E ora smettiamola con la conta degli “anziani morti per il vaccino” e i “presunti contagiati”

di Bufale.net Team |

E ora smettiamola con la conta degli “anziani morti per il vaccino” e i “presunti contagiati” Bufale.net

Ci sono bufale che sono più vecchie di quello sembra. A scoprire la loro vera età, ti stupisci.

E non parliamo di cose come la “bufala dei segni degli zingari sulla porta”, la cui prima apparizione registrata è dell’ultima metà del 1800.

Parliamo della conta degli “anziani morti per il vaccino”, triste refrain della “controinformazione” che ci inonda la casella di segnalazioni (spesso morte in modo volgare, maleducato e poco urbano, cosa che comporta il blocco del segnalante e i provvedimenti del caso…).

Ritornello che credete sia nato col COVID e invece no!

Gli antivaccinisti se lo riciclano uguale di campagna vaccinale in campagna vaccinale.

Era il 2014, e Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale era costretto a scrivere

“Ogni giorno, secondo le statistiche, muoiono 800 anziani che si sono vaccinati per l’influenza, ma non c’è alcuna correlazione tra il vaccino e i decessi”. Lo ha affermato oggi Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg). ”I dati dell’Istat dicono che ogni giorno in Italia muoiono circa 1800 persone, con punte fino a duemila nei mesi invernali – ha sottolineato Cricelli – La maggior parte dei decessi, circa 1600 al giorno, avviene in persone anziane. Il tasso vaccinale supera il 50% negli over 65. Quindi ogni giorno muoiono circa 800 persone che si sono vaccinate. Non vi è alcuna correlazione tra la somministrazione del vaccino e i decessi. Salvo circostanze eccezionali, tutte da dimostrare, le cause della morte sono le solite: cancro, malattie cardiovascolari, respiratorie e altro”. Secondo Cricelli il legame tra vaccini e morti sospette è smentito dai dati epidemiologici. ”Dobbiamo dunque ricondurre gli eventi che si stanno verificando nelle ultime ore a una seria analisi scientifica. – ha sottolineato – Come dimostrano i dati epidemiologici a nostra disposizione, è evidente che le morti fra gli anziani, da sempre, sono più frequenti e non sono causate dalla vaccinazione antinfluenzale. Gli anziani – ha aggiunto Cricelli – costituiscono la popolazione più fragile e, indipendentemente dalla vaccinazione antinfluenzale, fanno registrare percentuali di mortalità più elevate. Ma, proprio per la loro condizione di fragilità, è importante che si vaccinino contro l’ influenza. Altrimenti assisteremmo a un numero di morti sicuramente maggiore”.

Vi ricorda niente? A noi sì, ricorda qualcosa

E ora smettiamola con la conta degli “anziani morti per il vaccino”

In regime di scarsità di vaccini si è deciso di privilegiare anziani e soggetti fragili.

Per buona ragione: come dimostra la storia dell’Umanità stessa, una Pandemia non è un evento estintivo della specie umana in quanto tale.

Siamo sopravvissuti alla Peste, alla Spagnola ed a tante altre malattie: lasciando però indietro i soggetti fragili ed a rischio.

Il fatto che COVID19 abbia una mortalità a fronte di una contagiosità immonda serve solo a far calare immotivatamente la soglia di attenzione richiesta.

Magari un adulto giovane e in piena salute esce dalla malattia con qualche settimana di malessere: un anziano ed un soggetto fragile, a fronte di una situazione già precaria (enfasi su precaria) riceverà dalla malattia la definitiva condanna a morte.

E una morte particolarmente sgradevole.

Il che comporta che inevitabilmente, a causa dell’età avanzata e della precaria situazione di cui sopra, è palese che nel campione degli ultraottantenni affetti da malattie croniche si verificheranno decessi.

Con o senza vaccino antiCOVID, con o senza vaccino antiInfluenzale.

Statisticamente l’aspettativa di vita umana si attesta in media tra gli 80 e gli 85 anni, peraltro calata globalmente di almeno un anno causa COVID (semplicemente il “divisore dei morti” è aumentato).

MedicalFacts ha già analizzato quindi il problema.

In un articolo (Coronavirus: molti più anziani stanno morendo per colpa dei vaccini? È una bufala, ecco i dati) di cui vi consigliamo la lettura integrale

Adottando la stessa metodologia, prospettiamo qualche numero per l’Italia così da essere preparati al primo tentativo di strumentalizzazione che apparirà lungo il nostro cammino. Nel nostro Paese la popolazione dai 75 anni è pari a circa 7 milioni di persone e in questa fascia i decessi medi, a inizio 2020, sono stati superiori ai 10 mila a settimana, circa 1.500 al giorno (tasso di mortalità giornaliero 0,21 ‰). Questo significa che in un gruppo di 4.800 anziani è statisticamente atteso che ci sia 1 decesso al giorno (in condizioni standard); questo significa che se in un giorno riusciremo a vaccinare 100 mila anziani, è normale avere in quel gruppo 20-21 decessi. Ma, ed è il cardine del discorso, avremo quel numero di decessi anche in un gruppo di 100 mila anziani che non si vaccineranno.

Alcune obiezioni a questo ragionamento tentano di fare un parallelismo tra le considerazioni che si fanno tra questi decessi e i decessi di pazienti anziani con COVID-19. Ma come, viene chiesto, quando un paziente anziano COVID-19 muore non si considera la sua condizione e si considera COVID-19 come causa scatenante mentre, quando muore una persona che era stata vaccinata, questa distinzione non conta più?

Il punto del discorso è l’eccesso di mortalità e, quindi, la deviazione dalla baseline.

Quindi ovviamente tra gli anziani e i soggetti a rischio capiteranno delle morti.

Morti che sarebbero accadute anche prima: se un cardiopatico viene colpito da un vaso da fiori che gli sfonda il cranio, la morte è dovuta al vaso da fiori.

Ma se un cardiopatico muore di infarto mentre guarda Sanremo non potete arrestare Amadeus.

E i contagiati?

Riporta una delle FAQ disponibili online

Fra la prima e la seconda dose trascorrono 3 settimane nel caso del vaccino di Pfizer-BioNTech, 4 nel caso di quello di Moderna e da 4 a 12 per quello di AstraZeneca. Stando ai test, il vaccino di Pfizer-BioNTech fornisce la massima protezione, ossia immunità, a partire da 7 giorni dopo aver ricevuto la seconda dose, quello di Moderna almeno dopo 14 e quello di AstraZeneca dai 7 ai 10 giorni dopo. L’immunità, dunque la protezione, non è immediata.

Quindi, sostanzialmente è possibile, esattamente come per ogni altro vaccino, contrarre la malattia nei giorni in cui non si è coperti, o tra la prima e la seconda dose.

Quindi, per favore, ora datevi una calmata.

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