POLIZIA POSTALE Ricatti sessuali, da gennaio 250 denunce. Proteggiamo i nostri figli – Bufale.net

di David Tyto Puente |

POLIZIA POSTALE Ricatti sessuali, da gennaio 250 denunce. Proteggiamo i nostri figli – Bufale.net Bufale.net

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Riportiamo il messaggio pubblicato dalla pagina Facebook di Marco Valerio Cervellini in merito alle numerose denunce pervenute per ricatti sessuali. Lo sconcerto è nel vedere che a ricattare non sono solo adulti di entrambi i sessi, ma anche minori. Si parla anche di ricatti via internet, come avevamo riportato in un articolo precedente.
Le vittime sono adulti, uomini, donne, ma non dubitiamo che potrebbero esserci anche minori che cadono in mano di altri minori. Dobbiamo educare e proteggere i nostri figli, sia in merito all’educazione sessuale sia in merito alla questione civica. Dobbiamo stare attenti affinché essi non commettano l’errore di diventare vittime, internet è pericoloso per molti aspetti, e non commettano l’errore di diventare ricattatori, con il rischio che lo rimangano anche da grandi.
L’articolo che sotto riportiamo parla anche del mondo delle chat dove si potrebbe nascondere un’organizzazione.

Ricatti sessuali, da gennaio 250 denunce. Coinvolte anche ragazzine che chiedono un telefonino o un paio di jeans in cambio del silenzio Gli adescamenti spesso in chat. Parcheggiata l’auto nel piazzale di via Botticelli, con il passo incerto per l’emozione, l’adrenalina a mille in corpo e un misto tra la vergogna e la voglia di liberarsi da un peso che diventava di giorno in giorno più pesante, una signora bresciana poco più che quarantenne, moglie di un professionista e mamma, si è presentata all’ingresso della questura.
«Buongiorno. Dovrei sporgere denuncia», ha chiesto balbettando. Dopo averla fatta attendere alcuni minuti è stata ricevuta da un ispettore che l’ha accompagnata negli uffici della squadra Mobile. Il tempo di porgere la mano ed è scoppiata in lacrime. «Sono stata una sciocca. Ho conosciuto un uomo in chat, ci siamo visti e ora mi ricatta», ha raccontato tutta d’un fiato. Un ricatto a sfondo sessuale.
«Mi ha detto che se non gli avessi dato i soldi, avrebbe mostrato a mio marito il filmato fatto con un telefonino. Mi aiuti…». Di questa vicenda se ne occupa ora la Polizia postale. Ma è solo un episodio tra i tanti di un fenomeno ormai allarmante.
Da gennaio a oggi, quindi in due mesi e mezzo circa, sono 250 le denunce presentate alla polizia solo a Brescia da cittadini che si sentono vittima di estorsioni o raggiri da parte di chi gestisce siti per incontri, per cuori solitari o di chi finge di essere in cerca di momenti emozionanti. Le vittime cadono ingenuamente nella trappola, e capiscono di essere nei guai quando ricevono sms o telefonate nelle quali viene chiesto denaro o regali in cambio del silenzio. Ed è anche capitato che qualcuno trovasse una busta contenente richieste e foto sotto il tergicristallo o nella cassetta della posta. Dopo il primo attimo di smarrimento, scatta il terrore di essere scoperti. Il rischio concreto di compromettere una relazione sentimentale se si è fidanzati o di mandare con le gambe all’aria un matrimonio duraturo.
Il tutto per una scappatella, per essersi lasciati ammaliare dal sorriso ammiccante di quella donna che ha fatto credere di sentirsi sola e di essere trascurata dal marito.
TRA LE VITTIME che la polizia sta aiutando, c’è anche chi ha partecipato ad incontri occasionali in albergo o in auto, a scambi di coppia nei luoghi del Bresciano dove ci si incontra e la partner sale sull’auto dello sconosciuto.
Dalle indagini della polizia – collaborano Squadra Mobile e Polizia Postale – sono emerse le figure di ragazzine, talvolta anche minorenni, che agganciano in chat o su facebook le possibili vittime. Si inizia con un’amicizia ingenua e si passa poi al primo incontro. Chi è abile capisce che sta per scattare la trappola e si ferma. Ma non tutti intuiscono il pericolo e vanno oltre. E arriva così il ricatto a per coprire il silenzio. «Se sono giovani chiedono un telefono cellulare, cento euro, un paio di jeans, un paio di orecchini. Non pretendono di più. E la vittima spesso accetta di pagare», racconta un funzionario della questura che ha seguito alcuni casi di persona.
Diversa la situazione per le donne che di anni ne hanno un po’ di più e che si sentono deluse o trascurate dal marito. «In questo caso la somma è maggiore, ma non si tratta mai di grandi cifre anche perché la richiesta di migliaia di euro farebbe automaticamente scattare la denuncia», conclude il nostro funzionario.
Tra le vittime c’è pure chi viene abbordato in chat. Paga un abbonamento, ma l’amica scompare e rimanda ad un altro sito a cui bisogna riabbonarsi. «E scopriamo che le risposte date agli utenti sono tutte uguali – dicono dalla questura – . Perché c’è dietro un’organizzazione».

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