sono un perfetto strumento di comunicazione a due vie coi fans ed il pubblico, e quell’interazione personale è uno strumento primario nei social media. Riconosci i fans, pubblica le loro foto e recensioni e discuti con le persone che interagiscono coi tuoi contenuti e social media. Anche se molti venditori credono ancora in queste bufale sui social è bene che tutti gli operatori del settore si servano degli stessi per tenersi aggiornati rispetto ai cambiamenti e capire questo caleidoscopico ambiente.