Ufficiale il procedimento disciplinare per Bruno Vespa dopo gli scivoloni con Lucia Panigalli

di Luca Mastinu |

Da pochi minuti è ufficiale il procedimento disciplinare per Bruno Vespa, in seguito ad una serie di uscite infelici nel corso dell’intervista realizzata con Lucia Panigalli. La donna è da tempo tormentata dal suo ex, che ha anche cercato di ucciderla, ma alcune domande del giornalista sono apparse già in diretta poco idonee al contesto. Come evidenzia Globalist, il procedimento disciplinare per Bruno Vespa nasce dal deferimento al Consiglio di Disciplina del Lazio. La richiesta è partita dall’Odg nazionale, spalleggiata però dall’Odg del Lazio.

Articolo originale prima del procedimento disciplinare per Bruno Vespa

I nostri lettori ci segnalano un articolo pubblicato il 18 settembre 2019 sul sito Generazione Antigone, concentrato su un servizio andato in onda durante la trasmissione Porta a Porta condotta da Bruno Vespa. La puntata con il servizio posto in analisi da Generazione Antigone via TPI News è presente in rete nel podcast del 17 settembre su RaiPlay.

“Ti uccido”

Il tentato omicidio del 16 maggio 2010

Secondo l’autore dell’articolo, Bruno Vespa si sarebbe macchiato di “negazionismo” sul tema della violenza sulle donne, nello specifico durante l’intervento in studio di Lucia Panigalli, vittima di stalking e violenza da parte dell’ex compagno Mauro Fabbri. La Panigalli e il Fabbri si erano frequentati per 18 mesi e il 16 maggio 2010, quando la loro relazione si era già conclusa, l’uomo tentò di ucciderla aggredendola vicino alla sua abitazione, in piena notte, prima con un coltello e poi con calci e pugni sulla testa. Il Fabbri si era presentato a volto coperto, ma la donna era riuscito a smascherarlo. Il giudice lo condannò a otto anni e mezzo di carcere per tentato omicidio, ridotti per buona condotta.

Durante la detenzione, però, Fabbri commissionò l’omicidio della donna al bulgaro Radev Stanyo Dobrev, suo compagno di carcere, in cambio di una somma di denaro, di un’auto e di un trattore. Dobrev, però, durante due interrogatori avvenuti nel 2015 e nel 2016, rivelò le intenzioni del Fabbri e la conferma arrivò con delle intercettazioni ambientali. In poche parole, Mauro Fabbri voleva uccidere Lucia Panigalli anche mentre si trovava in carcere.

Una breve ricostruzione della vicenda di Lucia Panigalli è stata mandata in onda durante la puntata di Porta a Porta.

 

Gli scivoloni di Bruno Vespa

Ciò che è accaduto poco dopo, con la presenza di Lucia Panigalli in studio, è stato aspramente criticato per l’atteggiamento assunto da Bruno Vespa di fronte alla testimonianza della donna, come riportano le principali testate nazionali (GiornalettismoRepubblica, TodayIl Fatto QuotidianoAdnkronos). Il conduttore e giornalista si è lasciato andare in alcuni scivoloni – è il caso di dirlo – mentre la Panigalli ripercorreva l’angoscia del suo vissuto, che ricordiamo essere costretto alla protezione di una scorta da parte dei militari dell’arma che vengono avvisati ogni volta che deve spostarsi da casa. Sul fatto che Lucia sia sopravvissuta all’aggressione del 2010, Vespa commenta con: “Lei è sopravvissuta, è fortunata perché tante donne, come sa, vengono uccise.

 

Un altro scivolone importante riguarda il dettaglio dei 18 mesi di relazione che Lucia visse insieme a Mauro, una relazione che la donna descrive come “flirt” ma che Bruno Vespa definisce “un bel flirtino“.

 

Le polemiche più accese, tuttavia, sono esplose a seguito della considerazione espressa da Bruno Vespa mentre Lucia Panigalli raccontava il tentato omicidio subito il 16 maggio 2010. Il conduttore, infatti, ha detto: “Se avesse voluto ucciderla lo avrebbe fatto”, nonostante la donna ripetesse che il coltello utilizzato dal Fabbri durante l’aggressione le aveva provocato alcune ferite al collo e al volto. La donna, inoltre, ha raccontato di aver esercitato una forte difesa con la sciarpa e il giubbotto, e che la lama del coltello a un certo punto si era staccata dal manico.

 

Tutto vero, quindi, quanto attribuiscono a Bruno Vespa in merito all’intervista a Lucia Panigalli. Il conduttore – scrive Adnkronos – ha replicato alle polemiche con una nota:

Sono sorpreso e indignato da alcune reazioni alla mia intervista di ieri sera alla signora Lucia Panigalli. Se c’è una trasmissione che dalle sue origini si è fatta portavoce della tutela fisica e morale delle donne vittime di violenza questa è ‘Porta a porta’. Abbiamo invitato la signora proprio perché il suo caso è clamoroso e allo stato la legislazione non è in grado di proteggerla in maniera adeguata. È gravissimo che si voglia estrapolare una frase da un dialogo complessivo di grande solidarietà e rispetto. La risposta migliore a queste calunnie sono i ringraziamenti che abbiamo ricevuto dalla signora e dal suo avvocato.

Purtroppo, però, ciò che è arrivato agli spettatori che hanno seguito la puntata in diretta o che l’hanno recuperata da RaiPlay è ciò che l’opinione pubblica contesta: pur se in buona fede, Bruno Vespa ha realmente commentato la vicenda della Panigalli definendo “un bel flirtino” i 18 mesi di relazione della donna con Mauro Fabbri, addirittura affermando che non si può definire “flirt” un anno e mezzo di relazione: “Non è come uscire per una sera”. Soprattutto, Vespa sostiene che il Fabbri, in quella sera di maggio 2010, non volesse realmente uccidere la sua ex compagna perché altrimenti lo avrebbe fatto. In quel momento l’imbarazzo di Lucia Panigalli è ben evidente.

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