NOTIZIA VERA Chi vorresti uccidere tra tuo padre e tua madre?

di Shadow Ranger |

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Compito in classe per la terza elementare di una scuola vicino Ivrea: “Chi uccideresti, per primo, tra tuo padre, tua madre e tuo fratello?”. E poi il sesso spiegato così dalle insegnanti “mamma e papà fanno ciupa ciupa”, o “bunga bunga”, fino ai massaggi che i bambini dovevano fare alternandosi al collo e alla nuca di una delle due. I genitori lo  scorso aprile si sono rivolti ai carabinieri ed è partita un’indagine, con tanto di telecamere nascoste

IN BREVE
Credo che la storia l’abbiate letta tutti: secondo il testo che circola di condivisione in condivisione, in una scuola elementare una maestra avrebbe assegnato ai bambini un tema quantomeno bizzarro dal titolo “Chi uccideresti, per primo, tra tuo padre, tua madre e tuo fratello?” . La notizia, pervenuta alla stampa nazionale è vera.
IN DETTAGLIO
Analizziamo infatti il completo ed esaustivo articolo fornito dal quotidiano La Stampa, in una scuola elementare dell’Eporediese, in un paese alle porte di Ivrea.:

La vicenda parte da lontano. Siamo ad aprile di quest’anno quando i genitori vanno dai carabinieri. «I nostri figli – si sfogano – non vogliono più andare a scuola. Poi scendono nei dettagli e mostrano il titolo inquietante di quel tema da svolgere in classe: è chiaro che i nostri figli sono turbati, chi non lo sarebbe a quell’età?». E infine raccontano dei riferimenti espliciti al sesso, della docente che si fa massaggiare nuca e collo, dello scotch lanciato verso i bambini e dei metodi d’insegnamento non proprio ortodossi. «E’ capitato – raccontano i genitori – che se uno dei nostri figli non aveva capito la lezione, come risposta veniva preso per un orecchio e portato fuori dall’aula».
Dopo le denunce sono partite le indagini e la Procura ha dato il via libera perché fossero piazzate le telecamere. L’occhio elettronico ha filmato per tre settimane e all’insaputa di tutti. Le immagini sono inequivocabili. Secondo gli inquirenti, però, non ci sono elementi sufficienti per chiedere il rinvio a giudizio delle insegnanti (tuttora all’oscuro di essere formalmente indagate per maltrattamenti su minori). Così è scattata la richiesta di archiviazione. I genitori lasciano al loro avvocato ogni considerazione: «Non concordo con le conclusioni del pubblico ministero – precisa Spaziante –. Il lavoro eccellente dei carabinieri, infatti, ha permesso di dimostrare che i tragici sospetti dei genitori erano assolutamente fondati».

Abbiamo quindi al momento due opposti poli: le accuse dei genitori, che nel mese di Aprile 2014, ricevuto dai loro figli copia del perplesso tema in intestazione, nonché racconti di comportamenti controversi e per niente ortodossi hanno sporto denuncia, e le parole del Pubblico Ministero Chiara Molinari, che

nelle motivazioni sostiene che non si «ravvisano atti penalmente rilevanti» ma che, piuttosto, il linguaggio e i metodi usati dagli insegnanti, definiti dal magistrato «inopportuni», abbiano soltanto conseguenze di carattere disciplinare.

La verità? In questo caso sarebbe prematuro per noi fornirla. Il meccanismo delle indagini prevede ancora due settimane di attesa, sicché

La partita giudiziaria resta comunque aperta. Entro un paio di settimane il gip dovrà fissare l’udienza per decidere se accogliere o respingere la richiesta della Procura. Intanto, nella scuola, le voci fin qui taciute sono passate di bocca in bocca: «Se questi sono stati i metodi usati dalle due insegnanti – spiega il direttore scolastico, che ha saputo della vicenda ad indagini concluse – li respingo senza se e senza ma». Aggiunge: «Attenzione però a creare mostri, aspettiamo di capire come si concluderà l’iter della magistratura».  

Solo al termine di quelle due settimane, atteso che l’evento contestato è ancora oggetto di discussione giudiziale, sarà possibile sapere senza fallo i perché ed i percome, ottenendo una ricostruzione completa della vicenda.
AGGIORNAMENTO: Al 21 ottobre 2014, in attesa dell’iter della magistratura, l’Ufficio Scolastico regionale ha deciso la sospensione cautelare delle maestre interessate (fonte: ANSA)

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