Provocazione di Salvini a Bologna: citofona a casa di un tunisino e gli chiede se spaccia

di Redazione Bufale |

Farà discutere molto nel corso delle prossime ore la nuova iniziativa di propaganda da parte di Matteo Salvini. Il leader della Lega, dopo essere stato protagonista indiretto di una bufala davvero singolare oggi 21 gennaio, ha deciso di recarsi a Bologna ed in particolare nel quartiere Pilastro, nell’area di via Grazia Deledda. Si tratta sostanzialmente di una delle zone periferiche che fanno discutere maggiormente, alla luce di una lunga serie di segnalazioni incentrate sul degrado emiliano. Ebbene, Salvini ha deciso di recarsi presso il citofono di una palazzina e di interfacciarsi con un tunisino.

Salvini
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Cosa ha detto Salvini al citofono del tunisino

Come riporta Repubblica, più in particolare. Salvini, dopo aver citofonato al tunisino, ha chiesto al diretto interessato se fosse coinvolto nello spaccio di droga nel quartiere. A suo dire, infatti, ci sarebbero segnalazioni da parte dei residenti che avrebbero condotto il numero uno del Carroccio proprio presso l’abitazione del tunisino. Quest’ultimo, per forza di cose, si è affrettato a smentire il tutto, staccando la comunicazione quando l’ex Ministro dell’Interno gli ha chiesto di salire sopra.

Salvini si è poi spiegato, parlando appunto di una provocazione, per poi lasciare al proprio lavoro le Forze dell’Ordine dopo le segnalazioni pervenute a proposito del tunisino che si è visto piombare al citofono non solo il leader della Lega, ma anche una folta schiera di carabinieri e di giornalisti. Insomma, la teatralità della situazione è apparsa evidente, al punto che in molti in questi minuti stanno criticando il suo operato.

E poco importa, per tali utenti, che siano stati collocati dei “bip” quando è stato menzionato il tunisino protagonista della citofonata. Dunque, non resta che rimandarvi al video in questione reso pubblico anche da Repubblica, confermando a tutti voi che l’iniziativa di Salvini sia vera, mentre sulle attività del tunisino indagheranno le Forze dell’Ordine.

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