Smentita morte dell’insegnante dopo il vaccino, gli esiti dell’autopsia

di Shadow Ranger |

Smentita morte dell’insegnante dopo il vaccino, gli esiti dell’autopsia Bufale.net

Ve lo avevamo già detto. In tempi di infodemia, la tentazione di cavalcare titoli allarmistici e dare ai vaccini la colpa di ogni cosa è sempre presente.

L’arma principale dell’antivaccinismo militante è la fallacia di falsa causa.

Ad esempio: mi sveglio le mattine, guardo il TG, sbatto il mignolino del piede contro il tavolo della cucina e me lo spezzo.

Una persona di ordinaria avvedutezza non vedrebbe nesso di causalità tra le due cose: una persona prevenuta potrebbe dichiarare che la visione di Mentana di prima mattina causa frattura del mignolo e inondare i social di folli proclami per abolire la presenza di Mentana dal piccolo schermo.

Dichiarando che il faccione di Mentana sul piccolo schermo stimola le fratture delle dita.

Smentita morte dell’insegnante dopo il vaccino, gli esiti dell’autopsia

La storia nasce con la morte di un’insegnante nel Vomero.

Morta dopo la prima dose del vaccino.

Cronologicamente, non per nesso causale.

Ciò non è bastato agli antivaccinisti militanti, pronti ad includere la povera defunta tra le “presunte vittime dei vaccini”.

Abbiamo per giorni raccomandato di attendere gli esiti dell’autopsia, ma niente. Noi stessi ci siamo beccati le accuse più atroci.

Perché, ovviamente nel fantastico mondo delle “informazioni non troppo verificate” chi attende ha “Sempre qualcosa da nascondere”.

È “pakato dalla kasta”, vuole nascondere i segreti occulti.

Ma in realtà la povera Annamaria Mantile è morta per infarto intestinale.

Per i meno colti per un’ernia strozzata che ha causato occlusione intestinale e blocco della circolazione sanguigna in una sezione “strozzata” del suo intestino.

Un’ernia strozzata è ovviamente uno sciagurato evento che in nessun modo può essere causato dall’inoculazione di qualsiasi sostanza.

Non esistono vaccini al mondo in grado di creare ernie e strozzarle.

L’esame autoptico

è stato effettuato dal collegio formato da Pietro Tarsitano, direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina legale dell’azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli, Antonio Perna anatomo e istopatologo, Francesco Diurno rianimatore nonché cardiologo e Giuseppe Morelli Infettivologo dirigente dell’azienda ospedaliera dei Colli. Dai rilievi emersi la causa della morte viene ricondotta a un infarto intestinale provocato a sua volta dal sequestro, nella parete addominale, di un’ansa del tratto digerente. Quella che comunemente viene indicata come “ernia strozzata”. Ad esserle fatale il conseguente shock emorragico e arresto cardiocircolatorio. Il vomito accusato dall’insegnate e il dolore addominale erano appunto la conseguenza all’occlusione intestinale in atto.

La correlazione non implica causalità

Torniamo quindi alla questione.

Pochi giorni dopo il vaccino una professoressa muore per le complicazioni di un’ernia strozzata.

La causa è il vaccino o l’ernia? Ovviamente l’ernia, ma la contiguità temporale trae in inganno. Spesso voluto e cavalcato.

Un anziano ultranovantenne, dopo il vaccino, muore.

È colpa del vaccino? Ovviamente no, i vaccini non rendono gli anziani immortali.

Gli consentono però di morire pacificamente nel loro letto, quando verrà il loro momento, e non intubati in un letto di ospedale, strozzati dalla loro stessa saliva e vomito in un modo orribile.

Ne abbiamo parlato: al mondo le persone muoiono. È quindi plausibile e ragionevole che in un mondo in cui speriamo la maggior parte delle persone siano vaccinate contro COVID19, tra di loro ci saranno dei defunti.

Come in un mondo in cui la maggior parte delle persone sono scolarizzate è plausibile e ragionevole che tutti i defunti abbiano almeno la terza media, ma un folle delirio supporre che l’istruzione causi aumento della mortalità.

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