Sassari, bambino autistico allontanato dal teatro: la replica dell’attore e l’invito del padre a interrompere le condivisioni

di Luca Mastinu |

Sassari, bambino autistico allontanato dal teatro: la replica dell’attore e l’invito del padre a interrompere le condivisioni Bufale.net

Sta facendo il giro dei social un post pubblicato dal padre di un bambino autistico allontanato dal Teatro Verdi di Sassari su richiesta dell’attore in scena. Secondo il racconto del padre, suo figlio si trovava al Teatro insieme ai compagni di classe, l’insegnante di sostegno e l’educatore per assistere allo spettacolo Stupefatto della compagnia Itineraria. Il ragazzo non è verbale, ma durante la rappresentazione avrebbe verbalizzato 3 volte in quanto felice di assistere allo spettacolo. A quel punto l’attore avrebbe indicato il ragazzo chiedendo che venisse allontanato dalla sala.

Teatro Verdi di Sassari / Facebook

Il racconto del padre

Vi riportiamo di seguito il racconto del padre del bambino autistico allontanato dal Teatro Verdi:

Ciao a tutti. Sono un babbo di un bambino autistico. Vi chiedo aiuto. Vorrei segnalarvi con grande dolore e rabbia quello che è successo lunedì scorso al teatro Verdi di Sassari. Mio figlio G. insieme alla classe (terza media) stava assistendo allo spettacolo “Stupefatto” della compagnia “Itineraria”. Mio figlio si trovava seduto con i compagni e l’insegnante di sostegno ed un educatore. Mio figlio non è più verbale. Ha verbalizzato 3 volte, perché felice, ma da quanto mi è stato riferito non in modo da creare disturbo. L’attore in scena, tale Fabrizio De Giovanni, ha interrotto lo spettacolo, ha additato mio figlio dal palco e davanti a 700 ragazzini ha chiesto che uscisse. Si è avvicinato l’autore, credo si chiami Luca Comi, che ha chiesto all’insegnante di sostegno di portarlo fuori sala. Per inciso gli insegnanti mi hanno riferito che il cosiddetto attore era a conoscenza della presenza di un ragazzino disabile. L’insegnante ha ubbidito e lo spettacolo è continuato. Qualche insegnante ha poi chiesto spiegazioni e gli è stato detto che rovina la concentrazione. Abbiamo diffuso sui social questo accaduto. Potreste darmi una mano per far sapere quello che ha dovuto subire il mio bambino? Grazie.

La risposta dell’attore

Raggiunto da una certa attenzione a seguito dell’accaduto, l’attore Fabrizio De Giovanni ha reso pubbliche le sue scuse con un resoconto dei fatti sulla sua pagina Facebook nelle ultime ore:

Mio messaggio al papà di G., il ragazzo “speciale” del Teatro Verdi:

Gentile F. P., sono Fabrizio De Giovanni l’attore di Stupefatto, lo spettacolo recitato lunedì al teatro Verdi. Come prima cosa ci tengo a dire a lei, a sua moglie e a Giuseppe che mi dispiace moltissimo di quello che è successo. Io non sapevo che la persona che è intervenuta durante lo spettacolo fosse vostro figlio, fosse un ragazzo speciale, autistico e che con i suoi interventi volesse solo manifestare la propria partecipazione emotiva allo spettacolo.
Da molti anni ci occupiamo esclusivamente di teatro civile e dedichiamo la nostra vita a portare messaggi importanti ai giovani e agli adulti. In particolare negli ultimi anni ci occupiamo di prevenzione droga e prevenzione gioco d’azzardo, collaborando con molte scuole in tutta Italia. È il quarto anno che torniamo a Sassari con i nostri spettacoli, al teatro Verdi, sempre con grandissima soddisfazione di tutti.
Lunedì mattina quando ho sentito il primo disturbo dalla sala, che ha stimolato una risata da parte della platea, ho pensato che fosse un preadolescente turbato dalle parole dello spettacolo e gli ho dato il tempo di riprendersi. Dopo aver glissato sul secondo intervento di disturbo al terzo ho pensato di invitare questo ragazzo a non disturbare perché si stava parlando di cose molto serie.
Se avessi saputo che si trattava di un ragazzo autistico sicuramente avrei fatto in modo di tranquillizzarlo, di coinvolgerlo, o semplicemente di tralasciare i suoi interventi per non metterlo a disagio. Purtroppo non ero stato messo al corrente… Io da molti anni mi occupo di disabilità, Ho portato in giro per l’Italia due grandi progetti di teatro handicap: “Martina, handicap come vita” sulla storia dei miei amici e testimoni di nozze, Augusto e Betty, che essendo insegnanti di sostegno per disabili scoprono a metà gravidanza la grave disabilità della loro bambina che nascerà con la spina bifida, e lottano con tutte le loro forze per tutelare la sua vita, anche di fronte a chi gli dava del pazzi per non aver abortito in tempo… Io ho una coppia di zii disabili, lui tetraplegico pittore con la bocca e lei paraplegica. Per cinque anni abbiamo girato l’Italia con lo spettacolo “Tre con una mano sola“ che racconta della loro vita, difficile ma piena di soddisfazioni. Pensi, Franco, che mio zio Bruno Carati addirittura guida la macchina con la bocca perché non può utilizzare braccia e gambe.
27 anni fa ho fondato e seguo i lavori della compagnia “Oltre il sipario” che da allora si occupa di far fare teatro a disabili adulti, che ricevono da questa loro attività grandi gratificazioni e si mettono alla prova con grandi fatiche. Può capire che la mia storia dice precisamente il contrario di quello che quell’episodio può averle comunicato.
La nostra preoccupazione principale in teatro era proprio quella di comunicare, nella 381º replica dello spettacolo, un messaggio positivo ai ragazzi: state lontano dalla droga! Per proteggere questo messaggio ho ritenuto opportuno di chiedere al ragazzo (ripeto che non sapevo si trattasse di G., che non conoscevo) di evitare di disturbare l’attenzione degli altri che, devo essere sincero, era profondissima! Un silenzio incredibile che dimostrava come la storia li stesse coinvolgendo profondamente.
Come le dicevo ho aspettato al terzo intervento proprio perché contavo sulla collaborazione di qualcuno in sala che potesse invitare il ragazzo in questione a interrompere il disturbo. Poi sono intervenuto, a salvaguardia degli altri piccoli spettatori.
Non vedendo assolutamente chi fosse, nel buio del teatro, il ragazzo in questione.
Non avrei mai pensato che si potesse scatenare tutto questo. Ribadisco mi dispiace moltissimo e mi scuso per il dolore che posso averle arrecato, a lei a sua moglie e a G.. Non le nascondo che in questo momento sto soffrendo molto anch’io per questo continuo vomito di odio da parte di persone che non sanno neanche chi io sia. Ma questo fa parte dell’utilizzo, a mio avviso scorretto, dei social e dobbiamo farcene una ragione.
Come dicevo alla comune amica Gabriela venerdì reciteremo a Ploaghe nel sassarese lo stesso spettacolo quindi saremo di passaggio la mattina dalle vostre parti. Mi piacerebbe incontrarla per stringerle la mano mostrarle il profondo dispiacere per tutto quello che si è creato e avere modo di salutare G. e scusarmi con lui che non poteva sapere che io non sapevo…
Un caro saluto,
Fabrizio

Il padre sosteneva che l’attore fosse a conoscenza della presenza di un ragazzo speciale tra il pubblico, ma De Giovanni sottolinea a più riprese che invece non era così, precisando che se fosse stato messo al corrente avrebbe certamente agito in modo diverso. Alla replica dell’attore segue un ulteriore messaggio del padre che chiede di interrompere l’accanimento e la condivisione del suo appello:

Ciao a tutti. Vorrei chiedervi per favore di non continuare a diffondere il mio post su quello che è successo a teatro con mio figlio. Siete stati in tanti a rispondere e la vostra vicinanza e comprensione è di grande consolazione per me e la mia famiglia. Ma agire d’impulso non è mai giusto. Ciò che è accaduto mi addolora e ferisce, ma penso, a mente più lucida, e sinceramente, che non sia stato corretto da parte mia accusare senza contraddittorio chi non si è potuto difendere, raccontando la sua verità. È quindi giusto che questa vicenda sfoci in un confronto diverso, privato e non pubblico, in cui spero si confrontino con serenità i due mondi, quello del padre e dell’attore, e trovino se è possibile un nuovo inizio.
Non voglio la gogna nei social ma, più di ogni altra cosa, vorrei che nei rapporti umani, sia reali che virtuali, vi fossero correttezza e lealtà, comprensione ed empatia. Che chi pensi di aver sbagliato chieda scusa, semplicemente. Come sto facendo adesso io.
Vi chiedo di condividere questo post, che mi rappresenta molto di più di quelli precedenti, in tantissimi.
Grazie di cuore

Posizioni riconquistate, dunque, dopo il caso del bambino autistico allontanato dal Teatro Verdi: l’attore diceva di non sapere che quel ragazzino fosse speciale e il padre del bambino, colpito dalle scuse pubbliche, ha chiesto di interrompere le condivisioni in quanto propenso ad incontrare De Giovanni per una stretta di mano.

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